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Sat, Apr

BORGO CHIESE.  La comunità di Condino, già messa a dura prova  dal  coronavirus, perde per la stessa emergenza altri due   suoi concittadini. Nella sola giornata di oggi se ne sono andati all'Ospedale di Mezzolombardo Silvino Gambaini di 83 anni e al Tre Novembre di Tione  è stata la volta del sacrestano Ferruccio Tarolli alla soglia dei 70 anni.  

“I decessi  qui a Condino oramai non si contano più“ avverte il Beppe Leotti che di Silvino era non solo vicino di casa ma anche amico per aver militato nella Condinese quando l'onnipresente “Veleno” era presidente dello stesso sodalizio. Proprio la società della Condinese ha pubblicato oggi un messaggio di vicinanza: "Oggi è un giorno molto triste per noi, è scomparso Silvino Gambaini, figura indelebile della nostra società che ha dedicato una vita per la stessa. A parole è veramente difficile far capire quanto Silvino abbia dato per questa società. Ci sarebbe piaciuto poterti salutare con il giusto riconoscimento di stima, ma il momento storico che stiamo vivendo purtroppo non ce lo permette: ti promettiamo che andremo avanti seguendo il tuo esempio, come tu avresti voluto. Ci mancherai tanto Silvino, che la terra ti sia lieve ! Tutta la SS Condinese si stringe e si unisce al dolore della famiglia».

Lo storico numero 10, che di professione faceva il meccanico per auto e moto (officine Cassinelli a Storo prima e Silvietto Armani a Pieve di Bono poi), lascia due figli: Laura e Fausto.

 

La vita e la figura di Ferruccio Tarolli,  allora in forza come operaio alle Cartiere Trentine,  è ben diversa considerato che era contrassegnata dall’accostamento a campane, paramenti e borsa dell'elemosina ad ogni funzione sia in San Rocco che in Santa Maria.  Il reverendo arciprete sul sagrestano aggiunge:  “Salutiamo e consegniamo a Dio  un amico che ha servito la sua chiesa con generosità e bontà. Puntuale nel suo servizio e sempre disponibile. Uomo generoso dal cuore buono capace anche di commuoversi. La comunità intera lo saluta rimpiangendo la sua compagnia!"

Ferruccio, peraltro cugino del sindaco  di Borgo Chiese Claudio Pucci, lascia  la sorella Renata e mamma Clelia   che  vive   alla Casa di riposo Rosa dei Venti  e che solo ieri l'altro  aveva   compiuto 98 anni . 

 

BORGO CHIESE. Claudio Pucci è il sindaco di Borgo Chiese e da tempo ha detto di non essere disposto a succedere a se stesso nella prossima tornata elettorale. Ora il docente deve fronteggiare il fenomeno coronavirus nel proprio comune, il più problematico delle Giudicarie, in quanto di contagiati ne conta complessivamente 32  dieci in più di Pieve di Bono, un numero di poco inferiore a quello registrato in tutta la Val Rendena. Ma di fronte all'incalzante fenomeno il sindaco Pucci è non solo  impegnato e vicino ai tre paesi che formano il comune (Condino, Brione e Cimego) ma anche rassicurante. “Molti mi chiedono circa la situazione di Borgo Chiese e mi esternano la loro forte preoccupazione per i numeri dei contagi. Penso che l’alto numero sia dovuto al fatto che diversi casi nuovi sono legati a familiari di persone che sono risultate positive. Ma alla popolazione vorrei dire che più che guardare ai numeri si deve osservare le indicazioni che continuamente la Provincia Autonoma di Trento impartisce: Restare a casa. Questa è l’unica cosa che può tutelarci e può tutelare gli altri. Restare a casa non significa fare dei lavori che possono essere pericolosi (tagliare la legna o salire sul tetto o altro ancora) perché anche un piccolo infortunio in questo momento è un aggravio per il pronto soccorso degli ospedali già molto provati”.

Il primo cittadino aggiunge: “È un momento veramente difficile per tutti: non dobbiamo cadere nello sconforto ma neppure sentirci troppo sicuri. Insomma non dobbiamo  sottovalutare  il fenomeno  e  quindi  non abbassare la guardia. Dobbiamo aiutarci gli uni con gli altri attraverso il sostegno morale; fare comunità attraverso messaggi telefonici o telefonate ci aiuterà sicuramente. E voglio inviare il mio saluto agli ammalati e a quanti sono in quarantena”.

Verso coloro che per lavoro sono più esposti il professor Pucci non solo riconosce sforzo, coraggio e meriti ma non si stanca di ringraziarli per quanto hanno fatto e quanto ancora andranno a fare: “Colgo ancora l’occasione per ringraziarvi tutti per il modo encomiabile con cui affrontate la grave situazione. Vorrei ringraziare i medici e il personale sanitario, il personale del comune, i carabinieri effettivi e quelli che fanno parte  all'Associazione nazionale sezione Carlo Baldracchi, la Polizia Locale, Vigili del fuoco volontari, la farmacista e gli esercenti di Borgo Chiese nonché alpini ed ente Pro loco per la loro grande disponibilità per il fatto che tutti quanti mi stanno garantendo vicinanza e totale disponibilità” .

CONDINO. Con l'ausilio della motosega stava sfoltendo il tronco quando il ramo che stava tagliando lo ha investito. Il boscaiolo,  di origini straniere ma che lavora per conto di una ditta Toscana, è stato da subito soccorso e poco dopo trasferito con l'elicottero al Santa Chiara di Trento. Le sue condizioni al momento non sembrano essere gravi. 

Erano circa le 16 di oggi quando, poco a sud di Condino, si è verificato l'incidente. La zona di fatto è quella che fa da sponda tra la località Mon e lo stesso paese di Condino  dove la tempesta Vaia aveva sradicato una vasta area di abeti il cui recupero  è stato a sua volta demandato ad una ditta specializzata. Sul fatto sono in corso accertamenti da parte dei carabinieri di Condino che nel corso dell' azione di soccorso  erano affiancati dal corpo di polizia locale e dagli stessi pompieri coordinati dal comandante Roberto Pizzini.

“L'intervento – spiega l'ispettore distrettuale dei vigili del fuoco – rientra in  un progetto riguardante il recupero di schianti sul cui versante operavano una decina di uomini. Sono  stati proprio quest'ultimi ad allertare per primi i soccorsi. 

 

Questa sera, Venerdì 6 dicembre alle 20.45 presso la sala consiliare del municipio di Condino (Borgo Chiese) è in programma la presentazione di “La matematica dei sogni” di Francesca Torre. Ecco una breve descrizione del libro, nelle parole della stessa autrice: “E' un genere romance, che narra le vicende di Adele, una ragazza che per una serie di circostanze si trova costretta a ritornare al suo paese di infanzia, dal quale tempo prima è fuggita. Sarà nello scenario di un piccolo borgo del Trentino Alto Adige, con i suoi piccoli negozietti, antiche tradizioni erboristiche e storie di streghe e con l'aiuto di personaggi un po' bizzarri come zia Ines e magici come nonna Elsa, che la protagonista affronterà i propri conflitti e fantasmi interiori, per trasformare se stessa e la sua vita.

Un romanzo che vuole incoraggiare a cercare, non nella realtà circostante ma dentro se stessi, ciò che non va e che invita alla riscoperta di quel potere personale, che può condurci verso vette esistenziali inaspettate e meravigliose.

Dialoga con l’autrice Giacomo Radoani. Partecipazione libera e gratuita.

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