21
Sat, Sep

Guardie mediche, senza soldi e senza concertazione non si va da nessuna parte. Il segretario della Cisl Paoli: Vanno aumentate le retribuzioni dei medici di medicina generale

In Trentino
Typography

Indietro tutta anche sul tema delle guardie mediche. In Comitato provinciale per la medicina generale, questa mattina è stata posta sul tavolo la questione dell’aumento delle sedi di continuità assistenziale, solo a Bezzecca e Pieve Tesino. Cisl medici guidato dal dottor Nicola Paoli ha ricordato all’assessore Segnana «che non più tardi di 18 giorni fa i medici di medicina generale hanno fatto 48 ore di sciopero senza che una sola criticità venisse risolta nel frattempo; come se nulla fosse accaduto».

 «Alla luce dell’assoluto silenzio di Provincia ed Azienda sanitaria sugli argomenti di cui alla agitazione tutt’ora in corso, - continua Paoli - Cisl medici, sindacato di maggioranza assoluta della medicina generale, ritiene che non ci siano i presupposti per venire incontro alle richieste della parte pubblica in merito ad un potenziamento delle sedi di guardia, fra l’altro limitata solo ad alcuni precisi territori.La valutazione può avere un senso in un progetto globale di miglioramento della medicina generale, che ad oggi non è stato presentato. Il clima è ancora difficile e per questo devono essere ricostruite le basi per un dialogo costruttivo e per risolvere tutti i problemi ancora aperti e pendenti sul tavolo. Prima vanno affrontate e risolte le tre criticità che sottendono allo sciopero del 31 gennaio 2019 e 1° febbraio 2019; poi vanno aumentate le retribuzioni dei medici di medicina generale, comprese le prestazioni che fanno da filtro ai Pronto soccorsi, datate 2002; infine, se proprio ci sono i soldi, si potenzino le sedi attuali e si facciano assunzioni a tempo indeterminato.

La Giunta provinciale precedente, ricordiamo supportata dal dottor Bordon, aveva chiarito bene, con convinzione, il motivo della decurtazione delle sedi. Quindi: o Bordon aveva ragione allora o ha ragione oggi.

Noi, nonostante quello che possa pensare l’assessorato alla salute dellla Provincia autonoma di Trento, siamo vicini ai nostri cittadini, che reclamano più qualità nei nostri servizi. Ma senza soldi e senza concertazione non si va da nessuna parte.