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Tue, Dec

Puntuale come ogni anno, Michelin ha svelato novità e conferme relative alle eccellenze della ristorazione italiana che troveremo sull’attesa edizione 2021 della celebre guida rossa. L’evento di presentazione che si è svolto a Milano ha avuto come protagonisti nuovi Chef stellati e vecchie conferme, inoltre durante la kermesse sono stati consegnati alcuni premi speciali. Ben ventisei nuovi Chef hanno ricevuto 1 stella e tre nuovi  Chef sono stati premiati con 2 stelle, per un totale di 37 (Matteo Metullio a Trieste, Rocco De Santis a Firenze e Davide Oldani a Cornaredo, MI), mentre gli Chef 3 stelle rimangono i medesimi 11 del 2020.

Confermati i tre ristoranti stellati di MAdonna di Campiglio nella Michelin Guide 2021:  il riconoscimento è andato a Davide Rangoni del ristorante Dolomieu del DV Chalet Boutique Hotel & Spa, a Giovanni D'Alitta chef della Stube Hermitage del Bio Hotel Hermitage Madonna di Campiglio e  a Sabino Fortunato del Ristorante Il Gallo Cedrone.

 

 

Nel firmamento trentino entra anche una nuova stella, già conosciuta: è lo chef giudicariese Alfio Ghezzi MART che si aggiudica il riconoscimento Michelin con Senso presso il Mart - Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto

 
 

L'apertura degli impianti da sci è un argomento che in questi giorni sta focalizzando l'attenzione di molti, «ma purtroppo stiamo leggendo molte inesattezze e distorsioni della realtà». A scrivere è Andrea Sini Direttore di Scuola di Sci a Madonna di Campiglio che ci ha allegato la lettera che ha inviato alla rubrica del Corriere della Sera dopo aver letto uno scambio di lettere tra un lettore e l'editorialista Aldo Cazzullo che riportiamo qui sotto nell'immagine (e che è possibile leggere a questo link).

 

 

 

 

 

Qui di seguito la lettera di Andrea Sini.

 

Gentilissimo Aldo, 

leggo con piacere la sua romantica visione dello sci nel marasma di quanto pubblicato in questi giorni a riguardo del nostro amato Sport e della nostra splendida Professione.

Mi preme inviarle alcuni pensieri sorti prendendo spunto dalla sua lettera, oltre che dalle tristi parole incattivite di molti.

Non scrivo sui social perché ritengo siano uno scudo troppo a portata di mano per potersi permettere pensieri poco ragionati e premetto che non ho alcuna soluzione certa in tasca, ma che sono un accanito ricercatore della "media via".

Che al primo posto debba rimanere la salute è indubbio, e posso assicurare che è così per tutti gli operatori di Montagna. Nessuno di loro, nessuno di noi, si permetterebbe di anteporre interessi economici alla salute di tutti.

La voce che si è levata in questi giorni chiede con forza che le decisioni vengano prese considerando la situazione nel suo complesso, perché errori di visione in questo momento potranno mettere in seria difficoltà chi VIVE in montagna, vivendo DI montagna.

Nella sua lettera richiama all'esigenza di rimodernare gli impianti di risalita. Dott. Cazzullo, le care vecchie funivie non esistono quasi più già adesso, sostituite da moderni impianti che trasportano poche persone in ogni vettura e con una alta portata oraria.

Se non altro vale la pena di ricordare che la modernizzazione degli impianti è stata possibile negli anni grazie ad un motore economico – quello del turismo di montagna – particolarmente sano e virtuoso, a cui tutta la filiera degli operatori prende parte.

Manca nelle sue note che questa filiera si è mossa da mesi per realizzare, di concerto con Le Aziende per i Sanitari e le istituzioni Regionali / Provinciali, protocolli di gestione "anti-covid" per limitare il rischio di contagio, grazie ai quali sarà impossibile avere cabinovie strapiene, rifugi stracolmi, lezioni di sci sovraffollate.

