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Fri, May

Prendono piede vari progetti di ristrutturazione di Chiese in valle; tra questi incuriosisce l'aggiunta di servizi igienici all'interno dei luoghi sacri. Di cosa si tratta?

Sono diverse le opere di ristrutturazione di Chiese nella zona delle Giudicarie, non ultimo quello della Chiesa di Ponte Arche, dedicato alla Madonna Ausiliatrice. Il progetto, sotto la cura del geometra Sandro Giongo, prevede un ampliamento della struttura: nuovo spazio per un aumento dei posti a sedere, ma anche per l'aggiunta dei bagni. Nello specifico saranno tre totali: due a disposizione dei credenti, uno accessibile dalla canonica.

I lavori, attualmente in atto, procedono già da inizio dicembre dell'anno scorso; seguono la delibera della Giunta Comunale nel 2014 ed i permessi di costruzione nel 2016.

Al momento, come previsto, la parte vecchia da ampliare è stata distrutta; sopravvive la parte dell'abside con i suoi affreschi: il tutto è facilmente visibile agli occhi dei passanti.

Da precisare, infatti, la collocazione della Chiesa nel centro del paese di Ponte Arche, di fronte al municipio, ma soprattutto proprio a lato della neo rotatoria realizzata per un'agevolazione del traffico.

L'introduzione di servizi igienici all'interno di strutture sacre non è comunque del tutto nuova: è presente un bagno, ad esempio, nella non lontana Chiesa di Bivedo, ma anche in altre delle valli. L'utilizzo in questi altri casi è limitato, regolamentato, con fini puramente pratici: si parla, infatti, di un accesso ai servizi nella canonica in orari che coincidano con le celebrazioni; si può dire che accedano credenti e non, componenti del coro, addetti alle pulizie, visitatori. Il senso pratico del servizio è evidente; ma la domanda soge spontanea: «È strettamente necessario in un luogo di culto?»

Da una parte il senso pratico del servizio, a maggior ragione dato il target prevalentemente anziano del luogo; in tempi passati le soluzioni accettabili adottate erano gabinetti pubblici all'esterno, altre strutture private nelle vicinanze come bar ecc; frequenti potevano essere rimedi più spartani.

Dall'altra l'effettivo bisogno di tale servizio in luogo sacro: possibili bravate di ragazzini, perdita di sacralità del luogo e del momento; sempre ricordando che con rispetto non ci si limita solo all'utilizzo o meno di tali servizi.

Innovazione e senso pratico o aggiunta non strettamente necessaria? Non rimane che dire che si starà a vedere la reazione della gente a questa novità; da cittadini si confida ovviamente sempre nel buon senso delle persone.

 

 

Sarà presentato nella giornata di sabato 25 maggio alle ORE 17.30 presso il Centro Studi Judicaria, in Viale Dante, 46, a Tione di Trento il libro ESCURSIONI & ILLUMINAZIONI, di Giacomo Bonazza, pubblicato dal Giornale delle Giudicarie. ed il patrocinio della Comunità delle Giudicarie, del BIM del Sarca, BIM del Chiese, Cassa Rurale Adamello-Brenta e La Cassa Rurale Giudicarie Valsabbia Paganella. 

 

Attraverso una elaborata sequenza di recensioni felicemente confortate da informazioni storiche, estetiche e biografiche sugli artisti (apparse mensilmente sul Giornale delle Giudicarie ad iniziare dal mese di maggio 2017) il ricercatore Giacomo Bonazza, dispone per una emozionante catalogazione dei “tesori d’arte giudicariese” dove non sono esenti singolarità e profondità di interesse fenomenologico.

Indagini promosse con entusiasmo critico, sollecitazioni alla conoscenza che inducono ad una lettura dapprima numerica degli avvenimenti e sulle produzioni dell’arte, in seguito che determinano una esigenza analitica in grado di proiettarsi fino al limite del nostro stupore.

