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Fri, Jul

«Siamo rimasti sconcertati quando il Sindaco di Sella Giudicarie ha dichiarato che l’avanzo d’amministrazione appena approvato di 6,5 milioni di euro ( 2° in Trentino con circa 2200 euro pro capite )  risulta un tesoretto da tenere da parte, quasi come dichiarasse che nel nostro Comune tutto funzionasse e fossimo il fiore all’occhiello della Valle». Queste le parole di Ivan Bazzoli portavoce e candidato  Sindaco alla prossima tornata elettorale di “Futuro Insieme” il nuovo gruppo nato dall’unione delle 2 compagini prima capitanate da RaffaeleArmani e Ivan Bazzoli.  

«Ricordiamo che abbiamo decine di progetti nemmeno iniziati, seppure li avessero promessi in questi anni - continua Bazzoli - ; basta ricordare il Forte Larino, gli svincoli a sud e nord di Lardaro, l’illuminazione della nuova zona residenziale, il bando per la ex canonica a Lardaro, il parcheggio a Fontanedo, la sistemazione del centro storico di Roncone, il progetto lago, il campo sportivo di Roncone, la zona Fiana, l’ampliamento dell’asilo nido, casa Sembenotti, il campo sportivo di Breguzzo, il parcheggio dietro l’ex cimitero.   E fa rimanere allibiti quando dichiara che le minoranze stanno a 0 con i fatti. Ricordiamo a lui, perché pare non saperlo, che è lui il Sindaco e sarebbe il suo lavoro “fare” le cose. Noi proponiamo e rendiamo chiaro a tutti che “avanzare” 6 milioni di euro non è ben amministrare, ma non fare niente».

I gruppi di minoranza aggiunge Bazzoli «si son rivelati molto propositivi negli ultimi 4 anni, con numerosi progetti portati in Comune ma quasi sempre rigettati dalla maggioranza. Come il progetto consegnato nel 2018 sul Forte Larino, la sistemazione dei parcogiochi e dei marciapiedi comunali, il bando per ex canonica di Lardaro e per finire con il progetto-pacchetto post-covid con la richiesta della riduzione delle aliquote a carico dei contribuenti (IMIS, acquedotto e fognature ) e la sospensione degli affitti».

 

SELLA GIUDICARIE. Stava  cercando di liberare la catena della motosega  che  si era incastrata dentro la medesima fessura della radice  quando l'estremità  che stava tagliando si è  girata   facendo  a sua volta rimanere incastrato sotto  lo stesso tronco gamba e piede  del pensionato. Fortuna vuole che l'utensile  è rimasto imprigionato dentro lo stesso tronco  evitando così che la catena dentata  si rivoltasse in direzione dell'uomo.

L'incidente è avvenuto poco dopo le 10,30 di ieri mattina alle Plaze a monte di Roncone quando la famiglia Franzoi, padre, madre e  figlio, erano alle prese  con papà Rinaldo  a recuperare parte degli schianti dentro la porzione di  bosco di loro proprietà a circa  10' minuti dal paese. “ Ricevuta la selettiva- avverte Nicola Marzadri comandante dei vigili del fuoco di Roncone –  abbiamo raggiunto  con più uomini la zona dove nel frattempo erano giunti l'ambulanza ospedaliera, i carabinieri di Tione e l'elicottero con a bordo il medico rianimatore. Con l'ausilio di cuscini pneumatici abbiamo da subito sollevato il tronco in modo da  liberare l'arto  e permettere al medico di prestare un primo soccorso considerato che il paziente era dolorante ma cosciente”. Da un primo riscontro sanitario il 59 enne del posto avrebbe riportato lesioni e sospette fratture alla parte terminale della gamba.

Poi il trasbordo con ambulanza  e successivo trasferimento con elicottero al Santa Chiara di Trento dove poco dopo è stato sottoposto alle cure del caso.

Il sindaco di Sella Giudicarie Franco Bazzoli. “ Mai come in quest'ultimi tempi   di coronavirus tante disavventure e disgrazie sui nostri monti  dove giorni fa erano deceduti prima  l'insegnante Giovanni Amistadi  finito  lungo un canalone mentre andava  alla ricerca del radicchio de l'ors  e successivamente  il povero Giorgio  Iori travolto invece dal suo mini trattore”.

 

 

SELLA  GIUDICARIE. Si svolgeranno alle 17 di venerdi 29 maggio presso la  parrocchiale  Santo Stefano  di Roncone  le onoranze funebri di Giorgio Iori. Un'ora prima l'agenzia funeraria Compostella di Tione (che già lo aveva  prelevato poco dopo la disgrazia) traslocherà la salma dalla  camera mortuaria dell'ospedale alla chiesa.

La triste incombenza segue di  soli pochi giorni  un'altra medesima  sequenza dove a perdere la vita era stato l''insegnante Giovanni Amistadi (classe 1963) precipitato, sempre da quelle parti, lungo un canalone mentre andava alla ricerca di radicchio de l'ors.

