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Sat, Apr

Gentili Operatori,

I difficili giorni dell’emergenza sanitaria che ha profondamente scosso il nostro vivere quotidiano e messo a dura prova il sistema Italia, la sanità, la socialità e l’economia, hanno attraversato e coinvolto con il loro grave peso di sofferenza anche il nostro territorio, entrando prepotentemente nelle nostre case.

Tutti noi siamo stati chiamati, con disciplina e senso di responsabilità, a rispettare disposizioni e direttive - imposte tramite decreti emanati dai diversi organi competenti - risultate molto impattanti e limitative della libertà personale, dei comportamenti, delle abitudini e dei ritmi di vita normalmente vissuti.

E’ risultato difficile e forse imprevedibile, senza ipocrisia, comprendere fin da subito il repentino aggravarsi della situazione e la conseguente complessità di gestione dell’emergenza. Poi la paura ha amplificato da un lato la chiusura in noi stessi e dall’altro il timore, per alcuni, di vedere le nostre località diventare meta di copiose fughe dalle città e di conseguenti “invasioni” di persone possibili portatrici di contagio.

Ci sono state indubbiamente delle situazioni iniziali che hanno evidenziato, da parte di alcune persone, uno scarso rispetto delle regole e un’insufficiente percezione dei pericoli e dei rischi oggettivi che i comportamenti abituali, non più consentiti, potevano e possono creare.

Tuttavia mi sono parse eccessive e inopportune alcune esternazioni e prese di posizione che non hanno fatto altro che aggiungere problemi ad una situazione già molto critica e complicata; penso che il desiderio, ritenuto necessario e indispensabile da parte di qualcuno, di comunicare e rendere pubblico il proprio pensiero, principalmente attraverso i social, debba comunque essere pesato ed eventualmente espresso in maniera moderata, equilibrata ed intelligente.

Aldilà delle oggettive difficoltà e delle sofferenze vissute nei complessi e a volte drammatici momenti dell’emergenza, mi preme ribadire e sottolineare che i nostri ospiti continuano e continueranno a rappresentare una risorsa molto importante e fondamentale per il sistema turistico locale, non solo per quanto riguarda l’aspetto economico che la loro presenza genera, ma soprattutto dal punto di vista del legame affettivo che li unisce e li accomuna al nostro territorio, considerato nel senso letterale del termine una vera e propria seconda casa, della quale condividono molto spesso, problematiche, momenti spensierati e di svago, conoscenza dell’ambiente che li circonda, passione per la storia e la cultura e consolidate amicizie.

Il momento storico che stiamo affrontando non ha precedenti, solo insieme, rispettando le regole e riconoscendoci gli uni agli altri, ne potremmo uscire più forti e determinati, pronti con coraggio a rimboccarci le maniche e a ricominciare con impegno e passione a sostenere le nostre attività e il nostro lavoro quotidiano. Attività che sono indubbiamente legate e vincolate, o direttamente o per indotto, ad un’economia turistica che ha portato benessere e sviluppo in tutto il nostro ambito e che non possiamo permetterci venga meno.

Siamo ancora in una fase dove è l’emergenza sanitaria la priorità assoluta. Gli sforzi debbono essere rivolti e concentrati a sostegno degli operatori sanitari e a beneficio delle strutture che vegliano sulla nostra salute, ma è altresì fondamentale e nostro assoluto dovere, da subito, mettere in campo strategie ed azioni concrete che ci permettano di ripartire con forza ed efficacia, nella comune convinzione e consapevolezza che le nostre montagne saranno ancora meta di indimenticabili e meravigliose vacanze.

Assicuro che su questo aspetto, l’Azienda per il Turismo sta già operando e impegnerà il massimo delle risorse a propria disposizione.

Desidero, in conclusione, a nome mio e di tutte le componenti della nostra Azienda, esprimere vicinanza e sincero affetto a tutte le famiglie colpite drammaticamente da questa epidemia e in generale a tutte le persone che stanno affrontando con grandi difficoltà questa condizione emergenziale. Nel contempo, porgere un sincero e sentito ringraziamento a tutti coloro che operano con profonda dedizione, straordinaria umanità e innegabile coraggio nel contrastare e combattere questa complicata e difficile situazione.