Si, “il catalogo è questo”, nella sua proprietà di rendere note le cose mai conosciute, nella facoltà di rendere facili le notazioni colpevolmente dimenticate dalle masse poco educate, nella convinzione che la “volontà d’arte” teorizzata da Alois Riegl, possa, anzi debba, ritornare a farsi presente nella sua essenza volta a contribuire alla completa evoluzione umana.

E quindi una riflessione articolata quella di Giacomo Bonazza, una manifestazione del pensiero dove si collocano innumerevoli frammenti estetici posti in dialogo, nella costante consapevolezza della fenomenale qualità interna alle opere considerate.

L’opera d’arte appare nella sua fisiologia, nella sua proprietà significante, sempre “un capolavoro relativo”, un continuum di rapporti in grado di esplicarsi esclusivamente quando le interazioni fra le parti divengono attive.

 

La qualificazione dei materiali visivi presentati, la proposizione di elementi valoriali utili per un maggiore riconoscimento degli autori diviene in questa ricerca editoriale parte essenziale ed esplicita; nella sua formula l’autore dispone per letture in ordine formalistico, aggiungendo non di rado interpretazioni a carattere strutturalista e non trascurando esigenze di schedatura a carattere sociologico.

I patrimoni dell’arte custoditi nelle chiese del territorio, il folto gruppo dei monumenti, le vite degli artisti così densamente costruite attraverso perigliose osservazioni dei fenomeni esteriori ma anche delle sensibilità, vengono qui rappresentati come depositi di ricchezza, ai quali dobbiamo dedicare rispettoso interesse e non solamente restituendo loro un riguardo troppe volte esclusivamente formale.

Nella sua estensione plurima “Escursioni & Illuminazioni” si propone come un “Atlante giudicariese” dove vengono riassunte le dimensioni dell’”essere arte”, senza scrupolo alcuno per le successioni temporali, superate invece dai contenuti logici di uno sguardo fluido e riassuntivo.

La destinazione delle opere nella memoria collettiva, sembra quindi non porsi il problema della cronologia, meno ancora sembra occuparsi delle esigenze di verifica critica per un sistema di distribuzione che tenga conto delle analogie stilistiche.

Volumetriche, plastiche, linearistiche, pittoriche, luministiche… Tutte le opere appartengono all’esigenza di “spirito del popolo” e tutte le declinazioni linguistiche sono portatrici di esperienze atte a determinare esperienze espressive. 

La classificazione per moduli è quindi da considerare come una “fase due”, mentre in prima istanza viene suggerita la necessità della scoperta e dell’acquisizione informativa.

Peraltro il pregevole contributo di conoscenza realizzato da Giacomo Bonazza, avvalorato dall’edizione del Giornale delle Giudicarie, riesce a porsi come modello di ricerca, mentre suggerisce ulteriori e dinamiche possibilità per un archivio teso a diventare sempre più esauriente e complessivo delle esperienze artistiche.

Nella sua funzionalità didattica questa edizione accompagna la nostra necessità di erudizione, instilla schegge di luce dove precedentemente vi era la penombra della dimenticanza, se non dell’oblio. 

Occupano pagine importanti le epopee di lontana memoria come quella dei Baschenis, si scorgono le prossimità oggettive fra la grande storia dell’arte ed autori meno conosciuti, le opere di estrazione “maggiore” della pittura, architettura e scultura, ridefinite nel rapporto a suo tempo instaurato con la tensione di modernità razionale del Rinascimento, o nell’estasi immaginifica del Barocco.

Ma nella sequenza anche le preziosità delle opere definite “minori” che minori non sono, se non per semplici accidentalità storiche.

Ed anche sintetiche biografie che presentano personaggi dell’arte di straordinaria genialità, capaci di applicare gusto, sentimento e originalità alla loro volontà di realizzazione artistica.

Una lunga teoria epistemologica dove emergono autori antichi come Carlo Bononi, Giovanni Maria Filippi, Lorenzo Haili, Adriano Castellesi, Jacopo Bannisio, Carlo Donati; ed autori moderni come Lucillo Grassi, Carlo Sartori, Luciano Carnessali, Lea Botteri, Raffaele Franzoi, Sergio Trenti.

