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Fri, Jul

 

L’Università di Trento in accordo con la Fondazione Pezcoller e grazie al finanziamento del Fondo comune delle Casse rurali trentine attiva una borsa di dottorato di ricerca aggiuntiva dedicata allo studio dei tumori. La convenzione è stata firmata in Rettorato.

La lotta al cancro conta anche sull’energia, sulla passione e sull’impegno delle persone più giovani, su chi muove i primi passi nel mondo della ricerca scientifica. Per questo l’Università di Trento in accordo con la Fondazione Pezcoller e grazie al finanziamento del Fondo comune delle Casse rurali trentine ha deciso di attivare nell’anno accademico 2020/2021 una borsa di dottorato di ricerca aggiuntiva per approfondire cause, meccanismi e terapie relative ai tumori. Il titolo della borsa sarà “Fondazione Pezcoller – Casse rurali trentine”.

La convenzione è stata firmata oggi in Rettorato alla presenza del prorettore vicario dell’Università di Trento, Flavio Deflorian, del presidente della Fondazione Pezcoller, Enzo Galligioni, e del presidente del Fondo comune delle Casse rurali trentine, Silvio Mucchi.
La borsa di studio, di durata triennale, sarà messa a concorso dall’Ateneo di Trento per il 36° ciclo del dottorato di ricerca in Scienze biomolecolari e permetterà a un/a giovane di svolgere, a cominciare da novembre 2020, tre anni di approfondimento e ricerca al Dipartimento di Biologia cellulare computazionale e integrata (Cibio) dell’Università di Trento. L’importo complessivo massimo della borsa è di 75 mila euro.

La Fondazione Pezcoller è da sempre coinvolta in diverse attività a supporto della ricerca contro il cancro: il premio internazionale a un ricercatore di fama internazionale in collaborazione con l’Associazione americana per la ricerca sul cancro, il premio al giovane ricercatore europeo in collaborazione con l’Associazione europea per la ricerca sul cancro, il Simposio annuale Pezcoller e le borse di studio in collaborazione con la Società italiana cancerologia. L’obiettivo di questa intesa con l’Università di Trento e con il Fondo comune delle Casse rurali trentine (che rappresenta le Casse rurali trentine, banche da sempre vicine al territorio e alle loro comunità) è dare un contributo per una maggiore ricaduta economica e sociale della ricerca scientifica sul territorio trentino.

 



"Abbiamo raggiunto un ragionevole compromesso fra la necessità di consentire l’apertura degli esercizi commerciali anche alla domenica e nelle festività, e quella di tutelare il diritto al riposo e alla vita familiare di chi lavora in questo settore. L’indicatore che ha consentito di individuare i ‘comuni ad alta intensità turistica’, in cui si potranno continuare a tenere aperte le attività commerciali la domenica e nei festivi, deriva da un calcolo che tiene conto delle presenze giornaliere di turisti in rapporto ai residenti di ciascun comune. Per gli altri, lo ricordo, esiste la possibilità di derogare dall’obbligo della chiusura domenicale e festiva per un massimo di 18 giornate annue, in occasione di grandi eventi e manifestazioni che richiamano un notevole flusso di persone”: sintetizza così l’assessore all’artigianato, commercio, promozione, sport e turismo Roberto Failoni, l’attesa decisione assunta ieri dalla Giunta provinciale in seguito all’approvazione del disegno di legge sulla disciplina delle aperture nei giorni domenicali e festivi.

I Comuni classificati “ad elevata intensità turistica”, che potranno quindi derogare dalla chiusura obbligatoria, sono in totale 81, a cui se ne aggiungono altri 4 classificati “ad attrattività commerciale/turistica”.

 

Via libera quindi alla delibera che individua i comuni ad elevata intensità turistica, nei quali è ammessa l’apertura degli esercizi commerciali anche nelle giornate domenicali e festive.

Per tutti gli altri, si stabilisce comunque che in occasione di grandi eventi o manifestazioni che richiamano un notevole afflusso di persone i comuni possono derogare dall’obbligo di chiusura domenicale e festiva per un massimo di 18 giornate annue. I comuni acquisiscono il parere delle associazioni dei consumatori riconosciute a livello locale, delle associazioni datoriali del commercio e delle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative a livello nazionale in ordine alla programmazione delle deroghe.

Infine, la disciplina prevista dalla legge non si applica ad alcune tipologie di esercizi commerciali, che per loro natura non possono rientrare in una “griglia” troppo rigida di aperture e chiusure : si va dalle edicole alle fiorerie.

 

Attività esonerate dall'osservare obbligo di chiusura

Tabella comuni ad alta intensità turistica

 



Anche nella giornata di ieri sono proseguite le attività di controllo della Polizia Locale di Trento – Monte Bondone sul rispetto delle disposizioni contenute nel DPCM 11 marzo 2020 e successive modifiche, finalizzate al contenimento della diffusione dell’epidemia da coronavirus.

Sono state controllate 306 persone con la compilazione di altrettante autocertificazioni su modello ministeriale e sanzionate 10 persone, in quanto non ottemperavano alle disposizioni impartite dal DPCM.

Effettuate verifiche anche su 16 esercizi pubblici; i controlli sono stati mirati al rispetto della distanza di sicurezza all’interno degli esercizi commerciali come anche al rispetto dell’ordinanza P.A.T. sull’utilizzo di guanti e mascherine.

