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"Bene il Super Ecobonus ma si può fare anche meglio": il Convegno a Condino con l'ex ministro Fraccaro

Borgo Chiese
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BORGO CHIESE. Il Super Ecobonus, la misura voluta dal Governo Conte per rilanciare il settore dell’edilizia in un ottica di compatibilità ambientale, è stato al centro del dibattito tenutosi nel Comune di Borgo Chiese lo scorso 9 aprile. “Ero presente sul palco in qualità di organizzatore e moderatore – scrive il Consigliere provinciale Alex Marini. - Assieme a me il deputato Riccardo Fraccaro, ideatore del Super Eco Bonus, l’ingegner Marco Loreti, il geometra Flavio Zanetti e il rappresentante dell’associazione Artigiani Trentino Luca Martinelli, che hanno fornito contributi tecnici di primo livello sulla questione del Super Ecobonus e su ciò che sarebbe necessario fare per migliorarlo ed estenderlo.”

 

 

Le questioni più significative trattate nel corso della serata:

 

Al febbraio 2022 gli interventi edilizi incentivati a livello nazionale erano 122.548, per investimenti ammessi a detrazione che ammontavano a 21,1 miliardi di euro e un totale di 23 miliardi di euro in detrazioni riconosciute. A livello di Regione Trentino-Alto Adige a febbraio 2022 effettuate 2.658 asseverazioni, salite a quota 3.242 nel mese di marzo. Fino a febbraio erano stati quindi riconosciuti investimenti per 540 milioni di euro, saliti a 655 milioni a fine marzo 2022. Per capire la dimensione di questi interventi si consideri che l’ultimo bilancio previsionale della Provincia di Trento ammonta in totale a 6 miliardi e 100 milioni di euro. Quindi lo Stato ha messo a disposizione dei residenti nella regione Trentino-Alto Adige cifre nell’ordine del 10% circa del bilancio provinciale di Trento. Per quanto riguarda gli effetti del Super Ecobonus sul settore edilizio provinciale, erano almeno 10 anni che in Trentino le imprese artigiane diminuivano sia per numero che per numero di addetti. Nel 2014 le imprese attive in Trentino nel settore dell’edilizia erano 7.396. Nel 2019 il loro numero era sceso a 6.632, ma grazie al Super Ecobonus la flessione si è arrestata e la tendenza invertita. Nel 2021 infatti le imprese edili attive trentine sono tornate a crescere arrivando al numero di 6.864. Un aumento del 3,4% dopo un solo anno dall’introduzione del Super Ecobonus. Ovviamente questo andamento si è riverberato sulla quantità di addetti operanti nel settore. Nel 2014 in Trentino erano 22.854. Nel 201921.104. Nel 202122.304, dando luogo ad un aumento di 1.200 addetti, pari a un aumento del +5,7%. Importante notare come il Super Ecobonus abbia avuto effetti positivi anche in tema di crescita delle aggregazioni di imprese, e abbia dato lavoro non solo per chi costruisce case ex novo ma anche per chi si occupa di ristrutturazioni ed efficientamento energetico degli edifici favorendo lo sviluppo di competenze integrate.

 

Il tema del costo dell’energia è e rimane decisivo, stiamo infatti assistendo a fortissimi rincari, ulteriormente acuiti, purtroppo, anche dalle terribili contingenze internazionali. Ancora dati. Nel 2019 il costo dell’energia nazionale era di 8 miliardi per l’industria salito a 21 miliardi nel 2021 e per il 2022 si stima che esso arriverà a 37 miliardi. Per quanto riguarda il Trentino, l’aumento stimato da Confindustria per il settore industriale è di 300 milioni per fine 2022.

Secondo i dati di Area, per le famiglie italiane dal 1 aprile 2021 al 30 marzo 2022 c’è stato un forte aumento del costo dell’energia elettrica e del gas, quantificabile nell’ordine medio del 65%. Nei 12 mesi presi in esame, una famiglia italiana media ha speso 820 euro per l’elettricità e 1560 euro per il gas. Una spesa di 334 euro in più di elettricità e 610 euro in più per il gas rispetto all’anno precedente, per un totale di poco inferiore ai 1.000 euro all’anno e a fronte della minaccia di ulteriori aumenti a seguito del protrarsi della guerra in Ucraina.

