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Tue, Mar

 

Intervento in soccorso di un base jumper alla base del monte Casale (Valle dei Laghi). Si è concluso poco dopo le 19 un intervento in soccorso di un base jumper francese del 1988 che, dopo essersi lanciato dal II Pilastro del Monte Casale, ha perso il controllo della vela ed è precipitato alla base della parete rocciosa del monte in Valle dei Laghi, in una zona ripida di ghiaioni, nei pressi dell’attacco della via del Missile. La chiamata al Numero Unico per le Emergenze è arrivata poco prima delle 18 da alcuni testimoni che hanno assistito all’incidente. Dopo essere precipitato a terra l’uomo è rimasto cosciente ma impossibilitato a rientrare in autonomia a causa di probabili traumi agli arti inferiori.

Il coordinatore dell’Area operativa Trentino meridionale del Soccorso Alpino e Speleologico ha chiesto l’intervento dell’elicottero che è decollato da Trento con due Tecnici di Elisoccorso a bordo, considerato l’avvicinarsi del buio, mentre nei pressi del luogo dell’incidente sopraggiungevano anche gli operatori della Stazione Riva del Garda per dare eventuale supporto all’equipaggio. Una volta individuato l’infortunato, l’elicottero ha verricellato sul posto i due Tecnici di Elisoccorso che hanno stabilizzato e imbarellato l’uomo. Per il recupero a bordo dell’elicottero tramite verricello, sono stati utilizzati i visori notturni. L’infortunato è stato trasferito all’ospedale Santa Chiara di Trento.

 

Intervento per il soccorso di un base jumper in Valle dei Laghi

Un base jumper tedesco del 1991 è stato soccorso nel tardo pomeriggio di oggi dopo essere precipitato a terra tra i filari delle vigne tra l’abitato di Sarche e Pietramurata, nei pressi del ponte del Gobbo. Il ragazzo si era lanciato dal Monte Casale con la tuta alare e, secondo una prima ricostruzione, avrebbe avuto dei problemi in fase di atterraggio avvitandosi su se stesso e perdendo così il controllo della vela. Nella caduta l’uomo ha perso conoscenza per alcuni minuti e si è procurato dei possibili pluritraumi. L’allarme al Numero Unico per le Emergenze 112 è stato dato poco prima delle 17 da un testimone che ha visto l’uomo precipitare.

Il coordinatore dell’Area operativa Trentino meridionale del Soccorso Alpino e Spleologico ha chiesto l’intervento dell’elicottero che, sorvolando la zona, ha individuato il base jumper ed è atterrato poco lontano. Sul posto anche gli operatori della Stazione di Riva del Garda e i Vigili del Fuoco. L’infortunato è stato stabilizzato dall’equipe medica dell’elisoccorso, recuperato a bordo del velivolo e trasportato all’ospedale Santa Chiara di Trento.

 

Depositata, nella giornata di ieri, un’interrogazione a firma della Consigliere provinciale Katia Rossato, che ha così dichiarato:

Sfortunatamente, il problema dello smaltimento illecito di rifiuti accomuna il mondo intero e non risparmia nemmeno un territorio come il nostro, che tanto è debitore ad ambiente e natura. Maleducazione e inciviltà sono infatti “malattie” diffuse, anche in Trentino.

In particolare, grazie a numerose segnalazioni provenienti da privati cittadini e da virtuose organizzazioni di volontariato attive nella lotta all’inquinamento ambientale, sono venuta a conoscenza dell’esistenza di un vero e proprio “problema rifiuti” all’interno e nei pressi del lago di Santa Massenza.

A quanto sembra, gran parte del problema deriverebbe dall’azione della Roggia di Padergnone – corso d’acqua immissario del lago – che, complici le precipitazioni, catturerebbe i rifiuti depositati nei suoi pressi per trascinarli verso il lago con la forza della corrente.

Il problema era in effetti già noto alle strutture amministrative competenti che avevano quindi provveduto all’installazione di una “ruota ecologica” in corrispondenza della foce del torrente, la quale – auto-alimentata dalla corrente – filtrava con efficacia le acque, accumulando i rifiuti in una zona accessibile agli addetti alla pulizia ed impedendo così che gli stessi si riversassero nel lago.

I sempre più frequenti nubifragi accompagnati dagli improvvisi e pericolosi incrementi di portata di fiumi e torrenti, hanno però più volte messo a dura prova la tenuta degli argini, arrivando in troppi casi a causare esondazioni e alluvioni.

Questo ha comportato una dovuta riflessione in capo agli organi deputati alla gestione dei corsi d’acqua che – al fine di garantire la sicurezza dei cittadini – hanno deciso per la rimozione di tutte quelle opere che potessero in qualche modo costituire un ostacolo allo scorrimento dell’acqua, aumentando il rischio di esondazione. Tra queste è stata individuata la ruota ecologica di Padergnone (comune di Vallelaghi) che – sul finire di Settembre – è stata rimossa.

Ora, se prioritario e urgente è scoraggiare il rischio di alluvione, altrettanto importante per un territorio come il nostro è garantire ai cittadini e all’ecosistema un ambiente salubre e curato. È una questione di salute, ma non solo, in quanto la stessa immagine del Trentino di cui andiamo fieri si regge sull’idea di un territorio per quanto possibile incontaminato, dove la società si sviluppa in sinergia con l’ambiente, e non in contrasto con lo stesso.

Per questo ho ritenuto doveroso interrogare la Giunta provinciale per sapere se la stessa abbia intenzione di attivarsi presso le strutture competenti al fine di stimolare la ricerca di soluzioni alternative alla “ruota ecologica” rimossa, agendo magari su più fronti, anche all’origine del problema.

Iniziative di educazione ambientale, installazione di sistemi di video-sorveglianza, azioni di repressione degli illeciti, ispezione e setacciamento del terreno circostante il corso d’acqua (per eliminare i depositi di rifiuti cumulatisi nel tempo), sono tutte possibili misure che, se adottate in modo coordinato da Comune e Provincia, possono portare alla soluzione del problema, restituendoci l’immagine di una Valle dei Laghi e di un Trentino dove uomo e natura si valorizzano nel rispetto reciproco”.