Giacomo Bonazza con “Incursioni & Illuminazioni” restituisce all’arte dell’intero territorio giudicariese (compresi alcuni segmenti della contemporaneità) la dignità delle cose importanti, considerandola platonicamente come pratica che si pone al di sopra della mera routine. 

 

 

L’autore, Giacomo Bonazza.

Giudicariese di nascita, lagarino di adozione, da sempre si dedica all’animazione civica e culturale del territorio, con predilezione alla divulgazione storico-artistica e contributi di tipo critico riferiti alle arti visive. Tra i fondatori del Gruppo Culturale Bondo-Breguzzo, diventa il responsabile del gruppo giudicariese della Scuola di Preparazione Sociale di Trento. Trasferitosi in Vallagarina per motivi familiari, presiede la Pro Loco di Pedersano, facendosi uno dei promotori della manifestazione storico-folkloristica “I Giochi del Comun Comunale” riguardante il territorio della Destra Adige. Consigliere comunale a Villa Lagarina dal 2005 al 2014, ha sempre privilegiato i temi legati alle politiche culturali dell’amministrazione.  Da qualche anno collabora a riviste locali di carattere storico. Pittore lui stesso, non disdegna l’accompagnamento a mostre di carattere nazionale ed internazionale, con visite guidate alle città d’arte. Nel suo comune di residenza ha contribuito alla nascita di un vivace gruppo di “Amici dell’Opera” con periodiche escursioni musicali.  Dal 2002 cura, per conto dell’Apt di Madonna Di Campiglio, il festival estivo “Il Mistero dei Monti”, incontri culturali d’alta quota.  E’ socio fondatore della casa editrice “Il Margine” di Trento.

 

Due lettere della provincia di Trento, a firma del presidente Fugatti, inviate al Ministero dell’Ambiente e all’Ispra – l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale - per chiedere la cattura dell’orso M49.

Secondo la giunta provinciale i comportamenti dell'orso in questione (un maschio di 3 anni catturato e radiocollarato lo scorso 27 agosto vicino a malga Rosa nel comune Porte di Rendena)  sono "dannosi e reiterati e le misure di dissuasione e prevenzione si sono rivelate inefficaci. Proprio ad M49 sono da attribuire nel 2018 circa un terzo di tutti i danni da orso riferiti al patrimonio zootecnico, mentre, nei primi mesi del 2019, sette sono stati i tentativi di intrusione in edifici come baite, stalle, fienili, nonché tre i danni ad apiari".

In un comunicato la provincia scrive che:

In base al rapporto tecnico e a quanto specificato nel PACOBACE, M49 è da considerarsi “orso problematico dannoso”, per il quale il Piano citato prevede la cattura per captivazione permanente o l’abbattimento. Si tratta dell’unica soluzione praticabile alla luce di quanto rilevato nel rapporto tecnico, azione che non pregiudica il mantenimento dello stato di conservazione della popolazione di plantigradi in Trentino

Le numerose predazioni di bovini, equini ovi-caprini, suini e avicunicoli e i tentativi di penetrazione in caseifici e stalle di malghe nell’area Rendena-Giudicarie, sono eventi verificatisi con particolare frequenza nel corso del 2018 e che rappresentano il 27% dei danni da orso complessivamente registrati in Provincia di Trento e il 34% di tutti i danni da orso riferiti al patrimonio zootecnico. I danni imputabili ad M49 sono stati indennizzati per oltre 31.200 euro. Si ricorda altresì che M49 è stato catturato e radiocollarato nell’agosto del 2018. Le azioni di dissuasione intraprese non hanno portato ad una diminuzione della tendenza a provocare danni, anzi, l’attività di monitoraggio intensivo ha evidenziato la grande difficoltà dell’intervenire in modo tempestivo ed efficace sul comportamento dell’animale.