 

Flavio Zanetti, presente al convegno in qualità di esperto e membro del direttivo provinciale del Collegio dei geometri e dei geometri laureati della Provincia di Trento ha sottolineato che le categorie professionali chiedono che la politica metta un punto fermo sulla misura del Super Ecobonus 110%, garantendo certezze su cosa si intenda farne, prolungandola, oppure mettendole fine. Secondo Zanetti di certo si è trattato di una misura non solo economica ma anche ecologica, che ha saputo far compiere passi avanti importanti all’Italia in termini di crescita, mettendola in evidenza a livello europeo. Crescita abbinata a miglior efficienza energetica degli edifici, che richiedono meno energia per venire riscaldati perché in grado di mantenere meglio il calore, con conseguenti benefici in termini di spesa e di emissioni di gas climalteranti. Il vecchio sistema degli incentivi favoriva interventi a spot, il Super Ecobonus invece interviene sul sistema casa nel suo complesso migliorandone l’efficienza.

 

Marco Loreti, ingegnere esperto in sistemi di riscaldamento integrati ha portato all’attenzione del pubblico il caso di studio rappresentato dagli effetti avuti dal Super Ecobonus su una ditta locale che si occupa di sistemi di riscaldamento avanzati. Nel 2021 l’impresa in questione ha venduto 162 impianti grazie al Superbonus, per un valore medio a fornitura di 9.880 euro cadauna. La potenza media di generazione di questi 162 impianti è stata di 10 kW, per il 70% essi sono stati destinati ad abitazioni unifamiliari e per il restante 30% a condomini. Per la maggior parte (78%) si è trattato di sistemi ibridi.Il beneficio stimato di questi interventi si quantifica in circa 1.134.000 kWh all’anno. A fronte di una durata di vita media degli impianti di 15 anni, si verificherà una riduzione complessiva di 17 milioni di kWh, che equivalgono all’incirca a 1,8 milioni di metri cubi di metano risparmiati. L’efficientamento energetico dunque aiuta a evitare sprechi riducendo i costi e allo stesso tempo consente di ridurre le emissioni dannose, contribuendo al contrasto al cambiamento climatico e al miglioramento delle condizioni ambientali. Se una piccola impresa è in grado di produrre questi numeri, si immagini l’effetto che il super Ecobonus ha avuto e sta avendo a livello nazionale. Per quanto positiva, secondo Loreti la norma sul Super Ecobonus potrebbe essere ulteriormente migliorata, ad esempio istituendo un organismo unico sulle detrazioni che coordini Agenzia delle Entrate, ENEA; Ministeri dell’Ambiente e delle Attività produttive e tutti gli enti locali di riferimento. In modo da poter fornire la miglior risposta possibile in tempi rapidi ai soggetti interessati a mettere in atto azioni di efficientamento energetico.

 