Impiantisti, Scuole di Sci, albergatori, rifugisti, Commercianti sono pronti a ricevere gli ospiti in sicurezza, garantendo standard ù

di sicurezza altissimi, rinunciando ai volumi cui erano abituati contingentando i flussi. Effettuando ancora una volta investimenti (non sovvenzionati, lo posso assicurare) per adeguarsi alle necessità contingenti e per riuscire a lavorare facendo ciò che sono capaci di fare. Dico addirittura che alcuni metodi e sistemi congeniati per far fronte all'emergenza epidemiologica hanno dato spinta virtuosa a necessità già esistenti prima e di cui potremo godere anche ad emergenza dimenticata. Come da ogni crisi, potremo uscirne più forti.

Mi viene da dire poi: non è forse vero che per varie ragioni, anche lavorative, la gente sta frequentando gli hotel ed i ristoranti? Per quale ragione, se gestiti con protocolli già esistenti, l'hotel in montagna dovrebbe essere motivo di sovraffollamento più pericoloso?

Condivido quando critica il relegare lo sci ad un capriccio: si tratta di "star bene", di Sport, di economia e lavoro.

Ho la fortuna di sciare con allievi/amici di tutto il mondo, e non sa che soddisfazione notare quanto si dicano rigenerati al termine di una settimana sulla neve, che in molti casi è l'unica settimana di sport per loro durante tutto l'anno!

Non voglio ripetere ciò che tanti hanno già detto, ovvero che noi "montanari" viviamo, manteniamo le famiglie, investiamo nell'economia italiana contando sui flussi turistici di soli sei mesi l'anno, a significare quanto sia pericoloso saltare a piè pari settimane o mesi di attività (per inciso, nei restanti mesi dell'anno lavoriamo senza turisti per preparare i servizi delle nostre località).

Desidero fare cassa di risonanza però sull'attenzione necessaria a queste decisioni: nessuno di noi vuole mettere ulteriormente in difficoltà il disequilibrio del sistema sanitario, nessuno di noi ha sete indiscriminata di guadagni. Ma se le condizioni vi sono, considerati anche i severi protocolli elaborati ed approvati, chiediamo ci venga data la possibilità di fare ciò che sappiamo fare.

Insomma, se si potrà in salute la Montagna ci sarà al meglio, ancora una volta.

E quanto sono ancora belli i maglioni di lana che fanno le scintille!

La saluto cordialmente.


Andrea Sini

 

Direttore di Scuola di Sci – Madonna di Campiglio

Vicepresidente Associazione Maestri di Sci del Trentino

Consigliere CdA – Azienda per il Turismo Madonna di Campiglio Pinzolo Val Rendena

 

 

 

MADONNA DI CAMPIGLIO. Proseguono i lavori del progetto edilizio di prestigio CAMPIGLIO WOOD firmato La Ducale SpA, società di sviluppo immobiliare del Gruppo Tecnocasa. L’intervento è inserito nella selezione HABITARIA, brand che identifica gli immobili che meglio rappresentano l’applicazione della filosofia de La Ducale in termini di qualità di vita e di valorizzazione dell’investimento-casa.

Le esclusive dimore che stiamo realizzando nel cuore di Madonna di Campiglio – spiega Luigi Cavuoto, Presidente La Ducale SpA – stanno prendendo forma ed entro la fine dell’anno la costruzione vedrà l’ultimazione del tetto, passaggio fondamentale in quanto ci permetterà di poter continuare i lavori all’interno del fabbricato anche nei mesi invernali, rispettando quindi le tempistiche che ci eravamo prefissate”.

Si tratta di 18 residenze con vista panoramica sul laghetto della Conca Verde e caratteristiche all’insegna dell’eccellenza, a pochi passi dalla centrale piazza Righi e dalla cabinovia Spinale. Un’architettura dalle linee pulite ed eleganti, fatta di pietra, legni e cristallo, perfettamente integrata nel contesto alpino per il massimo dell’esperienza abitativa nella tranquillità della natura circostante, che sta riscuotendo il favore della clientela.

