24
Thu, Sep

Era un personaggio Pompeo, di quelli che non passano inosservati. Con i suoi animali viveva a Pimunt, il piccolo borgo all'ingresso della Val Nambrone, che si vede dalla strada che porta da Carisolo a s. Antonio di Mavignola. Una vita movimentata, a tratti leggendaria. Per anni in sella al suo motocarro prima e poi alla sua vecchia moto, era riconosciuto subito in tutta la Val Rendena.

 

Un uomo molto ingegnoso e fuori dal comune, tanto arguto quanto bizzarro e sensibile. Una sensibilità che lo ha forse portato a ritirarsi in quel piccolo borgo che ha custodito per molto tempo tenendolo lontano dalla speculazione e dal cambiamento. Scriveva qualche anno fa a tal proposito Floriano Menapace ideatore dell’Archivio Fotografico Storico della Provincia Autonoma di Trento e studioso di storia e critica della fotografia: «La località Pimont è formata da alcuni agglomerati di case e masi lungo la Valle del Sarca di Nambron: Pimont bas (950 m), Pimont Alt (1040 m), Cavaipeda (1088 m) e Nagalù (1185 m). Il villaggio di Pimont alt è costituito da un gruppo di antichi edifici semi abbandonati, probabilmente, in occasione delle emigrazioni degli anni Venti e quelle successive degli anni Quaranta/Cinquanta del secolo scorso. Per quanto riguarda Pimont bas è principalmente composto da masi a valle della statale, mentre Cavaipeda e Nagalù sono stati parsimoniosamente riparati salvaguardando l'esistente con sobrietà e fedeltà all'originale, mentre altri ancora sono lasciati allo stato di rudere. 

 

 

Ad esclusione del signor Pompeo, di quasi ottant'anni, che a Pimont alt vi abita stabilmente per via della sua attività di allevatore di mucche, pecore e capre (possiede una stalla, depositi di letame, fienili, macchinari agricoli e un autocarro), il rimanente delle costruzioni sono scarsamente utilizzate e, alcune, abitate occasionalmente da persone provenienti dai vicini centri. Determinante per la conservazione del sito è pertanto la presenza del signor Pompeo il quale, essendo il maggiore proprietario, limita l'iniziativa d'uso agli altri proprietari creando, in tal modo, una specie di stasi temporale». 

Pompeo Caola da qualche tempo era ospite della Casa di Riposo di Pinzolo e a Pimunt vive stabilmente una giovane famiglia. Di ieri la triste notizia della scomparsa di Pompeo. Nella foto è ritratto in mezzo ai pompieri appena dopo l'incendio dell'aprile 2016.

La notizia della riconferma di Michele Cereghini a Sindaco era pressoché scontata e si è avuta presto quando l'affluenza alle urne ha superato il quorum necessario per attestarsi infine ad un 71,12%, un valore molto alto se si considera che c'era un unico candidato sindaco.  Oggi con lo spoglio sono arrivate le preferenze e quindi la formazione del Consiglio comunale.

Il più votato in assoluto è stato Albert Ballardini, vicesindaco uscente e punto di riferimento per Madonna di Campiglio che ha incassato il sostegno di 297 elettori. Premiato nella stessa lista anche l'assessore uscente Luca Vidi con 161 preferenze. A seguire rispuntano Diego Valentini con 134 voti, Mario Zanon con 113 voti e Monica Bonomini con 103 voti. Nella lista Insieme con voi il più votato è stato il Presidente del Consiglio comunale uscente Cesare Cominotti con 212 preferenze, seguito da Massimo Imperadori con 155, Giuseppe Corradini assessore uscente con 138, e Andrea Bonapace con 134.  

 

Di seguito tutte le preferenze. 

 

CAMPIGLIO INSIEME

BALLARDINI ALBERT 297

VIDI LUCA 161

VALENTINI DIEGO 134

ZANON MARIO 113

BONOMINI MONICA 103

COLLINI ILARIA 76

MAFFEI MARCO 48

PAOLI BINELLI GIANLUCA 45

MARCORA MARTINA (Vidi Brigot) 42

CIRILLO GIULIA 22

PAPA FRANCESCA 20

BUSIGNANI LUCA 19

STEFANI FRANCESCO 15

D'ACQUISTO LUCA 12

TREMENDI GIOVANNI 11

MURRI VALERIA 9

DE MARCO DARIO 7

BRUSCHI ALFREDO 5

 

INSIEME CON VOI

Candidato Voti

COMINOTTI CESARE 212

IMPERADORI MASSIMO 155

CORRADINI GIUSEPPE 138

BONAPACE ANDREA (Buzìn) 134

PEDRETTI ISIDORO 128

ROSSINI LAURA 128

BINELLI DIEGO (Tìsor) 113

BALLARDINI TIZIANA 93

CUNACCIA FEDERICO 89

MAFFEI ALESSIO 87

BINELLI MAURA (Lucin) 72

CAOLA MAURIZIO 58

PRADINI MASSIMO 43

FOSTINI RUGGERO 38

GARGIONI ELISA 33

MATURI CHIARA 11

 