Luca Marinelli dell’Associazione Artigiani di Trento ha proposto un’analisi dell’impatto economico-finanziario del Super Ecobonus 110%. I profili considerati sono stati il gettito fiscale nei confronti dello Stato, il saldo netto per cittadini e condomini, il risultato in termini di benefici a favore delle imprese e dell’occupazione. Per quanto riguarda il primo fattore, col Superbonus IVA, IRES e IRPEF hanno prodotto entrate per 19,2 miliardi di euro, a fronte di minori entrate per lo Stato quantificabili in 31,4 miliardi di euro dovute ai benefici concessi. Sono aumentate anche le entrate derivanti dalla matrice di contabilità sociale, cioè i benefici conseguiti da lavoratori e famiglie (+2,2 miliardi di euro). Minore invece il gettito derivante dai risparmi sui consumi energetici (-1,2 miliardi). Nel complesso la stima complessiva dell’impatto del Superbonus 110% sul gettito fiscale si attesta dunque a -11,2 miliardi di euro. Il risultato economico per famiglie e condomini è composto dalla spesa sostenuta per le opere realizzate, dalle detrazioni ottenute che riducono le uscite in termini di tassazione, dal risparmio ottenuto sulle bollette energetiche. Nel complesso il Superbonus ha prodotto una spesa per gli investitori di 16,9 miliardi di euro. Molto positivi invece gli effetti del Super Ecobonus su imprese e lavoro. L’aumento di fatturato per le opere realizzate è stato di 51,242 miliardi nel solo 2021, un dato di tutto rispetto se confrontato con la media precedente di 28,254 miliardi. Per quanto riguarda l’occupazione invece, col Superbonus nel 2021 ci sono stati 764.943 occupati a fronte di una media 421.770). Nel complesso gli effetti del Super Bonus su imprese e lavoratori sono stati positivi per 32 miliardi di euro. Nel complesso questi dati danno il seguente quadro d’insieme. Minore gettito fiscale per 11,203 miliardi di euro. Minori risorse per gli investitori per 16,859 miliardi di euro. Maggiori risorse per imprese e lavoratori quantificabili in 32,037 miliardi di euro. La stima degli effetti complessivi del Super Ecobonus 110% risulta quindi positiva per 3,975 miliardi di euro. Il tutto a prescindere dai benefici ambientali conseguiti e da altri fattori non presi in considerazione, ad esempio l’aumento del valore degli immobili a favore degli investitori, la crescita delle entrate da IMIS, il miglioramento del rapporto Deficit/PIL grazie alla crescita del secondo, ecc.

 

L’ex sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Riccardo Fraccaro, ideatore della norma sul Super Ecobonus, ha invece allargato il campo al tema dell’energia, sottolineando come i recenti, drammatici sviluppi, abbiano reso attuale, tangibile ed accettabile nella coscienza collettiva la necessità di un cambio di paradigma, spostandoci dalla centralità delle fonti fossili a quella delle fonti rinnovabili. Nel male, dunque, un bene. Si tratta, ha detto Fraccaro, di una necessità avvertita a maggior ragione nel momento in cui si palesa la dipendenza energetica nazionale da oligarchi, dittatori e più in generale da Stati esteri con interessi divergenti dal nostro. Da questo la necessità di ampliare la portata delle risorse nazionali. Fortunatamente oggi esiste la tecnologia per permettere a ciascuna famiglia di produrre e condividere l’energia, liberando il Paese da dipendenze esterne. Questo vale per le famiglie, che autoproducendo il proprio fabbisogno energetico saranno più libere, ma anche per le imprese, che con un peso minore della bolletta energetica risulteranno più competitive. Il tutto porterà riflessi positivi sulla società, che diverrà più ricca e più libera allo stesso tempo. Per Fraccaro il Super Ecobonus è stato prodromico proprio a questi sviluppi potenziali. Il ruolo dello Stato è di essere garante della stabilità degli investimenti privati, garantendo loro respiro e prospettiva. È quanto è avvenuto, ad esempio, con la cessione del credito d’imposta propria del Super Ecobonus. La cosa incredibile è che lo Stato sia riuscito a mettere in atto il meccanismo per le famiglie ma non per le imprese. Si potrebbe invece fare molto di più. Ad esempio lo Stato potrebbe installare a spese proprie impianti fotovoltaici sui capannoni industriali, concedendo in cambio ai privati un ritorno in termini di energia gratuita, trattenendone una parte per sé e quindi ripagando in tempi brevi l’investimento. Non debito, dunque, ma investimento sul tessuto produttivo del Paese. La potenzialità è enorme. Secondo gli studi infatti solo sfruttando gli spazi edificati ancora disponibili si potrebbe ottenere una potenzialità di 80 Giga Watt (un Giga Watt equivale a più di 3 milioni di pannelli fotovoltaici…), senza consumare un solo metro di terreno.

 

Il Super Ecobonus 110% è stato ed è solo un passo nella direzione giusta, ma molti altri possono e dovranno seguire se si vorrà liberare il Paese Italia dai tanti vincoli che lo opprimono producendo benessere diffuso a favore di tutti i cittadini e di tutte le imprese.