Tullio Serafini

Presidente Apt Madonna di Campiglio Pinzolo Val Rendena

 

«Ieri, dopo un urgente ricovero a Tione, ci ha lasciati all'età di 89 anni Bruno Natella, ingegnere di origini napoletane, vissuto a Roma. Sfollato in val di Sole durante la guerra, ha mantenuto sempre nel cuore le Dolomiti di Brenta.

Negli anni settanta acquista casa a Madonna di Campiglio dove risiede per lunghi periodi, tanto da sentirsi parte del tessuto sociale della località. 

Il suo amore per la partecipazione alla comunità ne ha fatto un promotore di molte proposte volte a migliorare il bene comune.

Lascia la compagna Valeria, i figli (che hanno imparato a sciare qui) e molti cari amici che lo amavano e lo stimavano.

Era un amico di Campiglio. R.I.P.» Questo il messaggio di Albert Ballardini, vicesindaco di Pinzolo, per ricordare una persona che è venuta a mancare improvvisamente lasciando un vuoto nella comunità che lo aveva accolto e stimato. Una persona distinta che si era fatta apprezzare per gentilezza, disponibilità e arguzia.

Commovente il video che ritrae il figlio su una televisione americana in un report sul coronavirus nel mondo. Un figlio lontano da casa perché a New York, che ha dovuto apprendere la notizia senza poter fare nulla. 

«Il fatto di non essere là e davvero straziante.  Come lo è il fatto di non aver potuto comunicare. Il dolore che si prova è indescrivibile. 

Qui il link del video della tv americana da cui sono tratte le immagini.

 

È successo oggi nel pomeriggio nelle montagne vicino a Madonna di Campiglio. Dalle prime ricostruzioni sembra che un alpinista, esperto, sia andato a fare un'escursione nel gruppo di Brenta ma ad un certo punto non si è sentito bene e si è accasciato al suolo. Per fortuna sua due persone, che stavano contravvenendo alll'ordinanza che impedisce di fare passeggiate lontani dalla propria abitazione, lo hanno notato e hanno chiamato i soccorsi. 

Poco dopo le 17.30 l'elisoccorso lo ha tempestivamente recuperato e trasportato all'ospedale Santa Chiara di Trento. 

Se il malore fosse correlato al coronavirus non è dato a sapere.

L'unico dato è che in questo momento sono vietate le attività sportive lontane dalle pertinenze della propria abitazione.

«Mentre a Messina si scatena la caccia all’untore e circolano chat con FALSI ELENCHI dei partecipanti all’ormai tristemente nota settimana bianca in Trentino a Mdonna di Campiglio, c’è un altro “sciatore” risultato positivo al coronavirus». Questo quanto si legge su un giornale locale del messinese. «E’ un medico del Policlinico, lo stesso che la settimana scorsa andava al centro diagnostico di Santa Teresa di Riva, chiuso questa mattina (e con dipendenti e pazienti da adesso in quarantena)». 

Il medico va ad aggiungersi all’altro paziente ricoverato al Papardo, mentre si attende l’esito di altri 3 tamponi su componenti del gruppo andato a sciare a fine febbraio e rientrato il 7 marzo. Si tratta di un gruppo di liberi professionisti ed imprenditori dei quali però, a quanto pare, solo in pochi hanno ritenuto corretto di autodenunciarsi ed andare in isolamento dal 7 marzo, così come invece previsto dal decreto Conte (oltre che dal buon senso). Il fatto che tra questi sciatori incoscienti ci siano medici preoccupa enormemente per le GRAVISSIME conseguenze che ci saranno. Nei giorni successivi al rientro infatti hanno continuato ad avere contatti sia con pazienti che con colleghi.

Del caso si è occupato anche il sindaco di Messina: «La situazione è più grave del previsto.  Sono già 115 i nominativi dei messinesi che hanno soggiornato in tre strutture alberghiere di Madonna di CAMPIGLIO dal 29 febbraio al 7 marzo per la settimana bianca. Siamo in attesa di altri dati richiesti alla questura di TRENTO per coloro che hanno soggiornato in B & B o chalet perché il numero dovrebbe essere di circa 140 nominativi. Ho già avvisato la Prefettura e l’ASP della gravità della situazione.»

 

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