Particolare attenzione è stata riservata al controllo dei parchi pubblici, in particolare quattro sanzioni sono state elevate all’interno del parco di Piazza Dante, le persone sanzionate hanno fornito come motivazione della loro presenza la necessità di effettuare prelievi bancomat nei dintorni (signore residente fuori provincia), la necessità di fare la spesa (signore residente fuori comune).

Una persona è stata sanzionata nella zona sud della città perché stava effettuando jogging. Continuano le sanzioni a carico delle persone che non utilizzano i supermercati posti nelle immediate vicinanze delle loro abitazioni; nel corso del servizio è stato sanzionato un signore residente in zona Sud della città che si era recato nella zona nord per effettuare un acquisto pari a 6,26 euro (vino, pane ed affettato).

Durante tutta la giornata sono stati controllati i parchi cittadini e dei sobborghi, anche con il supporto del personale del gruppo ANA, senza riscontrare la presenza di persone all’interno delle aree verdi.

I controlli continueranno nei prossimi giorni sia per la verifica del transito veicolare, sia per gli spostamenti pedonali ed in bicicletta, che si ricorda devono essere motivati da ragioni di lavoro, salute o necessità e che se effettuati come attività motoria devono limitarsi a brevi periodi in prossimità della residenza o del domicilio.

La Squadra Mobile della Questura di Trento, coordinata dalla Procura della Repubblica di Trento, ha eseguito un provvedimento di divieto di avvicinamento di un cittadino tunisino H.H., di anni 24, residente in provincia di Trento, alla moglie, H.B., 21enne, perché resosi responsabile dei reati di maltrattamenti e stalking.

La misura cautelare si è resa necessaria perché all’esito delle indagini condotte dalla Polizia di Stato, è emerso che la donna fosse stata nel passato, anche recente, vittima di ripetute percosse, ingiurie, minacce gravi e lesioni volontarie da parte del convivente.

Le vessazioni, fisiche e psicologiche compiute dal cittadino tunisino si sono protratte fin dal 2015 nei confronti della coniuge, allora ancora minorenne. L’uomo non ha cessato di perseguitare la donna neppure quando quest’ultima si è decisa ad interrompere la convivenza, rivolgendosi al Questore di Trento perché comminasse, così come avvenuto, un ammonimento al tunisino.

La vittima, sfiancata fisicamente e psicologicamente, dagli abusi inflittele è caduta in un forte di forte prostrazione psicologica, tale da determinare anche un significativo cambiamento nelle abitudini di vita della donna.

Le attività investigative portate avanti dalla Squadra Mobile della Questura di Trento, hanno messo in luce episodi di grave violenza psicologica e fisica, commessi dal cittadino tunisino, anche quando la donna era incinta.

In particolare, è scaturito che la donna fosse stata costretta a rendere conto all’uomo dei suoi spostamenti, così come pedinata ed aggredita fisicamente anche innanzi alle amiche nonché costretta ad abbandonare la scuola.

La donna, interrotta la convivenza, si è rifugiata in una comunità. Ma l’uomo è riuscito a rintracciarla molestandola reiteratamente, spingendosi ad aggredirla all’interno di un locale pubblico afferrandola per i capelli costringendola ad uscire.

TRENTO. L’Unità operativa di neurochirurgia dell'ospedale di Trento ha impiantato nei giorni scorsi, nel corso di un intervento di stimolazione cerebrale profonda, meglio nota come Deep Brain Stimulation, uno stimolatore in grado di registrare l'attività di un gruppo di neuroni profondi – i nuclei della base – coinvolti nella malattia di Parkinson. L’ospedale Santa Chiara è stato il primo centro in Triveneto a effettuare questo tipo di impianto di ultima generazione, confermando l’offerta terapeutica e tecnologica di primo livello da parte dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari nel panorama nazionale in questo settore.

 

 

L’intervento, che è stato eseguito dalla Neurochirurgia di Trento con una tecnica consolidata che include il monitoraggio clinico e la stimolazione con la collaborazione dei pazienti, è stato molto ben tollerato dalla paziente che è tornata alla sua vita normale dopo pochi giorni e potrà beneficiare dei risultati della registrazione dell’attività dei nuclei profondi del cervello nell’ottimizzazione del suo percorso terapeutico.

La Deep Brain Stimulation è un trattamento chirurgico consolidato, e non sperimentale, che consiste nell’erogazione di uno stimolo elettrico in determinate regioni profonde del cervello dei pazienti affetti da malattia di Parkinson, o da altri disordini del movimento, allo scopo di controllare i sintomi della malattia. Questo tipo di impianto viene effettuato dalle unità operative di Neurochirurgia e Neurologia di Trento ormai da due anni e completa l’offerta terapeutica per i malati di Parkinson del Trentino-Alto Adige che possono trovare in provincia di Trento tutte le opzioni di trattamento per la malattia.

La novità tecnologica dell’ultimo impianto per la neurostimolazione eseguito all’ospedale Santa Chiara è rappresentata dalla possibilità, unica al momento, non solo di erogare stimoli elettrici ma anche di acquisire segnali cerebrali (Local Field Potential, in gergo tecnico) e di correlarli allo stato clinico del paziente per migliorare l’appropriatezza e la scelta degli aggiustamenti terapeutici. Questa tecnica in futuro permetterà, inoltre, di modulare la stimolazione in base all'attività elettrica individuale dei pazienti nei diversi momenti della giornata e nelle diverse fasi della malattia.