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Frana sulla strada gardesana SS 45 bis tra il confine provinciale ed il comune di Limone.

La strada è completamente bloccata. Sul posto sta già operativi i Vigili del fuoco di Riva del Garda in coordinamento con le forze dell'ordine.

 

L’allarme al Numero Unico per le Emergenze 112 è stato lanciato verso le 7 di ieri mattina. Il base jumper, un norvegese del 1972, si è lanciato con la tuta alare dal Becco dell’Aquila (Monte Brento, Dro) schiantandosi nel greto del Sarca senza aver aperto la vela.

Il coordinatore dell’area operativa Trentino Meridionale del Soccorso Alpino ha inviato sul posto una squadra di terra. In seguito alla constatazione del decesso da parte del medico e dopo il nulla osta dei Carabinieri, il corpo del base jumper è stato portato con la barella portantina fino al carro funebre e da qui alla camera mortuaria. Alle operazioni di recupero hanno partecipato anche i Vigili del Fuoco.

Viabilità, turismo, infrastrutture, lavoro. Sono questi i temi affrontati stamani nel corso di un incontro che l'amministrazione comunale ha chiesto alla Provincia per fare il punto sulle priorità per Nago Torbole. Invito raccolto dal presidente Maurizio Fugatti che ha partecipato alla riunione assieme all'assessore Roberto Failoni.

"Siamo soddisfatti- ha commentato al termine il sindaco, Gianni Morandi - perché questo confronto aiuterà la nostra comunità a collocare gli interventi nella giusta prospettiva, sia per quanto riguarda la viabilità come pure per altri temi legati  allo sviluppo delle potenzialità turistiche della zona".

In particolare, relativamente all'intervento sulla Loppio-Busa, si è posto l'accento sul tema della sicurezza, a cominciare da quella dei lavoratori come pure di chi poi transiterà su quella strada. Per questo saranno effettuate ulteriori analisi, ferma restando la valutazione positiva espressa dall’amministrazione comunale sull’intervento di allargamento del tunnel di servizio che consentirà il transito non solo alle ambulanze ma anche ai camion dei vigili del fuoco in caso di incidenti. 

Nel corso dell'incontro l'impresa ha confermato l'intenzione di avviare lo scavo nel giro di 2 mesi e allestire 3 cantieri in simultanea per abbattere i tempi. Ma la manodopera locale scarseggia: di qui la richiesta alle amministrazioni e ai sindacati di promuovere la ricerca di personale nell'arco di 60 chilometri, come da impegno contrattuale. Sono 22 gli operai già impiegati ma il potenziale è 5 volte tanto e la S.A.C. si è dichiarata pronta ad assumere altre 100 unità per 'aggredire' in maniera decisa la tabella di marcia.

Gli approfondimenti riguarderanno anche un'altra richiesta dell'amministrazione comunale, ossia la circonvallazione di Torbole, per la quale occorrerà individuare una progettualità concretamente sostenibile alla luce dell'evoluzione degli scenari e dell'attuale quadro finanziario provinciale.

Sul taccuino della Giunta sono stati poi annotati altri due altri temi impegnativi: la ristrutturazione dell'ex Colonia Pavese e la realizzazione del Campo da Golf. "Approfondiremo accuratamente - ha commentato l'assessore Failoni - ma anche noi abbiamo una richiesta da fare: siano i territori della Busa ad elaborare una propria visione ed a proporre le priorità. Con questo metodo sarà più facile costruire un percorso condiviso e poggiato su basi solide".

L'incontro si è concluso con la visita al cantiere del nuovo municipio in fase di ultimazione e prossimo all'inaugurazione.

Una donna parcheggiata l'auto vicino al centro sportivo di Cles nasconde la borsetta sotto il sedile e se ne va. Nella borsetta con la tessera bancomat c'è anche un foglietto con appuntato il codice segreto per fare i prelievi allo sportello.

Un 25enne, infranto il vetro dell'auto, trova nella borsetta non solo 400 euro in contanti ma anche il bancomat con il pin. Il giovane trentino, già noto ai carabinieri per analoghi episodi, ha pensato bene di fare alcuni prelievi allo sportello.

I carabinieri di Cles, raccolta la denuncia hanno avviato le indagini e visionando le telecamere di sicurezza hanno appurato che il giovane autore del prelievo era presente anche sul luogo del furto e lo hanno denunciato.

I militari ricordano che da un lato è sconsigliabile lasciare in auto oggetti di valore ed cosa da non fare assolutamente è conservare assieme al bancomat anche l'annotazione con il codice della tessera.

Quell’uomo non si sarebbe dovuto permettere di fargli un simile affronto, perlopiù dinanzi a diversi amici. Un simile insulto, insomma, non poteva restare impunito!

