26
Sun, May

Dopo la caduta del sasso sul tratto di strada della ss 239 che collega Carisolo a Madonna di Campiglio che aveva mancato di poco un'auto in transito, è stato fatto un sopralluogo dai tecnici del Servizio Gestione Strade della Provincia autonoma di Trento. Un sopralluogo per verificare che non vi fossero delle anomalie nell'articolato sistema di protezione della strada composto da reti metalliche e barriere paramassi. Il sopralluogo ha causato qualche piccolo rallentamento del traffico per permettere di eseguire le operazioni in totale sicurezza.

 

Al momento sembra non siano emerse problematiche particolari o aggiuntive rispetto al solito. Quel mezzo chilometro di strada rimane comunque un tratto che presenta gravi oneri di manutenzione oltre ad un fattore di rischio difficile da quantificare in quanto i versanti che lo fiancheggiano sono difficili da valutare e da "domare". Quindi le manutenzioni che periodicamente vengono fatte e lo straordinario sforzo degli addetti per garantire la sicurezza della strada si scontrano con una situazione che presenta delle difficoltà intrinseche difficilmente gestibili e controllabili appieno.

 

Pertanto se ci fosse la volontà politica di affrontare l'annoso problema le uniche soluzioni possibili appaiono o la creazione di una galleria paramassi, almeno nel tratto più esposto, o la realizzazione di una nuova strada sulla sinistra orografica del Sarca.

«Per pochissimo un sasso grosso come un pallone non ha centrato la mia macchina,  l’ho visto cadere poco più avanti e un po’ a sinistra sull’altra carreggiata mentre scendevo da s. Antonio di Mavignola verso Carisolo. Una scena irreale che materializzi solo qualche secondo dopo che l’hai vissuta». Questo il racconto di M.C. residente a Carisolo che ieri mattina verso le 11.30 per poco non è stato centrato da una roccia caduta dall’alto che si è frantumata al suolo sulla sede stradale dell'arteria cardine della viabilità della Rendena. Il luogo dell’accaduto è sempre lo stesso, poche curve sopra l'abitato di Carisolo, all'altezza della  Pista Tulot. Le reti di protezione ci sono su tutto il versante, ed ogni anno vengono anche "svuotate" ma sembrerebbe che le precauzioni adottate per mettere in sicurezza la strada non siano sufficienti. Infatti quel luogo è "famoso" perché si sono verificati altri smottamenti e cadute sassi anche in passato. E a volte anche con ben altre conseguenze. Qualche anno fa un’automobile era stata centrata da un grosso masso che aveva demolito la parte posteriore del veicolo: miracolosamente illesi il conducente e il passeggero. Anni prima una donna mentre saliva verso Campiglio era stata colpita da un masso riportando gravissimi danni…

 

L’episodio di ieri è stato segnalato alle forze dell’ordine che hanno trasmesso l'informativa al Servizio Gestione strade della Provincia autonoma di Trento.  La strada però non ha subito alcuna chiusura al traffico. 

È normale che crolli un sasso, seppur di piccole dimensioni, sulla sede stradale di una strada di primaria importanza come quella tra Pinzolo e Campiglio, e non venga chiusa in via precauzionale per verificare il rischio di nuovi crolli? È normale che dopo i molti episodi verificatisi nello stesso tratto bisogna ancora affidarsi al Caso e sperare di non essere colpiti dai massi che cadono dal versante che sovrasta la strada?

Erano davvero degli ignoranti e sprovveduti i nostri antenati che invece di imbrigliare la montagna avevano costruito la strada per Campiglio sull’altra parte del Sarca evitando così quella zona che naturalmente si presta a frane e cadute sassi.

La buona sorte continua a graziare chi passa su quella strada, ma forse sarebbe bene metterci mano ed affrontare il problema prima che la buona sorte ci abbandoni.

 

Iniziano con una medaglia di bronzo i campionati italiani allievi di sci di fondo a Schilpario per lo Ski Team Trentino. Merito di Giovanni Lorenzetti dell’Us Carisolo, che ha concluso al terzo posto nella gimkana sprint, alle spalle dei due piemontesi Marco Barale e Martino Carollo. Il distacco che il rendenese ha accusato dal vincitore è risultato di 10 secondi, mentre sono 6 i secondi dalla medaglia d’argento.

Sabato 2 febbraio: «Apertura parziale degli impianti per troppa neve...» recitava così il benevolo messaggio che compariva sul sito di Funivie Madonna di Campiglio, «Riapriremo gli altri impianti a mezzogiorno». 