“Destino o no purtroppo la situazione è questa“ andava ripetendo anche ieri Luigi Mussi capogruppo della locale sezione Ana di cui Giorgio era una attivo componente.

Sulla sequenza che ha determinato il capovolgimento del mezzo agricolo, che a sua volta ha poi travolto mortalmente  il pensionato, toccherà ai carabinieri di Tione e al corpo di polizia locale cercare di dare eventuali risposte.  C'è chi ipotizza l'eventuale eccessivo accostamento delle ruote al cordolo che delimita la strada altri che sospettano di un improvviso malore. Sta di fatto che il mezzo si è rovesciato lungo la stessa strada provocando  all'interno di quella famiglia il decesso dell'amato nonno.

“Anche noi - aggiunge Nicola Marzadri comandante dei vigili del fuoco di Roncone -  abbiamo  cercato  di fare il possibile ma al nostro arrivo, affiancati dai colleghi di Tione, ambulanzieri e medico rianimatore,  ogni prospettiva  si è rivelata da subito purtroppo inutile“

 

In questo periodo di difficoltà, in cui stiamo vivendo una situazione quasi irreale, con le vie dei paesi percorse solo da pochissime persone solo per estreme necessità, con i vigili del fuoco che passano con gli altoparlanti lanciando il messaggio "rimanete  a casa" il pensiero va ad altri momenti in cui siamo stati travolti da eventi che ci hanno lasciato dolore e privato delle libertà più comuni.  Il pensiero va alle Grandi guerre. E se qualcuno ha avuto le confidenze dei nonni di come si viveva ai tempi della Prima e  della Seconda guerra mondiale, per altri rimangono solo le testimonianze raccolte nei musei e nei cimeli rimasti a ricordo di quell'atroce esperienza. Accanto ai musei "ufficiali" troviamo in Trentino una miriade di collezioni che cittadini appassionati di militaria, hanno realizzato nelle proprie abitazioni.

La maggior parte delle quali sono legittime. Nel senso che i collezionisti si sono dotati di regolare licenza di Pubblica Sicurezza, così come previsto dalla legge. 

Una di queste collezioni la tiene Antonio Scozzafava, nato a Gimiliano in provincia di Catanzaro il 25 marzo del 1947, ma residente a Roncone da molti anni. Primo di otto fratelli, fino all’età di dieci anni ha vissuto nel paesino di Gimigliano sul versante meridionale della Sila Piccola, sul Monte San Salvatore che si affaccia nella valle del Corace. Poi la madre di Antonio decise raggiungere la sorella che abitava a Tione con la famiglia, così si trasferirono tutti al Nord. Giunto all’età di vent’anni, Antonio - dotato di uno spirito da leader e molto orgoglioso - divenne caporeparto di una fabbrica. Proprio lì conobbe Renata che sposò dopo due anni. Con il matrimonio iniziarono gli interessi in comune e l’idea di costruire sotto casa, a Roncone, una prima piccola lavanderia lavasecco. Le cose andarono bene e col passare del tempo Antonio portò la lavanderia a Tione con i suoi fratelli. Che c’entra la lavanderia coi cimeli di guerra? 

Chiusa la lavanderia, i locali divennero il posto ideale per coltivare la propria passione: raccogliere cimeli di guerra. La sua collezione ha continuato a crescere negli anni anche grazie al coinvolgimento del figlio Alessandro. È diventata così grande e ricca da suscitare l’interesse di alcuni musei e forti che gli hanno chiesto in prestito i suoi reperti più rari. Si tratta di cinque sale dove si trovano fucili, baionette, elmetti, brandine da campo, scudi da trincea, pipe austriache, stufette da campo, lanterne da trincea, sci, pistole, bombe, ramponi, ciaspole, scatolette per il cibo, perfino una brandina da campo per i feriti di guerra.Ed ancora varie divise, da quelle paramilitari dei bambini «figli della lupa» a quelle dei soldati veri e propri. Antonio se ne è occupato con passione e amore per tanti anni, e oggi è contento di mostrarla anche ai visitatori ai quali spiegherà per filo e per segno la storia di ognuno dei suoi cimeli.

 

 

  

manichino a destra Alpino julia 1938 

manichino a sinistra Maggiore Italiano ww1

 

 

UNA PARTE DELLA COLLEZIONE PIPE AUSTRUNGARICHE 

  

 

MITRAGLIATRICE SCHWARTZLOSE 1916 

  

PANORAMICA DIVISE PRIMA GUERRA E SECONDA GUERRA MONDIALE

  

SCIATORE TRENTINO  ANNI 30 

  

GIOCATTOLI BALILLA REGALATI ALLA FESTA DELLA BEFANA 

  

PICCOLA ITALIANA COLONIALE ANNI 30 

 

In questo periodo come tutti i musei non può essere visitata, ma appena usciremo dalla attuali restrizioni la collezione privata potrà essere visitata su appuntamento telefonando allo 0465 901153. 

 

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