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Thu, Sep

 

 

I Carabinieri della Stazione di Madonna di Campiglio hanno denunciato un italiano cl. 85, un albanese cl. 86  ed una rumena cl. 89 per il furto di una bicicletta elettrica del valore di 5 mila euro.

Il furto era avvenuto la sera del 24 agosto in piazza a Pinzolo.

La sfortunata vittima, un lavoratore stagionale, aveva incautamente lasciato la sua bicicletta incustodita per non ritrovarla quando è ritornato a prenderla.

La denuncia fatta alla Stazione Carabinieri di Madonna di Campiglio ha fatto subito scattare le indagini, aiutate dal sistema  di videosorveglianza urbana attivo nel Comune di Pinzolo.
Importante è stato il contributo degli agenti della Polizia Locale di Pinzolo, che sono subito riusciti ad individuare i fotogrammi nei quali era possibile vedere i tre denunciati allontanarsi dal luogo in cui era avvenuto il furto con la bicicletta.

I Carabinieri sono quindi riusciti ad identificare i tre soggetti, informando la Procura della Repubblica di Trento che emetteva immediatamente un decreto di perquisizione.
Le perquisizioni dei domicili delle persone individuate nei video, hanno permesso di individuare la refurtiva nell’alloggio di uno dei tre.

La bicicletta, sottoposta a sequestro, sarà restituita al legittimo proprietario.
Preziosa è risultata la collaborazione tra Carabinieri e Polizia Locale, che ha permesso di condurre in maniera celere l’attività investigativa e di consentire alla vittima di ritornare in brevissimo tempo nel possesso del suo bene.

 

 

 

 

In queste due settimane a cavallo di ferragosto Pinzolo e in generale l’alta Val Rendena hanno subito e stanno subendo un importante afflusso di turisti coma mai si era registrato nelle scorse stagioni estive. Questa affermazione proviene dal Comando di Polizia locale di Pinzolo che con il suo personale tutti i giorni vive la strada: questo aumento era stato percepito in maniera netta già dal mese di luglio. Un contributo obiettivo arriva inoltre dal SCTT (sistema comunale targhe e transiti), sempre gestito dalla Polizia locale, che sta rilevando un importante aumento di passaggi in ingresso rispetto al 2019, si parla mediamente di 1500/1800 fino a punte di 2000 auto in più al giorno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, parliamo di 8000/8500 veicoli al giorno che attraversano il paese. Da un analisi sui flussi che attraversa Pinzolo mediamente circa il 50-60 % raggiunge Madonna di Campiglio (dato rilevato dal secondo varco di proprietà comunale).

 

Non c’è più tempo, Pinzolo sta soffocando nella morsa del traffico, la situazione sta diventando pericolosa anche in termini di Ordine e sicurezza pubblica, basti pensare che nella giornata di mercoledì 19 la colonna di auto a passo d’uomo ha lambito il comune di Spiazzo facendo registrare un ingresso record di auto nell'abitato di Pinzolo pari ad oltre 10.000 veicoli. Questo potrebbe ripercuotersi negativamente in caso di soccorsi che verrebbero rallentati dal traffico. Fortunatamente, grazie anche alla nuova deviazione interna all'abitato di Pinzolo voluta dall’Amministrazione comunale e messa in opera dalla Polizia locale, il deflusso di auto verso il fondovalle non ha mai presentato particolari problemi, il traffico seppur imponente, scorre in maniera fluida grazie soprattutto alla circolazione a senso unico e alla bassa presenza di pedoni rispetto all’originale tracciato della SS 239.

 

Una soluzione in senso tecnico potrà arrivare unicamente dalla realizzazione di un tracciato alternativo verso Madonna di Campiglio che escluda l'attraversamento dell'abitato di Pinzolo e considerati i dati di cui sopra porterebbe ad una diminuzione di oltre la metà delle auto che mediamente attraversano Pinzolo con l'unico scopo di raggiungere Campiglio.

 

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Filippo Paoli, Comandante del Corpo Polizia Locale di Pinzolo

 

 

 

 

Torna a Pinzolo la Mostra degli “Artisti in Rendena”. La mostra sarà aperta nella grande sala esposizioni del Paladolomiti da martedì 18 a lunedì 31 agosto; ingresso libero con apertura dalle ore 17.00 alle 22.00.