Il 15 aprile è stata inviata un'ulteriore lettera al Ministro dell’Ambiente e per conoscenza all’Ispra (rapporto aggiornato al 2019) ribadendo la problematicità di M49 e aggiungendo che all'uscita letargo l'esemplare ha manifestato un comportamento particolarmente problematico visitando numerose baite di montagna o gli annessi edifici di stalla o fienile. Sette sono stati in particolare i tentativi di intrusione di cui almeno cinque in abitazioni frequentate stagionalmente (dieci in totale gli eventi dannosi). Circa il 50% dei danni da orso rilevati nel 2019 in Trentino sono riconducibili a M49. Inoltre non si è avuto modo di effettuare ulteriori azioni di dissuasione, data l’alta mobilità nonché la rapidità ed imprevedibilità che hanno caratterizzato gli spostamenti dell’animale in questa fase stagionale.

Foto Gloria Failoni

L'ENPA protesta con decisione:

Garanzie per la tutela dell’animale e del suo benessere, ma anche uno stop alla politica delle “catture facili”. E’ quanto chiede al Ministro Costa l’Ente Nazionale Protezione Animali, in seguito alla richiesta del Trentino di procedere con la cattura dell’orso M49, giudicato un esemplare “dannoso”.  «In questi anni – spiega Enpa - abbiamo spesso assistito alla “reclusione” ma anche all’uccisione di orsi, rese possibili da ordinanze last minute, chiaramente prive, a nostro avviso, di fondamento scientifico. Motivate invece da ragioni propagandistiche e di ricerca del consenso». Rispetto a questa situazione Enpa chiede una netta inversione di rotta. «Il Ministero dell'Ambiente può agire subito, coinvolgendo esperti e studiosi, anche a livello internazionale, per studiare e soprattutto applicare in modo sistematico i metodi ecologici di prevenzione e di dissuasione».

Per un animale abituato alla vita libera, la cattura e la reclusione non rappresentano certo una soluzione accettabile. Tanto meno lo sono considerando la campagna elettorale in atto e il tentativo – da parte dei soliti “noti” – di strumentalizzare gli animali selvatici a fini propagandistici. Una realtà alla quale siamo purtroppo abituati, ma che non porta da nessuna parte. Come insegna la triste storia di Daniza e di KJ9.

Il Rapporto grandi carnivori 2018 della Provincia di Trento dedica una sezione proprio all'orso M49. Riportiamo di seguito il testo del rapporto:

Particolare rilevanza hanno avuto le problematiche create dal giovane orso (nato nel 2016) denominato M49, individuo dal comportamento solitamente elusivo ma protagonista, nel 2018, di numerose predazioni a carico di bovini ed equini (i patrimoni più difficilmente difendibili), di penetrazioni nel caseificio di una malga e di altri tentativi di penetrazione in stalle/ricoveri per il bestiame domestico. Ciò per lo più tra le valli di Breguzzo e S. Valentino, nelle Giudicarie.

Nel 2018 possono essere in particolare ricondotti a M49 ben 49 eventi di danno, il 27% dei danni da orso complessivamente registrati in provincia. Di questi, 31 sono certamente imputabili al soggetto (63%), 12 probabili (24%) e 6 possibili (12%). In particolare M49 si è reso protagonista in 29 eventi di danno su patrimonio zootecnico, vale a dire il 42% di tutti i danni da orso di quel tipo registrati in provincia. Ancora M49 è stato stato protagonista di 7 danni su danni a patrimoni apistici, 4 danni a patrimoni agricoli e 9 danni ad altro patrimonio.