Devono di certo aver pensato questo due ragazzi non ancora maggiorenni residenti in Alta Val di Non che, qualche settimana fa, avevano deciso di prendere parte, insieme a diversi coetanei, ad una gita. Avrebbero dovuto raggiungere, a bordo di un autobus preso a noleggio per l’occasione, una discoteca dell’Alto Adige ma a ballare, quel giorno, non sono mai andati. Perché hanno deciso di chiudere diversamente la loro serata e adesso dovranno rispondere, dinanzi al Tribunale per i Minorenni, di danneggiamento aggravato (come minimo, se non del più grave reato di attentati alla sicurezza dei trasporti, delitto del quale gli inquirenti hanno ipotizzato la sussistenza).

Torniamo a quel pomeriggio ed a quel pullman in viaggio verso la provincia di Bolzano sul quale erano saliti i due giovani. Predetti, percorsi pochi chilometri, avevano preso a contestare il costo del biglietto giudicandolo troppo esoso. Lo avevano fatto con una tale veemenza, e così insistentemente, da far perdere la pazienza all’autista. Alla stazione ferroviaria di Dermulo, perché stanco di sentirli sbraitare, l’uomo li aveva fatti scendere dal mezzo senza pretendere da loro alcunché.

È finita che gli intemperanti ragazzi hanno preso la decisione di vendicare quell’”offesa”. E per farlo hanno chiesto aiuto ad un loro amico maggiorenne, il quale – anziché ricondurli alla ragione, come ci si sarebbe dovuto aspettare – li ha spalleggiati. I tre hanno di fatto escogitato un piano scellerato. Si sono procurati due tavole di legno lunghe circa un metro e le hanno cosparse di chiodi filettati, non prima di tingerle di nero per renderle meno visibili una volta posizionate sull’asfalto. Hanno atteso le 5 del mattino, l’ora in cui l’autobus sarebbe tornato a Cavareno, e le hanno poi posizionate ad una ventina di metri dal punto in cui la corriera avrebbe fatto scendere i passeggeri.

Quella sera i Carabinieri di Cavareno sono dovuti intervenire in soccorso di un automobilista (il papà di uno dei ragazzi che erano sul pullman): la sua utilitaria aveva calpestato una tavola piena di chiodi che aveva forato un pneumatico e, rovesciandosi, danneggiato la carrozzeria.

Il piano architettato dai tre era insomma fallito. Ai Carabinieri è bastato acquisire, ed analizzare, le riprese di alcuni sistemi di videosorveglianza per individuare i responsabili del danno e denunciarli alle rispettive Procure della Repubblica.

 

Un’auto speronata da un orso: è successo lungo la statale 43 della valle di Non all’altezza di Maso Milano, nei pressi del viadotto sul torrente Sporeggio. Protagonista, Tania Dalpiaz una giovane originaria della valle di Non, che verso le 21 stava rincasando nel capoluogo dopo aver fatto visita ai genitori. A darne notizia il giornale L'Adige.it che racconta come la ragazza abbia prima visto una sagoma scura correrle incontro, e poi abbia sentito l'animale sbattere contro violentemente e ripetutamente alla propria auto. 

La conducente fortunatamente è rimasta illesa, la fiancata destra della sua Renault Clio è risultata pesantemente danneggiata.

“Una serata sui progetti degli interventi già fatti e su quelli che verranno portati avanti in futuro, con l’ascolto comprensibile e legittimo di chi vuole fare domande e portare in evidenza criticità o preoccupazioni, ma nella direzione di dare maggiore sicurezza al territorio” così il presidente della Provincia autonoma di Trento ha definito l’incontro svoltosi ieri sera a Dimaro, in un affollato teatro comunale che ha visto sul tavolo dei relatori, oltre allo stesso presidente, l’assessore all’agricoltura e foreste, i sindaci di Dimaro e Commezzadura, il dirigente generale dell’Umst Grandi Opere e ricostruzione Raffaele De Col, i tecnici del servizio Bacini Montani Roberto Coali e Andrea Casonato. “Il vostro territorio, così duramente colpito, ha mostrato fin da subito la forza di rialzarsi – ha sottolineato il governatore – la comunità ha mostrato una grande capacità di reagire, mettendo in campo tutta la propria coscienza civica. Anche da parte dell’amministrazione è stato fatto il possibile per avviare in tempi brevi la ricostruzione, investendo risorse e con l’apporto di tutti, tecnici e rappresentanti istituzionali di maggioranza e di opposizione”. Un ringraziamento particolare è stato rivolto anche dall’assessore all’agricoltura e foreste ai servizi provinciali, ai Vigili del fuoco, alla Protezione civile. “Dimaro ha dato un grande esempio di comunità, affrontando una situazione drammatica. Adesso guardiamo al futuro, investendo in progetti di messa in sicurezza”, ha detto ancora l’assessore.

