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Fri, Jun

Ha sbagliato, non vi è dubbio, ma non sfoghiamo la rabbia su un ragazzo che non è responsabile della tragedia che stiamo vivendo

Campiglio
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Ha sbagliato. Non vi è dubbio alcuno. Ha violato la legge e non ha avuto rispetto per chi sta soffrendo e per chi lavora in prima linea.

Ma dire: «lasciatelo lì, lapidatelo, fategliela pagare cara...». Mi sembra quanto mai assurdo e disumano.

Anche perché non è una persona "normale". Per la persona "normale" il bene di prima necessità è il cibo, è andare a fare la spesa, con un rischio contagio elevato, e tornare a casa contenta di poter soddisfare la fame. Qualcun altro si scorda di mangiare perché la sua prima necessità è andare in montagna o scalare.

Detto questo, che non legittima in alcun modo l'azione fatta, speriamo prima di tutto che si possa rimettere in fretta. Ha sbagliato e pagherà (E forse sta già pagando anche troppo). Ma basta insulti.

 

Se questa regola dovesse venir usata per tutti coloro che hanno sbagliato, anche in questa emergenza, non so chi si salverebbe.

Per coloro che hanno detto «che non era prevedibile», come per coloro che non hanno procurato le mascherine agli operatori sanitari; per coloro che hanno reso vulnerabili le Rsa, come per coloro che non volevano chiudere le scuole e gli impianti; per coloro che «non abbiamo fatto i tamponi perché non ce lo hanno chiesto...». 

Oppure per tutti coloro che fino a ieri sono andati a fare la spesa senza mascherina mettendo a repentaglio la salute dei commessi e delle commesse nonché degli altri clienti dei supermercati. Oppure per coloro che non hanno messo in quarantena i familiari di chi presentava sintomatologia da Covid 19 perché non avevamo abbastanza tamponi per certificare la positività e non avevamo abbastanza prontezza per dichiararne la positività e di limitare così il contagio. Oppure per chi ha indugiato 15 giorni a dirci che chi aveva sintomi influenzali al 99% aveva di fatto il Covid 19 e quindi sarebbe stato meglio che si fosse messo in auto quarantena volontaria.

Quindi va bene criticare questo ragazzo perché non ha rispettato le regole. È un cattivo esempio da condannare senza se e senza ma. Come tutti coloro che infrangono le regole. 

Non vogliamo dargli né giustificazioni né attenuanti. 

Restare a casa è sicuramente una cosa sacrosanta e rispettosa degli altri, nonché indispensabile per riuscire ad uscire da questa situazione il prima possibile. Come lo è il rispetto delle regole.

Ma non sfoghiamo tutta la rabbia, per una situazione generale davvero difficile e drammatica, su un ragazzo che sicuramente non ha inteso appieno il pericolo della sua azione, ma che non ha la responsabilità della tragedia che stiamo vivendo.