Per i danni imputabili a M49 sono stati indennizzati € 31.285,29. Essi rappresentano ben il 33% della somma complessiva indennizzata nel 2018 per danni da orso. A seguito delle ripetute predazioni a carico di bovini si è ritenuto opportuno procedere alla cattura e alla radiocollarizzazione del soggetto in questione, per migliorarne il monitoraggio, la prevenzione dei danni e l’attuazione di misure di dissuasione; a questo scopo si è proceduto al posizionamento di trappole a tubo nelle zone frequentate dal plantigrado. In data 27 agosto è stato catturato un giovane maschio che, dalle successive analisi genetiche, è risultato essere proprio M49. A seguito della cattura e radiocollarizzazione di M49 si è provveduto all’organizzazione di una intensa attività di monitoraggio, funzionale ai tentativi di intercettare il plantigrado per effettuare azioni di dissuasione. Tale attività era finalizzata anche alla prevenzione dei danni attraverso la segnalazione in tempo “reale” agli allevatori della presenza in zona del plantigrado. I tentativi di intercettare il plantigrado hanno portato gli operatori in 4 occasioni nelle condizioni di intervenire direttamente con dissuasione (pallettoni in gomma, cani da orso e/o luci e rumori). Lo sforzo di monitoraggio intensivo dell’orso e di presidio dell’area interessata dalla sua presenza si è protratto fino ad oltre la metà di novembre, periodo in cui si è registrato un progressivo rallentamento delle attività dell’animale che peraltro ha continuato ad essere attivo fino alla fine dell’anno. L’attività svolta ha evidenziato l’estrema difficoltà nell’intervenire efficacemente con azioni dirette sull’animale che possano effettivamente condizionarne i comportamenti più problematici. In questa fattispecie (predazione di animali di grossa taglia al pascolo) è infatti assai difficile riuscire ad intervenire con la dissuasione nel momento esatto in cui l’orso effettua la predazione, condizione indispensabile per trasmettere il messaggio negativo al plantigrado. Di fatto gli interventi realizzati non si sono rivelati efficaci. Ci si è mossi anche sul fronte della prevenzione, realizzando, nel mese di luglio, 4 recinzioni sperimentali, indirizzate alla protezione notturna dei bovini in asciutta (animali di diverse età) alpeggiati a malga Maggiasone e malga Arnò, site nel comune di Sella Giudicarie. Tali onerose opere di prevenzione non sono applicabili su larga scala, vale a dire su tutto il territorio provinciale. Nel mese di agosto si è reso necessario anche un intervento urgente per la messa in sicurezza di un caseificio a malga Rosa (comune Porte di Rendena), dove il plantigrado era entrato per cibarsi di latte e panna.

Sono 16 i giovani giudicariesi che hanno manifestato interesse per la seconda edizione di InPrendi, l’iniziativa promossa e sostenuta dalla Comunità di Valle e dalle 4 Casse Rurali delle Giudicarie.

InPrendi è un’iniziativa pensata per i giovani, di età compresa tra i 18 d i 35 anni, che hanno intenzione di sviluppare un’iniziativa imprenditoriale nel territorio delle Valli Giudicarie.

Lo scorso 13 aprile, gli iscritti si sono ritrovati a Tione, nella sede della Comunità di Valle, per il primo dei 6 incontri formativi finalizzati a fornire loro le conoscenze necessarie per la redazione di un Business Plan, che verrà poi presentato in seno al concorso di idee. 

Si tratta di un gruppo molto giovane, con un’età media di 27 anni, fortemente motivato e che ha prospettato progetti originali ed innovativi in ambiti diversi: dall’agricoltura al turismo, dalla tecnologia ai servizi. 

Soddisfatto Giorgio Butterini, Presidente della Comunità, che ha creduto fortemente in questa iniziativa: “Sono davvero molteplici i riscontri positivi ottenuti in questa fase dal progetto: tra questi, va sottolineata innanzitutto la convinta partecipazione da parte di tutte le Casse rurali locali, anche nell’ottica di incentivare sempre più una componente di nevralgica importanza come la coesione territoriale; ma l’aspetto più edificante riguarda l’ottima risposta da parte dei giovani giudicariesi, che hanno dato una eclatante dimostrazione di come siano reperibili, anche nel nostro ambito, spirito di iniziativa, motivazioni e idee imprenditoriali intelligenti”. 

Grande soddisfazione viene espressa anche da parte delle Casse Rurali, di cui si fa portavoce Andrea Armanini, Presidente della Cassa capofila del progetto: “La buona partecipazione ad InPrendi anche per questa seconda edizione dimostra la validità del progetto: credo sia un dovere di istituzioni quali la Comunità e le Casse Rurali cercare di supportare e incoraggiare i giovani che hanno voglia di mettersi in gioco, cercando di creare delle opportunità lavorative nel nostro territorio ”. 

