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PIEVE DI BONO-PREZZO - La comunità di Prezzo, frazione del Comune di Pieve di Bono-Prezzo, è stata segnata per la seconda volta e in tempi ravvicinati da un ulteriore lutto. Stavolta se n'è andato Marcello Maestri che ha seguito Luciano Vaia prima come sindaco e ora anche nel piccolo cimitero a ridosso della chiesa dedicata al patrono San Giacomo.

 

Marcello aveva  74 anni  e  dopo un breve periodo di malattia accentuata dal maledetto Covid-19  era stato costretto a trascorrere in ospedale quest'ultime  settimane. Marcello, che lascia il figlio Francesco e due sorelle, come l’amico Luciano Vaia, rappresentava un vero e proprio punto di riferimento per l'attaccamento e disponibilità verso la sua gente.

Dal 1976 al 1985 aveva ricoperto la carica di sindaco del Comune di Prezzo, succeduto poi da Celestino Boldrini oggi assessore del Comune di Pieve di Bono-Prezzo. Anche la vita lavorativa Marcello l’ha vissuta in gran parte nell’ente pubblico, iniziando proprio nel comune di Prezzo dal 1963 al 1972 e proseguendo, successivamente, dal 1972 al 1998 nel vicino comune di Pieve di Bono.

Nel 1998, raggiunta la meritata pensione, ha potuto dedicarsi agli hobby e le passioni tradizionali delle nostre comunità distinguendosi a più livelli sia prima che dopo la scomparsa della moglie Lucia.

Attraverso l'inossidabile legame con il proprio paese e la propria comunità quel  “gigante buono“ è stato uno dei fondatori e membro attivo per diversi anni della Pro Loco di Prezzo, oggi presieduta da Daniela Baldracchi. Per anni aveva prestato poi il proprio servizio dentro i pompieri oggi guidati dal comandante Paolo Maestri. Anche l'amministrazione comunale di Pieve di Bono-Prezzo ha voluto ricordare e ringraziare Marcello tramite un messaggio del sindaco Attilio Maestri.

“Ritengo doveroso ricordare Marcello che per 35 anni ha lavorato con dignità, competenza e tanta disponibilità alle dipendenze prima del comune di Prezzo e poi di Pieve di Bono”. 

 

«Dopo più di dodici ore di tensione, pazienza e trattative siamo ancora qui... L'assessore? Né visto e né sentito... Forse il comunicato faceva riferimento a qualche altra situazione..». Queste le parole postate dal Sindaco di Pieve di Bono Prezzo alle 23.00 sul suo profilo facebook.

Il comunicato a cui si riferisce il sindaco di Pieve di Bono Prezzo è quello pubblicato sul sito della Provincia alle 15:19:

«Pieve di Bono: avviati gli accertamenti dopo la protesta dei lavoratori di un cantiere

 

È rientrata, anche a seguito dell'interessamento dell'assessorato provinciale al lavoro, la protesta di alcuni operai di un cantiere a Pieve di Bono, aperto per la realizzazione del nuovo centro di aggregazione giovanile del Comune.

Per dare maggiore visibilità alla loro protesta i lavoratori, che lamentano il mancato pagamento di alcune mensilità, sono saliti sul tetto della costruzione. L’assessore provinciali allo sviluppo economico e lavoro Achille Spinelli ha attivato i competenti uffici dell’amministrazione per avviare con gli altri soggetti gli opportuni accertamenti sulla situazione. “Le autorità si stanno attivando – sottolinea l’assessore Spinelli – al fine di acquisire tutti gli elementi necessari a definire esattamente i contorni della vicenda. I lavoratori interessati, nel frattempo, in seguito alle rassicurazioni che abbiamo presentato loro, sono scesi dal tetto del cantiere. Il nostro impegno è naturalmente di risolvere la questione nel più breve tempo possibile”.»

Dal comunicato emesso dall'ufficio stampa della Pat sembrava che la situazione fosse stata risolta grazie all'intervento dell'Assessorato del Lavoro ancora nel primo pomeriggio. Alle 23, dopo 8 ore dal Comunicato stampa, il sindaco è ancora impegnato nella trattativa, ma dalle sue parole sembra essere stato lasciato solo dalla Pat e dall'assessorato. 

A Pieve di Bono-Prezzo il 79% della popolazione si è sottoposto su base volontaria ai test sierologici per rilevare l’eventuale contatto con il virus Sars-CoV2. Il comune della Valle del Chiese è uno dei cinque inseriti nel progetto di sorveglianza avviato dall’Azienda provinciale per i servizi sanitari in accordo con la Provincia autonoma di Trento e la supervisione dell’Istituto superiore di sanità. Nella giornata di oggi, il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, ha fatto visita a Pieve di Bono dove ha incontrato il sindaco Attilio Maestri e gli operatori sanitari: “L’alta adesione ai test sierologici conferma innanzitutto il senso di responsabilità della popolazione trentina verso azioni che vanno a tutelare la salute pubblica, così come garantisce la possibilità di avere uno screening completo della situazione in Trentino in un momento importante per la decisione verso un’ulteriore riapertura di attività economiche e commerciali. La nostra provincia vuole riprendere il lavoro e la quotidianità sospesa in questi mesi di lockdown, ma ciò deve avvenire con regole ed evidenze certe”. Il presidente era accompagnato anche dal vicepresidente Mario Tonina e dal direttore generale dell’Azienda sanitaria, Paolo Bordon. "È uno screening importante - ha aggiunto il vicepresidente Tonina - accolto con favore dalla popolazione e siamo convinti che attraverso questa azione potremo disporre di importanti elementi in più per conoscere questo temibile virus e per prevenire il più possibile il contagio".