 

PINZOLO - Nell'edizione del 49° Premio internazionale della Solidarietà alpina, tenuta ieri al Paladolomiti di Pinzolo, è stata premiata Teresina Monegatti Casanova di Pejo, la "Signora" del rifugio Sat Mantova al Vioz (3.535 m slm). Durante la consueta cerimonia, Monegatti Casanova ha ricevuto la Targa d'argento ed è stata eletta a simbolo dei rifugisti delle Alpi e di tutte le terre alte del mondo.

Indispensabili figure nel contesto montano: non solo rifugisti, ma oltre. Come è emerso dai numerosi interventi che si sono susseguiti, sono veri e propri custodi della montagna, in prima linea nel fornire agli ospiti le indicazioni su come vivere correttamente l'alta quota e, soprattutto, come vuole lo spirito del Premio fondato dal cavaliere Angiolino Binelli, per dare un supporto fondamentale alle operazioni di soccorso. In passato, ma anche oggi, è spesso il rifugista a chiamare per primo i soccorsi e ad aprire le porte della propria struttura per mettersi a disposizione, aiutare, accogliere.



La premiata. Teresina Monegatti Casanova, che da 58 anni gestisce il rifugio Mantova al Vioz con la sua famiglia, ha definito la Targa d'argento "del tutto inaspettata" e racchiuso, in poche ma chiare parole, la sua vita sulle vette: "Sono state stagioni difficili, ma nello stesso tempo ricche di soddisfazioni, incontri, amicizie, solidarietà".

Nel consegnare la Targa, Angiolino Binelli ha invece sottolineato lo spirito del Premio, ovvero "dare voce a chi, in silenzio e senza clamore, mette a rischio la propria vita per salvare quella degli altri". "Noi soccorritori – ha detto Binelli – conosciamo bene il valore umano e morale della vita, come lo conoscono i familiari che dopo aver perso un loro caro devono affrontare un vuoto incolmabile".



La motivazione.  “Teresina Monegatti - risulta scritto nella motivazione del Premio - è esemplare figura di gestore di rifugio alpino, una vita generosa di fatiche e di sacrifici sul rifugio Mantova al Viòz, al servizio con la famiglia degli amanti della montagna e di quanti avessero avuto bisogno di aiuto".

Con questa scelta il Comitato ha inteso riconoscere a tutta la categoria dei gestori di rifugio l'importanza del loro ruolo e della loro opera nei confronti di quanti frequentano la montagna: custodi dell'ambiente, consiglieri preziosi, vigili sentinelle, di giorno e di notte, sempre a disposizione, sempre pronti a soccorrere chi si trovi in difficoltà.



La medaglia d'oro. La Medaglia d'Oro, coniata ogni anno alla memoria di chi ha perso la vita in operazioni di soccorso, è stata consegnata alla moglie e ai figli di Lukas Forer, 43 anni, capo della stazione di Soccorso alpino di Campo Tures, scomparso il 6 giugno scorso in un tragico incidente durante un'esercitazione.

La vicenda, che ha colpito molto il mondo della montagna e non solo, è ritornata con il suo carico di tragicità e dolore nella parole pronunciate oggi da Ernst Winkler, presidente del Bergrettung Südtirol (Soccorso alpino Alto Adige). "Lukas Forer – ha dichiarato Winkles – ha lasciato un grande vuoto nella sua famiglia e nel Soccorso alpino. Aveva un grande senso di responsabilità ed era molto prudente. La sua prima preoccupazione era che i componenti della sua squadra tornassero a casa sani e salvi. Il nostro impegno è grande, talvolta pericoloso e di fronte anche a questa tragedia mi sento come un nuovo membro nella famiglia della solidarietà".

 

