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Tue, Sep

È stata veramente una “Top Dolomites” per eroi quella svoltasi oggi a Madonna di Campiglio, accompagnata da pioggia battente, un vento freddo proveniente da nord e, ad una certo punto, anche neve. Protagonisti 600 eroi ed eroine che, sui 1.000 iscritti alla vigilia, si sono presentati alla linea di partenza in Viale Dolomiti di Brenta. Il via è stato dato alle 7.00 del mattino, anticipando l’orario della prima edizione 2018, anche per non impattare eccessivamente sulla normale circolazione automobilistica. Anticipata l’ora, abbreviato l’itinerario. Considerate le avverse condizioni meteorologiche, il Comitato organizzatore presieduto da Giovanni Danieli ha infatti preferito rimodulare il percorso competitivo, lungo 135 chilometri con passaggio a Riva del Garda, declinandolo sui 97 chilometri del tracciato “classico” con arrivo a Comano Terme via Passo del Durone per poi girare e riprendere la strada verso Madonna di Campiglio via Stenico. La “Granfondo” si è trasformata in una “Mediofondo”, ma la sicurezza è stata garantita. Invariato, invece, il percorso “amatoriale” che ha coperto la distanza di 43 chilometri con partenza sempre a Campiglio, discesa a Spiazzo e poi “dietro front” con ritorno ai piedi del Brenta.

A raccontare la difficoltà di questa gara, corsa in condizioni al limite del possibile, la fatica e il freddo impressi sui volti dei corridori che hanno concluso la competizione: in 298 su 600. Anche se gli atleti saliti sul podio hanno minimizzato, dichiarando all’arrivo: “Dopo l’esperienza dello scorso anno, pure corsa sotto la pioggia, questa volta siamo arrivati con abbigliamento adeguato, impermeabile e caldo”.

La corsa femminile ha avuto una protagonista assoluta, Jessica Leonardi (Biemme Garda Sport, 3:25:48) di Tuenno che ha fatto una gara a sé, stando sempre davanti e arrivando per prima al traguardo. Dietro di lei Astrid Schartmueller (Alpilatte B.R. Pneu- Zanè) e terza Annalisa Prato (Team De Rosa Santini), arrivata al traguardo stremata dal freddo. La Leonardi, che nel 2018, agli Uci Granfondo World Championships, si è laureata Campionessa del Mondo delle granfondo (la passata stagione ne ha vinte 12 su 15), tra il resto, ha conquistato un eccellente 42esimo posto nella classifica assoluta. 

Nella categoria maschile, un gruppetto di dieci si è composto a partire da Passo Durone, ha proseguito insieme e ha condotto la testa della gara tenendo il controllo della corsa fino agli ultimi chilometri. La selezione l’hanno fatta la “grande salita” da Pinzolo a Madonna di Campiglio e la volata finale del russo Sergei Pomoshnikov (Asd Colli Berici) che ha accelerato sui pedali tagliando per primo il traguardo con il tempo di 3:05:31. Alle sue spalle, sul filo di lana, Tiziano Zonta (Asd Swatt Club, 3:05:32), il ciclista di Bassano del Grappa già terzo, nel 2018, alla “Mont Blanc”, quindi Riccardo Zacchi (Colnago Mg K Vis, 03:05:33), quarto nella gara a tappe Open del Giro di Carinzia lo scorso maggio. E poi Francesco Avanzo (Biemme Garda Sport, 03:05:38) che ha concluso quarto dopo aver ambito alla vittoria fino all’ultimo. Lui, specialista delle mediofondo e molto forte in salita, all’ingresso in Val Rendena ha guidato per alcuni chilometri il gruppetto cercando anche di staccarlo. Francesco Avanzo, nel 2018 è stato vincitore assoluto del 14° Campionato Italiano dei Maestri di Sci-Ciclismo su strada e, sempre nel 2018, secondo nella Mediofondo della “Granfondo Sestriere Colle delle Finestre”. Pomoshnikov, che quest’anno ha vinto anche la “Charly Gaul” sul percorso Mediofondo, si è rivelato il più forte, irraggiungibile da parte degli altri.

 