Dal punto di vista della commercializzazione, – afferma Robert Ferrari, Affiliato Tecnocasa di Madonna di Campiglio – siamo soddisfatti nel confermare di aver raggiunto il 50% delle vendite. Siamo molto contenti perché abbiamo constatato che i clienti apprezzano non solo la location del nostro intervento, ma anche e soprattutto la qualità delle abitazioni, dai materiali agli impianti, dai servizi al design che abbiamo scelto per un risultato che risponda ai canoni del lusso più esclusivo e al pieno benessere e ben vivere dei futuri proprietari. Coloro che hanno scelto CAMPIGLIO WOOD sono prevalentemente imprenditori italiani del Nord alla ricerca di un luogo in cui essere avvolti dall’incomparabile bellezza della natura e allo stesso tempo godere di una dimora perfetta in cui trascorrere vacanze e week-end sia d’inverno sia d’estate”.

 

Le quotazioni delle residenze CAMPIGLIO WOOD vanno dai 12 mila ai 15 mila euro al mq, in base al piano. Le dimensioni partono da 100 mq fino ad arrivare a 370 mq della penthouse all’ultimo piano.

L’operazione immobiliare de La Ducale SpA prevede anche servizi dedicati al relax e al benessere, con un’area wellness con fitness space di circa 200 mq vista lago: una vera ed esclusiva SPA privata, dotata di grande vasca idromassaggio e diversi ambienti quali horizontal shower, sauna di fieno, bagno turco, silent room e accoglienti alcove king size ad acqua. A completare i servizi anche una ski room con serratura elettronica controllata via badge e una bike room per il rimessaggio delle mountain bike.

Insomma – conclude Luigi Cavuoto – abbiamo voluto creare un progetto davvero unico, che stiamo portando avanti con grande passione e responsabilità. Consapevoli dell’attuale emergenza sanitaria e del momento di mercato non facile, vogliamo dare un segnale di dinamismo e di fiducia, mettendo in questa iniziativa tutta la nostra esperienza affinchè i clienti di CAMPIGLIO WOOD possano trascorrere tempo di valore all’interno della loro casa vacanza, quel bene e quel rifugio che costruiamo con massima cura ed attenzione per ogni dettaglio”.

 

 

MADONNA DI CAMPIGLIO. Elisabetta Zanon in Vidi era una  persona molto conosciuta, cortese, alla mano e preparata.  Il signore l'ha chiamata a sè oggi a 62 anni. Da settembre non stava bene tanto che si era fatta in disparte anche se pur sempre circondata, seguita e confortata dal marito Ferruccio e dalla figlia Camilla. La donna nella sua Madonna di Campiglio, era  molto conosciuta e stimata, e  fino a non molto tempo fa era molto attiva nella vita del paese.  Tra rivendita & monopoli e souvenir, nella centralissima rivendita di Piazza Righi, era  anche una delle referenti dello Chalet Ferrari dove negli anni tanta gente ha avuto a che a fare  con lei. Quella sua attività l'aveva non solo fatta conoscere ma anche apprezzare in quella stessa realtà turistica dove negli anni  Elisabetta e famiglia hanno e continuano a lasciare il segno.

“Mia  cognata – ricorda  Walter Vidi  titolare  dell'Hotel San Raphael  -  faceva parte di coloro che hanno delineato  la crescita di Campiglio». Appena laureata si dedicò con entusiasmo alla cosa pubblica e fu anche assessore. Dopo il suo matrimonio con Ferruccio si ritirò dalla vita pubblica del comune di Pinzolo, salvo intervenire nelle questioni del paese con passione e determinazione anche attraverso la stampa, per dedicarsi alla famiglia e all'amministrazione delle attività aziendali di cui era contitolare con i fratelli. Comunque continuò a dare la propria disponibilità e collaborò ad iniziative culturali e promozionali della stazione turistica.

Con la sua scomparsa se ne va una figura di cui campigliani, rendenesi e solandri ne andranno per sempre fieri.

 

“Le onoranze funebri , celebrate dal reverendo parroco don Romeo Zuin, si  terranno lunedi 9 novembre alle 14,30 dentro la chiesa di Santa Maria Nuova dove  a causa  le imposizioni coronavirus,  ne limiteranno il numero di partecipanti“ fa  sapere Sergio Agnoli delle omonima agenzia di Tione.

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