Come spiegato nel corso della serata, gli interventi per la messa in sicurezza del conoide del rio Rotian si suddividono in tre tranche: nella parte alta sono state trovate soluzioni per contrastare l’eventuale innesco di materiale, nella parte media per aumentare la capacità di laminazione dei detriti e nella parte bassa per l’adeguamento della deviazione del torrente, che si getta nel Noce proprio a fianco dell’abitato di Dimaro. Intanto, la buona notizia data agli sfollati è che potranno rientrare nelle loro case ragionevolmente nella prima estate prossima, a seguito di tutti i controlli necessari di sicurezza effettuati dalla Protezione civile.

Nel corso dell’incontro non sono solo state mostrate planimetrie, illustrate sezioni e profili del progetto, ma si è anche voluto ricostruire le drammatiche fasi del disastro. Nei giorni del 27 e 28 ottobre scorsi, quelli che precedono la terribile esondazione del Rotian, costata una giovane vittima e danni ingentissimi per la comunità di Dimaro, l’intensità delle piogge è stata tale da non essere mai stata registrata in precedenza, raggiungendo una media matematica che non si riscontrava da 150 anni. Con il passare delle ore il contenuto d’acqua nei terreni ha raggiunto in breve tempo la saturazione e lo scroscio continuo della pioggia, associato a fortissimi venti, ha innescato una colata di detriti alimentata dalla morena glaciale laterale al corso del fiume, dove sono immersi grossi blocchi di roccia sostenuti da sabbie e ghiaie. Le briglie degli anni '70 hanno ceduto alle spinte e agli urti, liberando grandi quantità di materiale e anche il più recente sistema di controllo delle colate è riuscito a contrastare il fenomeno solo parzialmente.

A seguire questi eventi calamitosi, i primi interventi di sgombro e messa in sicurezza, fino alla progettazione di più consistenti lavori che interessano il conoide del Rotian. L’intervento della parte alta, come è stato illustrato ieri, comprende le demolizioni e l’avvallamento di briglie residue, il deprezzamento dei massi presenti nell’alveo e sui versanti, il taglio della vegetazione instabile. Nella parte media verranno invece costruiti nuovi contrafforti per il rallentamento e l’arresto dei blocchi rocciosi e un secondo sistema, oltre all’esistente, di laminazione del trasporto solido. Nella parte bassa, che riguarda più direttamente l’abitato di Dimaro, si intende ricostruire e adeguare il canale deviatore, dimensionandolo dal punto di vista idraulico.

 

A seguito di una segnalazione di un cittadino che avvertiva telefonicamente la Centrale Operativa di Cavalese di aver rinvenuto all’interno di un cantiere attestato tra le Valli di Fiemme e Fassa, occultata in un cascinale abbandonato, una strana valigia i carabinieri di Canazei giunti sul posto hanno trovato all’interno sostanza stupefacente di tipo marijuana, per un quantitativo di oltre 1,5 chilogrammi. 

Lo stupefacente, di ottima qualità era ben confezionato all’interno di due involucri in nylon, è stato poi posto sotto sequestro dai militari intervenuti. La valigia era stata “abbandonata” da un trafficante tratto in arresto a novembre 2018 nell’ambito dell’operazione antidroga denominata “Sciamano”. Gli approfondimenti, certificavano come il trafficante in tempi non sospetti avesse occultato il narcotico all’interno del cantiere in attesa di poterlo smerciare, attività che al dettaglio, avrebbe fruttato un ricavo di circa 15.000,00€. Il tutto non è andato a buon fine proprio a causa del suo arresto.

 

Petter Eliassen ce l'ha fatta. La Marcialonga era praticamente l'unica prova prestigiosa a mancare nel palmarès del fondista norvegese e - dopo il 2° posto nel 2016 - oggi è riuscito finalmente a vincere rimanendo in testa dall'inizio alla fine e 'svettando' anche sulla salita di Cascata.

«Abbiamo preso atto che esiste un problema di sicurezza collegato alla presenza dei lupi, soprattutto nelle aree della val di Fassa, Ala e Rumo in alta val di Non. Non possiamo accettare che i lupi possano arrivare così vicini alle case, nel fondovalle. I cittadini non possono correre simili rischi e noi dobbiamo garantire loro la sicurezza .Come ho sottolineato in Comitato, sono pronto a assumere le mie responsabilità per garantire la tranquillità e la sicurezza dei cittadini».