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Sat, Jun

"Intendiamo portare avanti iniziative serie” Le parole del Gruppo Caré di Bagolino sull'area ex Maffei di Darzo

Borgo Chiese
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DARZO. L’area è di circa sedici mila metri quadrati e sino ad una ventina di anni fa dentro quel vasto conoide abbandonato e dislocato a sud di Darzo operava la Mineraria Maffei, a suo tempo riconducibile all’ingegnere Italo. Si ricorda quel professionista, originario di Introppio nel varesotto con casa a Trento a due passi dalla stazione ferroviaria, anche perché era stato sequestrato e poi liberato - sembra dietro riscatto - in Sardegna.

Fino a tre mesi fa il complesso era appartenuto alla Minerali Industriali con sede a Novara, contiene tuttora un capitello votivo ed è stato rilevato dal Gruppo Caré di Bagolino. Gli imprenditori sono già proprietari in quelle stesse parti di un rustico e nel complesso delle consociate danno lavoro ad una quindicina di dipendenti, stanno oggi valutando il da farsi: c’è chi parla di un residence e chi intravede un’area commerciale.

Appena sottoscritto il preliminare d’acquisto, tre mesi fa proprio davanti a quel segno votivo – avverte il capofila Diego - io e la mia famiglia ci siamo riuniti e abbiamo acceso un cero. Questo per dimostrare e far comprendere che su quello spiazzo, che va anche al di là della statale, noi intendiamo portare avanti e sviluppare nel tempo iniziative serie”.

 

 

Ad estrarre minerale dalle montagne di Darzo ancor prima dei Maffei si era insediata la Corna & Sigma Baritina, il complesso ha ora come referente la famiglia Tanghetti che al momento conta un numero di dipendenti quante le dita di una mano .

Statisticamente parlando – dice facendo mente locale Angelo Delaidini che ha trascorso una vita come dirigente alla Corna di Piero Corna Pellegrini – a Marigole operava la Baritina, in val Cornera i Maffei poi estesi pure anche su Giustino e Campo Trentino nonché Felice Cima a Paèr. Sommando le varie realtà di quell’epoca erano almeno 130 le persone che in quegli anni estraevano e lavavano barite in territorio di Darzo. A questi vanno aggiunti trasportatori e ditte esterne e si è subito ad oltre 160 170”.

Con l’operazione Minerali Industriali – Carè si chiude di fatto un’epoca che per oltre un secolo ha creato un rilevante polo lavorativo in quel di Darzo, la concentrazione di uomini e mezzi ha fatto storia e lasciato il segno.