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E' tornata a casa: la pala di Santa Giustina è di nuovo a Balbido. Era stata rubata 42 anni fa

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BALBIDO. E' tornata a casa. Dopo 42 anni dal suo furto, la pala di Santa Giustina ha fatto ritorno nella sua originale sede nella Chiesa di Balbido a Bleggio Superiore.

 

Si tratta della pala d'altare di Santa Giustina, nella Chiesa a lei dedicata a Balbido; raffigura “La Madonna con Gesù Bambino e Sante Barbara e Giustina”.

E' un'opera d'arte del pittore trentino Giovanni Battista Rovedata risalente al 1617, commissionata dalla famiglia Crosina originaria del padovano: sul dipinto sono visibili sia firma e data dell'autore, che lo stemma della famiglia.

Rubata nel 1978, è stata ritrovata a Stoccarda dieci anni più tardi, trasportata prima a Francoforte e poi in Italia. Nel 1994 è stata restaurata nel Laboratorio di restauro a Torre Vanga a Trento.

Ad oggi, è tornata nella sua sede originale, per forte impegno sia del curato Don Marcello Farina, che proprio di un discendente della famiglia committente, Giorgio Crosina.

 

 

A festeggiare il suo ritorno, domenica 22 dicembre, la Comunità di Bleggio Superiore, felice di riaccogliere un pezzo rubato del loro patrimonio artistico-culturale. Nella piccola chiesetta di Santa Giustina, sia Don Gianni Poli – parrocco della valle – che Flavio Riccadonna – sindaco di Bleggio Superiore.

 

In collegamento telefonico, invece, Don Marcello Farina:

"Il ritorno di Santa Giustina, del suo quadro più bello, è un bel momento per la nostra comunità. Ce lo aveva regalato, per così dire, la famiglia Crosina nel 1600. Per merito di un altro Crosina, il nostro amico Giorgio, questo splendido quadro è potuto tornare a Balbido, restaurato, in tutta la sua bellezza, anche per la nostra Chiesa. Santa Giustina è una Santa padovana, che finisce la sua vita nel martirio nel 304 d.C. e che diventa proprio per merito dei Crosina nostra patrona.

Penso che sia anche un momento in cui la comunità si sente unita, partecipe; è un simbolo che ci lega insieme e ci aiuta a custodire le cose più belle della nostra comunità, il rispetto reciproco, la ricerca di una profondità anche nella fede oltre che della condivisione della vita che facciamo tutti i giorni. Questo è l'augurio che mi sento di fare a tutti voi, alla comunità di Balbido.”