22
Fri, Nov

Ospite d'eccezione in Val Rendena in questi giorni. A ritornare a Pinzolo il "Capitano" della Lega Matteo Salvini. A darne notizia lui stesso attraverso i social. «Castagne e vino rosso con gli Alpini e il Bepi, gagliardo giovanotto di 96 anni» ha postato accompagnando una foto che lo ritraeva con gli alpini di Pinzolo e Bepi Moro, poi facendo una lunga diretta dalle Cascate Nardis. Il tutto rigorosamente con la Felpa targata "Pinzolo". Oltre 500 mila le visualizzazioni del post tra i suoi 3 milioni di followers.

Che fosse necessario un intervento in Pineta è sacrosanto. Alcune piante marce, alcune malate, zero ricrescita. Pertanto un intervento era auspicabile nonché indispensabile.

Ogni anno, soprattutto nel periodo invernale, specialmente in seguito a nevicate abbondanti o particolarmente bagnate, qualche pianta si sradica o si spezza. È così da 40 anni. E non vi è ricrescita naturale. Si aggiunga che nessuna amministrazione ha mai provveduto a sostituire le piante cadute con nuove. Da qui la necessità di prendere in mano la situazione.

Così l’amministrazione comunale di Pinzolo con il Servizio Foreste della Pat ha deciso di realizzare un nuovo progetto che ha previsto di radere al suolo oltre 130 piante, per la maggior parte di abete rosso, in  prevalenza sane e di ridisegnare l'area.

 

 

Per metter mano in questo modo pesante all’area si è sventolata la bandiera della sicurezza quando il problema sicurezza in realtà non c'è mai stato. Anche perché non si è mai visto qualcuno andare in Pineta con la tempesta. Uniche condizioni in cui si sono verificati schianti negli ultimi 50 anni. (Tra l’altro con l’intervento realizzato è tutto da verificare se la sicurezza sia aumentata o diminuita. I larici spennacchiati rimasti, alti ed esili, cresciuti insieme agli abeti e con i quali avevano trovato un equilibrio, lasciati soli resisteranno alle gelate e al vento o si spezzeranno?).

Nell’intervento in fase di realizzazione sembra che inspiegabilmente non si sia tenuto conto del tempo transitorio tra il massiccio taglio di piante e la piantumazione di alcune aree. Quanto tempo occorrerà perché le piante che verranno reinserite riescano a sostituire quelle tagliate e a garantire la frescura ambita da chi frequentava la Pineta? Inoltre, era proprio necessario ricavare nell’area una «vasta superficie prativa modellata dedicata al gioco libero» come descritto nel progetto che sembra scimmiottare l'idea di un qualsivoglia parco cittadino?.  Forse chi ha realizzato il progetto non ha capito la funzione del Parco Pineta né le sue peculiarità e l'ha trattata come una semplice area verde. 

In ogni caso, se chi è intervenuto oggi non è riuscito a fare distinzione tra piante sane e piante malate forse sarebbe stato meglio che avesse lasciato tutto com'era. In una settimana di lavori si è distrutto un patrimonio che rivestiva un'importanza strategica per il turismo locale. La Pineta era un unicum, un luogo dove natura faceva rima con frescura, relax e benessere. Un’oasi per famiglie e anziani che dava la sensazione a chi la frequentava di trovarsi in un posto magico dove l'intervento dell'uomo e la natura avevano trovato un piacevole accordo paritario.

Stupisce che l’assessorato al turismo abbia avvallato una scelta tanto scellerata e che l’Apt Madonna di Campiglio Pinzolo Val Rendena non abbia preso posizione in merito. Questa non è una scelta solo per tecnici forestali, ma è una scelta strategica che ha ricadute sull’offerta turistica del paese. Nonché una scelta che intacca, svilisce, depaupera il patrimonio collettivo di una comunità. Il progetto tecnico è stato realizzato dal dott. Andrea Carbonari del Servizio Foreste della Pat, ma sarebbe interessante capire se è stato fatto uno studio di impatto sull'area turistica e analizzato le conseguenze dell'intervento. 

Infine un cenno su quello che viene definito un progetto di "riqualificazione". Riqualificare un'area splendida e pregiata come quella della Pineta era sicuramente tanto difficile quanto ambizioso. Molto più semplice è riqualificare un'area distrutta e deturpata. Partendo dalle condizioni di oggi della Pineta riqualificarla e ridisegnarla diventerà facilissimo.  

Non è più solo leggenda. «Gli abeti vanno abbattuti perché sofferenti e perché non adatti alla quota e al tipo di terreno» dicono i luminari. Nulla importa se da 70 anni e più hanno dato refrigerio ai nostri ospiti e ai residenti e ospitato migliaia di famiglie e di anziani; e se il Parco Pineta era ritenuto il punto di forza dell'ospitalità a Pinzolo. 