I dati di giornata.

Pieve di Bono - Prezzo è il secondo comune a concludere i prelievi: su una popolazione target di 1437 persone hanno aderito ai test sierologici 1134 individui (79%), e complessivamente sono stati effettuati 411 tamponi. A Campitello, su una popolazione target di 710 persone erano stati eseguiti la scorsa settimana 589 prelievi (82%) e 168 tamponi.

 Sempre nella giornata di oggi, i test sono proseguiti a Canazei (343 prelievi e 91 tamponi) e a Vermiglio (253 prelievi e 85 tamponi).

Rimane il quinto Comune, Borgo Chiese, che inizierà domani i test sierologici e i tamponi.

 

La raccomandazione.

 L’obiettivo principale dello studio è stimare su base comunale la presenza di anticorpi anti Covid 19 nella popolazione di tutte le età ad eccezione dei bambini sotto i 10 anni. Un secondo obiettivo è di testare, in un campione di popolazione, la concordanza dei risultati sierologici con quelli effettuati sui tamponi di pazienti con sintomi. Lo studio prevede la possibilità di effettuare un secondo prelievo, a distanza di tempo, così da raccogliere ulteriori informazioni medico scientifiche sul comportamento degli anticorpi contro Sars-CoV2. Come già ribadito in passato, il direttore generale dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari, ha sottolineato l’importanza del progetto per “capire quali azioni di sanità pubblica intraprendere per contenere l’epidemia, ferme restando le misure precauzionali come il lavaggio frequente delle mani, il distanziamento sociale e l’uso delle mascherine».

«Oggi stiamo vivendo un 1 maggio sicuramente diverso, con i paesi desolatamente immersi nel silenzio, senza il rumore di macchinari e motoseghe di chi avrebbe voluto approfittare di questo fine settimana lungo per i lavori di manutenzione a case, boschi e orti, o per una bella gita fuori porta. In questi giorni sentiamo in continuazione parlare di avvio di una nuova fase, nella gestione dell’emergenza coronavirus: la cosiddetta 'fase-2' che ci dovrebbe permettere di allentare un poco le misure restrittive adottate per contrastare il picco dell'epidemia»-. Inizia così i messaggio rivolto dal Sindaco Attilio Maestri ai suoi cittadini dalla pagina del comune di Pieve di Bono Prezzo.

«Purtroppo non è tutto così chiaro come dovrebbe, - continua il sindaco - confesso che le difficoltà interpretative delle disposizioni che si incrociano tra governo e provincia rendono difficile anche esemplificare e dare corrette informazioni. Unica cosa certa è che non si passerà ad un "liberi tutti" e non sarà ancora possibile tornare alla normalità ante pandemia (se mai ci sarà la possibilità di tornare con le stesse condizioni). Capisco e condivido la difficoltà di trovarci ancora vincolati a divieti e prescrizioni ma, ricordo, lo stiamo facendo per tutelare noi stessi, per la nostra comunità e per il nostro futuro. Una delle possibilità, introdotta da qualche giorno, è quella delle brevi passeggiate entro i confini comunali, usiamola con coscienza e responsabilità.

A tal proposito, mi permetto di suggerire un piccolo passatempo per chi lo vuole fare e senza obblighi: l'attuale situazione non ci ha ancora permesso di attivare il servizio dell'Azione 19 per la manutenzione del verde; nei nostri paesi, su marciapiedi e spazi pubblici inizia a spuntare l'erba... Siamo intervenuti per questo, oltre che nel consueto spazzamento primaverile delle strade anche, in vista di una possibile riapertura, su alcuni parchi nelle frazioni, ma al momento non ci è possibile garantire una pulizia puntuale e costante di tutte le aree. 

Il regolamento comunale di "tutela del decoro e dell'igiene ambientale" prevede, peraltro, la possibilità di incentivare i cittadini a collaborare in questa azione.

Ecco la proposta: se ognuno pensasse, nel rispetto della sicurezza e del distanziamento sociale, alla pulizia di qualche decina di metri adiacente alla propria casa, avremmo sicuramente fatto più di metà dell'opera (naturalmente si parla stradine comunali e marciapiede nel centro abitato non di sentieri e strade di montagna). ?

Potrebbe essere l'occasione per occupare un po' di tempo dedicandolo alle nostre comunità ...e i nostri paesi, che torniamo a rendere un po' più vivi dopo quasi due mesi, ne trarrebbero un visibile e apprezzato beneficio.

Ringrazio in anticipo chi vorrà collaborare a questa iniziativa».

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