LA VOCE DEI PROTAGONISTI

“È stata una gara resa difficile dalla pioggia – ha dichiarato Sergei Pomoshnikov, che da cinque anni vive in Italia e viene dal mondo del professionismo – e sono molto felice per la vittoria. Negli ultimi 200 metri ho cercato la volata, dando il massimo, tutto ciò che potevo”. “Davvero un peccato – ha invece affermato Francesco Avanzo – ci ho creduto fino all’ultimo. Il chilometro finale, prima del traguardo, causa anche il vento contrario, mi è sembrato interminabile, non finiva più. Ci siamo comunque divertiti e bravi gli organizzatori che hanno garantito massima sicurezza”. Anche Tiziano Zonta, giunto secondo, ha concluso con “un po’ di rammarico”. “Sì – conferma – ho provato a fare selezione nella salita finale, ma non ho avuto particolare aiuto dagli altri e Sergei, che è il più forte, ne è uscito vincitore. La gara è davvero bella e memore dello scorso anno, mi sono vestito bene e non ho patito il freddo, eccetto nel tratto finale”. “Alla fine – ha detto Riccardo Zecchi – devo dire che sono soddisfatto, non ci credo ancora in questo risultato. Il freddo mi ha messo in croce, ma la gamba c’era. Non ho dato un grande contributo lungo il percorso, ma sono riuscito comunque a stare in gara fino alla fine. Non è stato facile, ma divertente e ringrazio l’organizzatore per tutto quanto è riuscita a mettere in campo”. “Organizzazione davvero fantastica”, ha sottolineato la vincitrice tra le donne Jessica Leonardi che così ha raccontato la sua performance: “Sono riuscita a controllare il freddo e ho prestato molta attenzione alle frenate che sotto la pioggia diventano più difficili. Ho fatto la mia gara, sempre in testa, cercando di tenere il mio ritmo senza strafare”.

PAROLA DI ORGANIZZATORI!

“Il tempo è stato davvero inclemente – ha affermato Giovanni Danieli, presidente della Asd Top Dolomites organizzatrice della manifestazione – ma siamo riusciti ad interpretare molto bene la situazione, senza rischi e mettendo al primo posto la sicurezza. Siamo stati messi alla prova e nello stesso tempo diventati ancora più forti. Ringrazio chi oggi ha corso la gara, sono stati eroi ed eroine e poi tutti collaboratori e i volontari che hanno permesso la riuscita della manifestazione nonostante il cattivo tempo. Numerosi sono i ringraziamenti che stiamo ricevendo”. E davvero particolare è l’attenzione che il C.O. sta riservando agli iscritti. L’iscrizione di chi non ha partecipato alla gara sarà automaticamente valida nel 2020 e anche il pacco gara, se non è stato ritirato, verrà spedito direttamente a casa di ciascuno.

 

Sulle Dolomiti di Brenta e sulle piste di Madonna di Campiglio è già inverno. Da oggi pomeriggio nevica sopra i 2200 metri. 

Le previsioni di meteotrentino indicano una tregua per sabato e poi da domenica ancora nevicate, questa volta anche a quote più basse, anche fino ai 1.700 metri. Difficile stabilire la quantità, ma sopra i 2.300 metri potrebbero cadere anche più di 30 cm di neve. Difficoltà per gli organizzatori del Dolomiti Brenta Trail impegnati nel monitorare il percorso di gara dove domani si svolgerà la manifestazione di corsa in montagna che hanno deciso di annullare il percorso da 64km e di convogliare tutti i partecipanti su quello da 45 km.

 

 

Per la terza edizione della Campiglio Special Week che esplora la scena musicale brasiliana il grande pianista jazz si esibisce a Malga Brenta Bassa mercoledì 4 settembre (ore 12). Il 5 settembre al Palacampiglio (ore 21) il concerto del fisarmonicista carioca Toninho Ferragutti insieme alla voce, popolarissima nel suo paese, di Monica Salmaso 

Doppio appuntamento con grandi nomi internazionali per la Campiglio Special Week che – all'interno de I Suoni delle Dolomiti – esplora la scena musicale del Brasile e le sue connessioni con strumentisti e artisti di tutto il mondo. A riprova di quanto la nazione sudamericana abbia saputo da un lato produrre esperienze di altissimo profilo e dall'altro ria riuscita a influenzare la creatività di strumentisti e compositori nati e formatisi sulla sponda europea dell'Oceano Atlantico ecco due appuntamenti imperdibili con il pianista jazz Stefano Bollani – mercoledì 4 settembre a Malga Brenta Bassa (ore 12) – e con Toninho Ferragutti e Monica Salmaso – giovedì 5 settembre al PalaCampiglio di Madonna di Campiglio (ore 21).

Non ha certo bisogno di presentazioni Stefano Bollani, che alla tastiera riesce a trasformare ogni performance in un viaggio onnivoro e fantasmagorico, pieno di rimandi, nuove intuizioni, rifacimenti, spunti, digressioni tra generi sonori diversissimi e tanta, tanta energia capace di permeare tutto ciò che lo circonda. Il pianista milanese è un musicista eclettico e geniale che ha risposto al richiamo del Brasile e al fascino dei suoi ritmi della sua musica. Oggi è senza dubbio uno dei migliori pianisti jazz in circolazione, capace di instaurare col suo strumento – che suona dall'età di sei anni – un rapporto quasi simbiotico. Alle spalle una lunga sfilza di collaborazioni con musicisti come Enrico Rava, Pat Metheny, Gato Barbieri, Richard Galliano, Lee Konitz, Chick Corea, Phil Woods, Caetano Veloso, Chico Buarque.