Se l'intervento di "riqualificazione" (o demolizione) della Pineta messo in atto da amministrazione comunale di Pinzolo e Servizio foreste della Pat continua con questi ritmi si potrà tornare ad avere come leggenda narra un pin solo. 

Alla faccia dei maligni che dicono che l'amministrazione non tiene conto di storia e tradizione.

A meno di una settimana dall’inizio dei lavori di riqualificazione dell’area verde urbana denominata Parco Pineta a Pinzolo, volevo dare alcune informazioni utili a far capire motivazioni e prospettive del progetto.

L’amministrazione comunale di Pinzolo, negli ultimi anni, si è molto interrogata sullo stato di salute della vegetazione arborea del Parco Pineta, in quanto guardando le piante con attenzione, si è notata la loro sofferenza. Inoltre conseguentemente a forti venti, alcune piante si sono sradicate (negli ultimi 3 anni circa 10 piante all’anno).

Non si sarebbe potuto far finta di niente per ulteriori 10-12 anni in quanto, non essendo più un bosco non presenta rinnovazione spontanea pronta a sostituire i soggetti che per forze naturali venivano a mancare.

Conseguenza? Estinzione del parco

Da qui la decisione di affidare un incarico ad un tecnico specializzato in questa materia. Il servizio foreste della PAT si è reso disponibile a fare uno studio dettagliato della situazione di quest’area. 

Dopo due anni di confronti con tale servizio si è giunti alla conclusione che bisognava intervenire subito.

 

 

Alcuni cenni storici

Creata in seguito alla regimazione del fiume Sarca, la pineta nasce verso la metà del secolo scorso. E’ pianeggiante ed ha una superficie di circa due ettari. Specie predominante abete rosso intervallato da larice e pino.

Il forte calpestio dei numerosi visitatori, opere di scavo e riporto e l’impianto molto fitto hanno portato nel tempo deperimenti e schianti, anche importanti. 

All’epoca dei primi impianti l’abitato di Pinzolo era ridotto rispetto ad oggi, tanto che la Pineta fungeva da continuità del bosco.

Vista l’espansione dell’abitato e dei servizi, assodato il cambiamento delle esigenze e delle abitudini, anche l’area della pineta può essere pensata e vista come una zona di “Verde urbano”: attrezzata, arredata e arricchita dal punto di vista vegetale e non solo.

 

 

Il progetto

Alla luce delle considerazioni emerse, si prevede la riqualificazione del parco tenendo presente le infrastrutture dedicate allo sport e al tempo libero presenti in zona.

Dal punto di vista progettuale, si prevede l’abbattimento progressivo dopo la segnatura in loco, di tutte le piante e gruppi di piante che evidenziano problemi di tipo strutturale, funzionale o di valenza estetica.

Specificatamente si andranno a salvaguardare le specie ornamentali presenti e gli esemplari di larice, a discapito dell’abete rosso.

L’obiettivo dell’intervento è la creazione di spazi aperti, fruibili, esteticamente valorizzati e attrezzati, intervallati a gruppi misti di piante ad alto fusto ed aiuole di arbusti.

In fase di realizzazione verranno variati i percorsi al fine di creare delle macro aree distinte per interesse e funzione.

AREA 1  All’ingresso nord area gioco (già esistente)

AREA 2  Vasta superficie prativa modellata dedicata al gioco libero

AREA 3  Zona pensata per pic-nic, protetta da una cornice verde e caratterizzata per avere alberature a valenza ornamentale e a scopo didattico

AREA 4 Pressoché immutata, salvo interventi di natura strutturale (abbattimento specie problematiche) e funzionale (abbattimento per sesto d’impianto eccessivamente fitto).

La sequenza non sarà necessariamente cosi rigorosa, in quanto in fase esecutiva spesso cambiano le prospettive e le visuali d’insieme.

A completamento delle 4 zone e al fine di fornire una caratterizzazione d’insieme, si creeranno delle aiuole con arbusti e piante a fioritura a scalare. Si tratta comunque di un verde di tipo estensivo, non solo in relazione alla superficie, ma anche per l’apparato impiantistico cercando una realizzazione tecnologicamente sostenibile anche per ciò che riguarda il futuro carico manutentivo che richiederà il parco.

Costo dell’opera circa 120 mila euro

Conclusioni

L’amministrazione è consapevole che l’intervento sia delicato, soprattutto considerando l’affezione da parte della comunità a quest’area. Ci siamo dati il tempo necessario per ragionare sulla base dell’analisi fatta da parte di un tecnico specializzato: non si poteva più procrastinare, l’intervento andava fatto!!! Per la sicurezza, per questioni fitosanitarie…e per dare un futuro al PARCO PINETA.

 

More Articles ...