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Fri, Jul

Una donna parcheggiata l'auto vicino al centro sportivo di Cles nasconde la borsetta sotto il sedile e se ne va. Nella borsetta con la tessera bancomat c'è anche un foglietto con appuntato il codice segreto per fare i prelievi allo sportello.

Un 25enne, infranto il vetro dell'auto, trova nella borsetta non solo 400 euro in contanti ma anche il bancomat con il pin. Il giovane trentino, già noto ai carabinieri per analoghi episodi, ha pensato bene di fare alcuni prelievi allo sportello.

I carabinieri di Cles, raccolta la denuncia hanno avviato le indagini e visionando le telecamere di sicurezza hanno appurato che il giovane autore del prelievo era presente anche sul luogo del furto e lo hanno denunciato.

I militari ricordano che da un lato è sconsigliabile lasciare in auto oggetti di valore ed cosa da non fare assolutamente è conservare assieme al bancomat anche l'annotazione con il codice della tessera.

Quell’uomo non si sarebbe dovuto permettere di fargli un simile affronto, perlopiù dinanzi a diversi amici. Un simile insulto, insomma, non poteva restare impunito!

Devono di certo aver pensato questo due ragazzi non ancora maggiorenni residenti in Alta Val di Non che, qualche settimana fa, avevano deciso di prendere parte, insieme a diversi coetanei, ad una gita. Avrebbero dovuto raggiungere, a bordo di un autobus preso a noleggio per l’occasione, una discoteca dell’Alto Adige ma a ballare, quel giorno, non sono mai andati. Perché hanno deciso di chiudere diversamente la loro serata e adesso dovranno rispondere, dinanzi al Tribunale per i Minorenni, di danneggiamento aggravato (come minimo, se non del più grave reato di attentati alla sicurezza dei trasporti, delitto del quale gli inquirenti hanno ipotizzato la sussistenza).

Torniamo a quel pomeriggio ed a quel pullman in viaggio verso la provincia di Bolzano sul quale erano saliti i due giovani. Predetti, percorsi pochi chilometri, avevano preso a contestare il costo del biglietto giudicandolo troppo esoso. Lo avevano fatto con una tale veemenza, e così insistentemente, da far perdere la pazienza all’autista. Alla stazione ferroviaria di Dermulo, perché stanco di sentirli sbraitare, l’uomo li aveva fatti scendere dal mezzo senza pretendere da loro alcunché.

È finita che gli intemperanti ragazzi hanno preso la decisione di vendicare quell’”offesa”. E per farlo hanno chiesto aiuto ad un loro amico maggiorenne, il quale – anziché ricondurli alla ragione, come ci si sarebbe dovuto aspettare – li ha spalleggiati. I tre hanno di fatto escogitato un piano scellerato. Si sono procurati due tavole di legno lunghe circa un metro e le hanno cosparse di chiodi filettati, non prima di tingerle di nero per renderle meno visibili una volta posizionate sull’asfalto. Hanno atteso le 5 del mattino, l’ora in cui l’autobus sarebbe tornato a Cavareno, e le hanno poi posizionate ad una ventina di metri dal punto in cui la corriera avrebbe fatto scendere i passeggeri.

Quella sera i Carabinieri di Cavareno sono dovuti intervenire in soccorso di un automobilista (il papà di uno dei ragazzi che erano sul pullman): la sua utilitaria aveva calpestato una tavola piena di chiodi che aveva forato un pneumatico e, rovesciandosi, danneggiato la carrozzeria.

Il piano architettato dai tre era insomma fallito. Ai Carabinieri è bastato acquisire, ed analizzare, le riprese di alcuni sistemi di videosorveglianza per individuare i responsabili del danno e denunciarli alle rispettive Procure della Repubblica.

 

Attenti alle false notizie sui prodotti trentini. Dopo la fake news sul bollino Melinda, l'assessore all'agricoltura Giulia Zanotelli interviene sul caso della "bufala", poi smascherata, diffusa sui social a danno della cooperativa ortofrutticola della Valle di Non. "La falsa notizia - afferma l'assessore - si colloca probabilmente nell’ambito di una campagna complessiva di denigrazione nei confronti della Cooperativa, ma con ricadute negative per tutti i prodotti agricoli trentini e, di conseguenza, per la stessa immagine del Trentino".

Un’auto speronata da un orso: è successo lungo la statale 43 della valle di Non all’altezza di Maso Milano, nei pressi del viadotto sul torrente Sporeggio. Protagonista, Tania Dalpiaz una giovane originaria della valle di Non, che verso le 21 stava rincasando nel capoluogo dopo aver fatto visita ai genitori. A darne notizia il giornale L'Adige.it che racconta come la ragazza abbia prima visto una sagoma scura correrle incontro, e poi abbia sentito l'animale sbattere contro violentemente e ripetutamente alla propria auto. 

La conducente fortunatamente è rimasta illesa, la fiancata destra della sua Renault Clio è risultata pesantemente danneggiata.

Produzione record e di qualità ma forte la competizione da parte degli altri produttori europei. L’Assemblea Generale Ordinaria dei Soci del Consorzio Melinda ha approvato il Bilancio di Previsione relativo all’esercizio 2018-2019 dopo che la scorsa settimana è stato presentato all’Assemblea dei 300, della quale fanno parte tutti gli amministratori delle 16 Cooperative che compongono il Consorzio.