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Fri, Jun

Madonna di Campiglio è pronta a ripartire. Si aspettano solo le disposizioni e i protocolli da seguire e le date di apertura per gli spostamenti tra le regioni

Campiglio
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Nonostante tutto c’è un moderato ottimismo a Madonna di Campiglio per la stagione estiva. Dopo un primo momento in cui sembrava che molte strutture alberghiere potessero rimanere addirittura chiuse ora sembra che la percezione sia nettamente cambiata.

 

Anche se è evidente che quella che sta per arrivare sarà una stagione sottotono, che risentirà di vincoli e imposizioni dettati dal Coronavirus, a livello di presenze sembra che la Perla delle Dolomiti possa rivelarsi attrattiva anche in una stagione estiva così particolare come quella alla quale ci stiamo appropinquando.

Sembra infatti che la montagna stia diventando una delle mete ambite per chi potrà spostarsi perché garantisce spazi aperti molto ampi ed offre vacanze a contatto con la natura in tranquillità. Il nodo cruciale sembra quindi essere l’apertura degli spostamenti tra le regioni: se arriverà in tempi ragionevoli, dove per ragionevoli si potrebbe intendere metà giugno, la stagione potrebbe salvarsi.

 

La soluzione più ambita, soprattutto per le famiglie, potrebbe rivelarsi l’appartamento che rende la vacanza più intima, ma anche gli alberghi potrebbero giocare la loro parte.

L’associazione albergatori di Madonna di Campiglio presieduta da Christian Armani non fa mistero delle stime in possesso: «Abbiamo previsto per l’estate un calo di presenze nelle strutture alberghiere pari a circa il 50% ma per avere un quadro più obiettivo dovremmo aspettare di capire quando potremmo realmente ripartire e quando garantiranno la mobilità tra le regioni».

Un calo di presenza negli alberghi che potrebbe essere compensato dalla grande offerta del nostro territorio di seconde case e appartamenti.

Per quanto riguarda gli alberghi aggiunge il Presidente Armani « i protocolli di sicurezza e le disposizioni che verranno comunicati nei prossimi giorni permetteranno di fare delle valutazioni più appropriate sulle difficoltà di apertura ma se non ci saranno sorprese e rimarranno quelle anticipate informalmente e discusse in questi giorni dovrebbero essere un ostacolo superabile anche se con dei costi aggiuntivi. Saranno penalizzati sicuramente i centri wellness alberghieri che dovranno sottostare a vincoli pesanti ma noi abbiamo la fortuna di avere un contesto naturale che è sicuramente esso stesso un valore aggiunto per il benessere. Potremmo quindi puntare di più su quanto proposto gli scorsi anni con la formula Dolomiti Natural Wellness».

Con il coronavirus è saltata per la stagione estiva anche tutta la mobilità del Parco come era stata intesa negli anni scorsi. È impensabile predisporre servizi navetta dove bisogna assicurare i distanziamenti richiesti dalle norme di sicurezza anticovid. Non sono state ancora prese delle decisioni in merito su cosa proporre per le mobilità nelle valli laterali come la Val Genova e Vallesinella ma potrebbe essere un’occasione per sperimentare nuove soluzioni. «L’idea di puntare ancora più su una mobilità a piedi e in bici – prosegue Armani - sta prendendo forza in questo particolare momento e quello di proporre vallate raggiungibili in alcune fasce orarie solo in bici o a piedi potrebbe rivelarsi affascinante e vincente».

In quest’ottica di mobilità sostenibile potrebbero giocare un ruolo importante anche un’offerta allargata degli impianti a fune che potrebbero garantire accessi alla montagna diversi dai soliti. Anche se per la funivie  si dovranno capire le limitazioni e i vincoli che le misure Covid imporranno.