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Sun, May

Il Presidente del Parco Masè in merito all'ampliamento del Rifugio Brentei: interventi necessari finalizzati a conformarsi alle normative e a garantire condizioni di lavoro adeguate

Parco Naturale Adamello Brenta
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»Quando arrivano sul tavolo del Parco le richieste di deroga nel caso di rifugi alpini, le valutiamo con particolare attenzione e cerchiamo, laddove è possibile, di andare incontro alle esigenze dei rifugisti. Siamo, infatti, assolutamente consapevoli dell'importante servizio che offrono ai frequentatori della montagna e delle difficoltà oggettive che sono costretti ad affrontare gestendo strutture in quota». Inizia così la nota diffusa dal Presidente del Parco Naturale Adamello Brenta Joseph Masè dopo le polemiche suscitate dalla notizia del progetto di ampliamento e ristrutturazione del Rifugio Alberto e Maria ai Brentei.  

«Oltre che considerare "dovuti" gli interventi necessari per conformarsi alle normative, - continua Masè -acconsentiamo interventi finalizzati a garantire condizioni di lavoro adeguate.

In quest'ottica, la richiesta di deroga del Rifugio Brentei è stata ritenuta del tutto ammissibile, in primis dall'ufficio tecnico ambientale e poi anche dalla Giunta e dal Comitato di gestione.

Era necessario, infatti, acconsentire un miglioramento igienico-sanitario della cucina ed un ampliamento della sala da pranzo, assolutamente inadeguata rispetto ai posti letto e tale da costringere i gestori a fare tre turni per servire la cena ai clienti. Anche in caso di maltempo, gli spazi comuni erano assolutamente inadatti ad accogliere gli escursionisti. Per questi motivi si è ritenuto che la domanda di ampliamento fosse accoglibile. Tengo a precisare che per quanto concerne le deroghe e gli ampliamenti, il Parco può esprimersi solo ed unicamente riguardo agli adeguamenti tecnico-funzionali, anche attraverso aumenti di volume, ma non ha alcuna voce in capitolo per quanto riguarda gli aspetti architettonici ed estetici. Non sono certo la Giunta od il Comitato di Gestione del Parco, che non ne hanno assolutamente le competenze, a decidere se l'intervento è bello o brutto. Questo compete ad un'apposita commissione provinciale composta da esperti. Per quanto riguarda l'iter, il Parco ha concesso in via preliminare al CAI di Monza la deroga di ampliamento nel dicembre 2017 ma il progetto definitivo, una volta approvato dalla Commissione di coordinamento provinciale, dovrà passare nuovamente in Giunta esecutiva del Parco per la deroga vera e propria e poi ottenere il nulla osta dalla Giunta provinciale, per tramite del Servizio Urbanistica e Tutela del Paesaggio. Infine, sarà necessaria la concessione edilizia in deroga da parte del Comune di Tre Ville».