Dalla metà di maggio si darà avvio alla seconda fase del percorso: dal 15 maggio al 14 giugno sarà infatti possibile inviare la propria candidatura per partecipare al concorso di idee, volto a selezionare le 3 migliori iniziative imprenditoriali. Tale opportunità è rivolta a tutti i giovani imprenditori e quindi anche a coloro che non hanno partecipato al ciclo formativo, purchè rispondenti ai criteri del bando. 

I vincitori della selezione potranno usufruire di un contributo a fondo perduto di € 5.000 da parte degli Enti promotori per sostenere i costi d’avviamento dell’idea d’impresa; un percorso di accompagnamento svolto dai professionisti di Impact Hub Trentino della durata di 6 mesi, finalizzato a dotare i ragazzi di tutti gli strumenti finzionali ad implementare e sviluppare la propria idea d’impresa; un finanziamento per un massimo di € 10.000 a tasso zero da parte della Cassa Rurale che opera nel medesimo territorio di riferimento della nuova impresa.

Tutte le informazioni ed il bando sono disponibili sul sito della Comunità e delle Casse Rurali sostenitrici del progetto.

Ringrazio dell’invito a partecipare a questo incontro ed alla cortesia che mi viene data di poter parlare a cuore aperto fra amiche ed amici che si comprendono e che sanno stare bene insieme. Dato il giusto merito a tutti coloro che hanno portato il Centro Studi Judicaria, con innegabili successi, fino all’odierna assemblea, mi permetto sommessamente esporre - quasi come testamento - i sogni fatti e rimasti incompiuti dal momento che li ho avuti al nascere del Centro ed alla fondazione della rivista. Lo faccio con ampia soddisfazione e senza alcun rammarico né con inopportuni accenti di critica, ma unicamente come sfogo di nostalgia, come un’eco di quei miei lontani entusiasmi pionieristici che sono rimasti intatti:

·     Avevo sognato che il CSJ potesse diventare un “Ente di diritto pubblico” - come i Bim, le Biblioteche comunali, il Parco - con un proprio Direttivo ed i possibili e necessari dipendenti di competenza lasciando agli organi della Presidenza i compiti di indirizzo, di proposta e di vigilanza. Avevo suggerito anche alla Provincia la possibile istituzione in ogni Comunità di Valle di un Ente di diritto pubblico riservato alla Cultura. Lo sogno ancora e mi permetto di affidarlo ai posteri.

·     Altro sogno la compilazione di volumi riservati alla Geografia delle Giudicarie ed alla Storia delle Giudicarie - come avvenuto con la collaborazione del Ceis per le Giudicarie Esteriori - con un manuale scolastico da imporre nelle scuole di tutto il territorio comprensoriale di generazione in generazione. Penso che al momento le popolazioni judicariensi non sappiano ancora la loro storia ben precisa e dettagliata né conoscano a fondo il loro territorio.

·     Terzo sogno la diffusione capillare e gratuita della rivista Judicaria a tutte le popolazioni della Judicaria, come da quasi due decenni, con tanta benemerenza, sta facendo “il Giornale delle Giudicarie”. Se la cultura rimane a livello di élite non credo che abbia ragion di essere; sono le popolazioni (a tutti i livelli, come fa la scuola) che hanno estremo bisogno di essere acculturate e di partecipare all’acculturazione progressiva. Si pensi se questa collana che oggi è giunta al centesimo volume (con tutta la coda delle altre numerose pubblicazioni) fosse presente in ogni famiglia, vecchia e nuova, in tutta la Judicaria; quante persone risulterebbe coinvolte nell’azione di questo Centro Studi!

Scusate lo sfogo ma non potevo non farlo per il bene che sento di avere per questo nostro Centro Studi che mi riempie il cuore ed al quale auguro un avvenire di successo nella certezza di saperlo in buone mani ed avviato su una strada maestra. - Grazie.