 

Quest’anno la kermesse artistica - che raggruppa ben 19 artisti - è giunta alla 7a edizione.

 

Nel centro di Pinzolo sarà possibile quindi osservare e ammirare opere di talento che spaziano dalla pittura (ad olio e acquerello, acrilico), alla scultura in legno e pietra, mosaico, arte tessile, pirografia, disegno a pastelli e a matite colorate, nonché fotografia di grande formato.

 

Grazie al costante e sempre prolifico impegno volontario di Terri Maffei Gueret anche quest’anno è stato possibile avere una buona partecipazione di artisti, che sicuramente offriranno ai locali e ai turisti opere di livello.

 

Naturalmente, viste le restrizioni della normativa anti Covid19, i visitatori dovranno entrare alla Mostra indossando la mascherina e mantenere il distanziamento di almeno un metro e non ci sarà l’inaugurazione.

 

Ecco gli artisti che parteciperanno a questa collettiva:

Adriano Capelli, Alma Povinelli, Davide Montanari, Elio Dal Pont, sorelle Gueret, Jarka Prasek, Luisella Pretti, Margaret Nella, Maria Gabrielli, Maria Rita Binelli, Mario Binelli, Massimo Ceccherini Podio, Nicola Cozzio, Paola Irsonti, Roberta Binelli, Teddy Polloni, Udalrico Gottardi, Virginia Beltrami Maestri, Vladan Petrovic

 

 

Mia Mamma (64 anni a giugno), affetta da demenza neurogenerativa da 3 anni e mezzo, dopo la morte improvvisa 2 anni e mezzo fa di mio Papà (incidente stradale con condanna per omicidio colposo della coinvolta che, ahimè, temo non abbia ancora pagato le spese processuali - ma questa è un'altra storia...), stava a casa con la presenza quotidiana di me e di mio fratello.

2 settimane prima del lockdown è stata trasferita, la decisione presa in un mattino di 4 ore, dato che l'assistenza domiciliare che ci consentiva di proseguire più o meno decentemente le nostre vite sarebbe stata sospesa considerato che i tempi di utilizzo della stessa superavano i 2 anni previsti per i malati di demenza (..ha senso?) e, con la riflessione di poi, suppongo per giusto timore dell'imminente pandemia, presso la RSA dove da tempo frequentava il centro diurno.

Apro un paragrafo, che servirebbe enorme per sottolineare l'affetto, l'atmosfera piacevole, le preziose cure, il supporto, il buon cibo, le attività proposte dagli operatori della RSA.

Ma, tornando a noi, dall'inserimento in struttura ho fatto una cena e un pomeriggio fuori con lei, poi fine, buio, black out. Da 1000 a 0.

Qualche videochiamata a cadenza settimanale con il telefono pubblico, qualche chiamata alla caposala per capire come sta, che dosi di farmaci assume, se dorme, se mangia, la sua routine.

Dalla metà di giugno la possibilità di vederla 10 minuti da una finestra aperta a vasistas, circa ogni 15-20 giorni perché l'agenda della struttura è colma.

L'ho vista a giugno e siccome m'era successo solo 2 volte in tutta la vita di vedere le lacrime nei suoi occhi, poi ho richiesto l'appuntamento un mese e mezzo dopo.

Ora che penso comunque di usare questa possibilità lo posso fare ogni 20 giorni, per 10 minuti, sempre con una finestra in mezzo.

Lei vive lì, in reparto, esce in terrazzo al 3 piano per la merenda, non vede noi (si contano sulle dita delle mani le persone che riconosce e non si sa per quanto lo continuerà a fare), i suoi nipotini, il cane, il gatto, l'erba, i fiori che tanto amava raccogliere anche nella malattia, la pioggia o il vento da febbraio.

Soprattutto non capisce il perché.

E quando ci vede al telefono o dal vetro, si emoziona.

Sì, si emoziona.

Non le è rimasto tanto altro di degno di nota, un'emozione ogni 20 giorni.

E brucia, dio se brucia questa cosa.

Cosa si può fare mentre fuori il mondo ha ripreso a girare a manetta?

Qui sembra niente, ma io sono certa che si possa fare qualcosa di più, con pacatezza, in sicurezza...

| Scritto di getto per tutti quelli che non sanno, per tutti quelli che potrebbero fare qualcosa, per tutti quelli che mi chiedono "ma la Mamma come sta?" e non so cosa rispondere |

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