Benevolo perché se avessero scritto che le piste erano battute grazie al lavoro incessante dei gattisti per tutta la notte, ma che non potevano aprire perché gli operai non erano arrivati perché c'era la strada bloccata tra Pinzolo e Madonna di Campiglio sarebbe stato poco "elegante". A nulla è valsa la loro precauzione di partire un'ora prima per giungere tranquillamente sul posto di lavoro. La stragrande maggioranza degli operai giunti a Carisolo si sono trovati la sorpresa del blocco stradale: «Strada chiusa, due pullman sono in panne e occupano la sede stradale. Non si passa».

Questa la versione ufficiale. Senza operai per Funivie Campiglio era impossibile fare diversamente: «Avevamo solo pochissimi operai perché la maggioranza è rimasta bloccata e siamo riusciti ad aprire solo alcuni impianti».

Il posto di blocco sulla statale è stato posto di prima mattina, dopo che prima dell'alba il Comandante della Polizia Locale con i suoi uomini sono stati allertati dalla Forestale e sono giunti a Carisolo per bloccare la circolazione. La strada a quell'ora è davvero in pessime condizioni. A peggiorare la situazione il fatto che i due pullman, complice la mancanza di dotazione adeguata per la circolazione sulla neve ma anche la ridottissima sede stradale sgomberata, rimangono in panne. I vigili del fuoco di Carisolo partono per "liberare" i due mezzi ma l'operazione si dimostra più difficile del previsto.

La chiusura della strada continua fino alle 10 della mattina quando la strada viene riaperta anche se ancora in pessime condizioni. Vengono fatte circolare solo auto 4x4 con pneumatici invernali e auto con le catene montate.

 

Ma cosa non abbia funzionato nella gestione dello sgombero neve è tutto da chiarire. Già dalla giornata di venerdì si erano manifestate delle criticità nello sgombero del tratto stradale tra Carisolo e Madonna di Campiglio con sede stradale imbiancata. Il presidio del controllo dei mezzi che salivano operante a Carisolo alle ore 21, come previsto dalle disposizioni, è terminato. Nella serata le condizioni della strada sono peggiorate sensibilmente e testimonianze parlano di «situazione insostenibile nella notte con mezzi sgombero neve assenti». Proprio su questo punto abbiamo provato a sentire i dirigenti del dipartimento della gestione Strade della Provincia Autonoma di Trento che siamo sicuri a breve ci daranno risposte puntuali.

 

Sta di fatto che lo scenario che i Vigili del Fuoco di Carisolo si sono trovati davanti quando hanno ricevuto la richiesta di intervento nella notte non lasciava spazio a molti dubbi. Sede stradale ridotta e manto stradale in condizioni pessime. Lo stesso scenario al quale hanno assistito gli uomini della Polizia Locale di Pinzolo quando sono giunti a Carisolo e hanno attivato il posto di blocco per i mezzi verso Campiglio.

Dopo l'apertura strada i disagi alla circolazione sono durati poi per tutta la giornata di sabato con interruzioni continue e traffico bloccato in entrambe le direzioni di marcia. Spesso, non perché ci fossero veicoli in panne, ma per le difficoltà riscontrate dagli addetti alla pulitura strade che con mezzi dotati di lama e spargisale dovevano essere coadiuvati da pale gommate per riuscire a spostare la neve dalla sede stradale bloccando di fatto la circolazione in entrambi i sensi di marcia. 

 

 

Aldilà dei disagi oggettivi di chi era in viaggio rimangono i danni causati da questa chiusura strada.

Danni materiali, alle funivie Campiglio, che hanno "perso" una giornata, alle strutture alberghiere che hanno avuto disdette e difficoltà con ospiti in arrivo e partenza, alle attività commerciali... e danni di immagine perché è veicolato il messaggio che se nevica a Madonna di Campiglio non si arriva. Senza dimenticare che la chiusura della strada per Campiglio ha riversato su Pinzolo una quantità di auto che ha reso ancora più difficile lo sgombero neve anche in paese con tutto ciò che questo ha provocato.

A completare il quadro il fatto che da parte della Pat e dalla Protezione civile dalle 17.00 di venerdì nessun comunicato di aggiornamento sulla situazione strade e quindi anche i cittadini hanno avuto difficoltà a reperire informazioni in merito.

Carenze e difficoltà nella macchina gestionale dell'emergenza che per una nevicata annunciata rimangono ai più di difficile comprensione.

More Articles ...

Page 2 of 3