 

Mario Antolini Musón

Come disposto con direttiva del Commissario del Governo per la Provincia di Trento, Prefetto Sandro Lombardi, la Polizia Locale delle Giudicarie in occasione delle giornate antecedenti le festività Pasquali ed i “ponti” del 25 aprile e 1 maggio, ha intensificato i servizi di polizia stradale aumentando le pattuglie preposte alla sorveglianza della viabilità. Proprio durante questi controlli gli agenti della polizia locale si sono imbattuti nelle giornate precedenti la Pasqua a Porte di Rendena con un veicolo il cui proprietario circolava nonostante lo stesso fosse stato sospeso dalla circolazione, oltre alla sanzione è scattato il fermo amministrativo del veicolo. Tra Ponte Arche e Stenico è stato invece controllato un veicolo in uso ad una persona residente a Tione il cui conducente circolava nonostante gli fosse stata revocata la patente di guida. Anche in questo caso è stata elevata una sanzione prevista dalla Legge ed il veicolo è stato sottoposti a fermo amministrativo. Nelle giornate successive alla Pasqua sono stati individuati e sequestrati invece 3 veicoli sprovvisti di assicurazione. Nel corso della medesima attività è stato identificato un soggetto che aveva pendente un provvedimento di rintraccio per violazione delle norme riguardanti il possesso di stupefacenti, lo stesso è stato condotto presso il Comando della Polizia Locale per gli adempimenti del caso.

Si rinnova anche per il 2019 l’impegno della Cassa Rurale Giudicarie Valsabbia Paganella a sostegno delle associazioni di volontariato del territorio in cui opera. Il Consiglio di Amministrazione della Cassa ha infatti approvato i criteri per l’assegnazione delle risorse a sostegno dell’attività ordinaria del 2019 deliberando l’apertura di due distinti bandi per i quali sono stati stanziati 130.000 euro. 

“Il principio della mutualità è un pilastro fondante sul quale si basa l’azione de La Cassa Rurale, sancito anche nel nostro Statuto – precisa il Direttore Davide Donati – e da questo deriva il nostro impegno a favore del mondo del volontariato, che sappiamo essere un vero motore di animazione e aggregazione delle nostre comunità. 

Nel 2018 la Cassa Rurale aveva sostenuto più di 284 associazioni di volontariato, investendo nel territorio oltre 110 mila Euro sotto forma di contributi di beneficenza e sponsorizzazione. Ma il sostegno alle associazioni va oltre il mero contributo economico: attraverso l’iniziativa “Associazione in formazione” la Cassa Rurale anche per il 2019 ha dato l’opportunità ad oltre 160 volontari di partecipare gratuitamente a specifici percorsi di formazione su tematiche di interesse utili a migliorare il proprio operato. 

La maggiore novità del bando attività 2019 riguarda la domanda semplificata “200 x 200”: beneficiari saranno infatti 200 associazioni, che riceveranno un importo fisso pari a 200 Euro. Questa domanda è rivolta alle organizzazioni poco strutturate con un’attività saltuaria e occasionale nel corso dell’anno e con una limitata operatività finanziaria.

La domanda ordinaria “attività +”, invece, è pensata per le associazioni che svolgono una attività strutturata, regolare e continuativa nel corso dell’anno: richiede un maggiore dettaglio nelle informazioni e consente l’assegnazione di un contributo fino al 30% dell’attività complessiva con un massino di 5.000 Euro.

Le associazioni interessate potranno scegliere a quale fonte di finanziamento accedere tenendo presente che è possibile inoltrare una sola richiesta di intervento. 

“Sostenere il lavoro svolto dalle associazioni e dagli enti della nostra zona operativa è un modo per rispondere ai bisogni delle nostre comunità”, spiega il Presidente Andrea Armanini. “Ci consente di essere vicini al territorio e di conoscerne in maniera più approfondita esigenze e richieste, anche grazie alla mediazione di chi, quasi quotidianamente, mette a disposizione tempo e fatica per il bene comune e la crescita culturale, finalità che anche la nostra Cassa persegue e che è un piacere condividere con altri”.

Il bando e la modulistica sono scaricabili dal sito www.lacassarurale.it. Le richieste dovranno essere inoltrate entro il prossimo 3 maggio. Per informazioni sui bandi è possibile scrivere a This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it..

 

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