Un soccorso particolare. Su segnalazione della guida alpina campigliana Pio Ferrari, è stato consegnato un riconoscimento alle stazioni del Soccorso alpino di Pinzolo e Madonna di Campiglio per il difficile intervento che il 6 agosto 2019 hanno effettuato permettendo di salvare due alpinisti intrappolati tra la roccia e il ghiaccio nella parte finale della discesa dal Crozzon di Brenta. In quell'occasione, il rifugio Brentei gestito dalla famiglia Leonardi, con Michele e Gabriele in particolare, si è messo a disposizione dei soccorritori. In quella notte d'agosto, tempestata da lampi e fulmini, ad intervenire sulle Dolomiti di Brenta sono stati, per Pinzolo: Nicola Binelli, Diego Maffei, Flavio Maffei, Matteo Viviani, Roberto Armanini, Simone Maestri e Alex Salvadori. Per Campiglio è invece intervenuto Mattia Fedrizzi. A ricevere la targa da Carmelo Genetin sono stati oggi il capostazione Simone Maestri (Pinzolo) e Marco Collini in rappresentanza della stazione del Soccorso alpino di Madonna di Campiglio. Emanuele Cunaccia, comandante dei Vigili del Fuoco Volontari di Campiglio, ha ricevuto la targa per la sua squadra che, mentre i soccorritori alpini salivano a piedi verso la base del Crozzon di Brenta, ha posizionato una fotocellula a malga Fevri per illuminare la parete dell'intervento. Per Ferrari è stato uno degli interventi più complessi avvenuti in Brenta negli ultimi sessant'anni, mentre Simone Maestri ha dedicato il riconoscimento "a tutti gli operatori e soccorritori alpini che tutti i giorni si assumono rischi anche molto importanti. Molte altre situazioni meriterebbero la stessa riconoscenza".

 

Verso la cinquantesima edizione. Conclusa la 49esima edizione, Angiolino Binelli con tutto il suo staff costituito da Giuseppe Ciaghi (vice presidente), Fabrizia Caola (segretaria) e dai consigliere Carmelo Genetin, Luciano Imperadori, Dino Leonesi e Valter Vidi è al lavoro per preparare l'edizione dei cinquant'anni del Premio internazionale della Solidarietà alpina. Un'iniziativa, come ha affermato il sindaco di Pinzolo Michele Cereghini, che "la nostra comunità ha a cuore e vuole che continui nel tempo". Numerose le autorità civili e militari, provinciali e nazionali presenti alla cerimonia di oggi.

Foto: Rogato: foto 1 Angiolino Binelli con Fabrizia Caola e Teresina Monegatti, foto 2 Soccorso Alpino Pinzolo Campiglio VVF Campiglio

Service video a cura di GP produzioni

Per il secondo anno consecutivo, la giovenca che ha conquistato il titolo di Reginetta appartiene all'Azienda agricola di Maurizio e Roberto Polla (Caderzone Terme). L'evento è stato organizzato con numerose limitazioni nel rispetto delle normative per il contenimento del Covid-19. In sfilata solo gli allevatori e le giovenche che hanno ricevuto gli applausi del pubblico distribuito lungo le vie di Pinzolo. Nessun tendone allestito, tutto si è svolto all'aperto tra i prati a fianco della chiesa di San Vigilio e, per la prima volta, nella centrale piazza San Giacomo dove è stata incoronata la Reginetta 2020.

 

PINZOLO – "L'importante è crederci", si afferma spesso prima di affrontare una sfida, di vita, lavoro o altro, che sia impossibile o quantomeno difficile nelle premesse. Così devono essersi detti gli allevatori e le allevatrici della Val Rendena quando è arrivato il momento di decidere se organizzare oppure annullare, a causa dell'emergenza sanitaria, la tredicesima edizione di "Giovenche di razza Rendena – sfilata e dintorni". Andrea Collini, presidente del Comitato organizzatore dell'atteso evento settembrino, e Manuel Cosi, presidente degli allevatori rendenesi e dell'Anare (Associazione nazionale Allevatori bovini di razza Rendena) hanno portato avanti la linea di "esserci". In modo diverso, ma esserci.

Così, ieri, in versione più tecnica e meno folkloristica delle precedenti edizioni, "Giovenche di razza Rendena" ha animato le vie di Pinzolo, "conquistando", per la festa degli allevatori, il concorso dei giovani conduttori e la fase finale dell'elezione della "Reginetta" tenutisi in serata, il palcoscenico della centralissima piazza San Giacomo.

Al mattino, invece, come di consueto, le giovenche e gli allevatori (tra loro tanti giovani e anche ragazze) si sono radunati nei prati accanto alla chiesa di San Vigilio per sfilare, davanti all'esperto Dario Tonietto, nell'apposito ring (ingresso consentito solo agli addetti ai lavori), e dare vita alla prima fase di selezione divisa in categorie. Nel pomeriggio, la sfilata, meno colorata e animata del solito, ma comunque in grado di suscitare l'apprezzamento e l'interesse di ospiti e residenti.

Tra le 150 "Rendene" selezionate, sabato sera, dopo le attente valutazioni tecniche dell'esperto, è stata incoronata "Reginetta 2020" la giovenca Tato Emanuela dell'Azienda agricola Maurizio e Roberto Polla di Caderzone Terme, fattoria che si è aggiudicata il titolo anche lo scorso anno, nel 2017, 2009 e 2006.

L'annuale appuntamento di incontro e confronto tra allevatori, che riprende quella che per sessant'anni è stata la fiera di San Michele (29 settembre), si è puntualmente svolto, anche nel 2020, pur con le dovute limitazioni e cautele.

Foto: Maria Pia Bonapace.

 

 

More Articles ...