Le sue doti musicali camaleontiche l'hanno portato anche a esibizioni con importanti orchestre sinfoniche come quelle di Lipsia, Parigi, della Scala di Milano, di Santa Cecilia di Roma solo per citarne alcune. Alle sale da concerto ha abilmente affiancato, mettendosi continuamente in gioco, esperienze radiofoniche assieme a David Riondino e Mirko Guerrini o televisive, dapprima come ospite del programma Meno di Renzo Arbore e successivamente come ideatore, autore e conduttore di uno spazio tutto suo su Rai 3, adl titolo Sostiene Bollani. Non sono mancate infine performance teatrali con Claudio Bisio, Maurizio Crozza, Giuseppe Battiston, Marco Baliani o la Banda Osiris.

Nella serata di giovedì 5 settembre dalle ore 21 si alternano in una sorta di staffetta carioca un grande fisarmonicista come Toninho Ferragutti e una delle voci più amate del Brasile, Monica Salmaso.

Toninho Ferragutti è un esponente di prim'ordine della nuova musica brasiliana. Il suo strumento, la fisarmonica ha una grande importanza soprattutto nella musica del nordest Brasiliano e la porta con un “solo” che si preannuncia imperdibile alla Campiglio Special Week. Figlio d'arte, Toninho ha affinato la propria tecnica fisarmonicistica collaborando con i maggiori artisti brasiliani e incidendo tredici album nei quali ha dato vita a una personalissima poetica sonora che vive di una fusione tra la ruvida tradizione nordestina e le sofisticate ed erudite sonorità urbane paulistane. Tra i riconoscimenti che ha ricevuto si annoverano varie nomination al Grammy Latino, il Tim Award, il premio del Gobernador do Estado de São Paolo e il premio Música Brasileira.

Monica Salmaso, che subentrerà alla fisarmonica di Ferragutti, condurrà il pubblico nel meraviglioso mondo della canzone d'autore Brasiliana. Padronanza impeccabile della voce, repertorio raffinato e ricercato fanno il paio con una personalità e un carisma non comuni che si arricchiscono di collaborazioni importanti con musicisti di grande valore come, in questo caso, Teco Cardoso, Nelson Ayres. Tutto prende il via nel 1989 con lo spettacolo “O Concílio di Amor” per poi proseguire nel 1995 con il primo album Afro-Sambas cui seguiranno oltre dieci lavori da “Trampolim” (1998), primo lavoro solista, al recente “Caipira” senza contare decine e decine di incisioni e collaborazioni trasversali e l'incontro con i grandi nomi della musica “brasiliana”. Tra questi basti citare Chico Buarque che nel 2006 la invita a registrare insieme “Imagina” di Tom Jobim, o Vinicius de Moraes o ancora Edu Lobo, Ná Ozzetti, Mário Adnet, e anche Stefano Bollani.

Come si raggiunge il luogo del concerto di Stefano Bollani

Il luogo del concerto di Stefano Bollani – 4/9 a Malga Brenta Bassa in Val Rendena – è raggiungibile con diversi itinerari.

Da Madonna di Campiglio SUD con gli impianti Campiglio Pinzolo Express che da Colarin (stazione di partenza) raggiungono Plaza (stazione arrivo) e poi a piedi con 30 minuti di cammino, dislivello 150 m, difficoltà E. (Per l’occasione la cabinovia sarà aperta con continuato dalle ore 9 alle ore 16, costo del biglietto € 2 andata e € 2 e ritorno).

Da Madonna di Campiglio passando per Vallesinella (raggiungibile con bus navetta a pagamento del Parco Naturale Adamello Brenta o in auto) e proseguendo a piedi passando dalle Cascate di Mezzo in 40 minuti di cammino, dislivello in discesa 250 m, difficoltà E.

Da Sant’Antonio di Mavignola in macchina seguendo le indicazioni della Val Brenta (parcheggi fino ad esaurimento) e poi a piedi lungo il sentiero nr. 323 (40 minuti di cammino dal parcheggio più vicino, dislivello 150, difficoltà E).

È stata forse la ghiaia del sentiero sul quale camminava a tradire Massimiliano Caruso, 51enne di Senigallia che questa mattina poco dopo le 10 è scivolato e precipitato mentre percorreva il sentiero che congiunge malga Fevri a malga Vallesinella Alta, sopra Madonna di Campiglio. A darne notizia il TGR Trentino.

Insieme ad alte tre persone, era salito in cabinovia allo Spinale e da lì aveva iniziato l'escursione verso le Cascate di Vallesinella alta. Superata malga Fevri aveva imboccato il sentiero delle Coste di Vallesinella, per cause ancora da accertare, è caduto e scivolato per un centinaio di metri lungo il pendio. L'allarme è scattato intorno alle 10.30 .

Il medico rianimatore, giunto sul posto con l''elisoccorso e calato col verricello, non ha potuto far altro che costatare il decesso.  

Il corpo senza vita di Massimiliano Caruso è stato recuperato dal soccorso alpino di Campiglio e dall'elicottero.

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