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Sat, Apr

STORO.  Da tempo non stava  bene  e con frequenza sottostava a ripetute terapie al Santa Chiara che raggiungeva a giorni alterni in autobus. Gianni Grassi se n'è andato in silenzio ma lasciando un vuoto in molte realtà storesi da lui vissute e portate avanti in prima persona. Quell'omone, con casa e uffici a Spenigòl, lascia la moglie Luisa e quattro figli:  Paola, Fausta, Chiara e Claudio quest'ultimo un tempo anche allenatore del Calciochiese.

Negli anni 80 Gianni Grassi, deceduto ieri all'età di 79 anni,  dentro le varie istituzioni storesi c’era stato sempre da protagonista: prima consigliere di minoranza e poi vice sindaco e dentro il cda della Rurale; la sua figura era anche emersa sia nello sport che negli alpini dove era stato capo gruppo per oltre  quindici anni. All’epoca vicino alla Settaurense e successivamente dentro lo stesso casato  biancoverde (1968) aveva  portato la pallavolo. Allora si giocava  alle Piane su campi di cemento a cielo aperto e con magliette di lana a forma di canottiere. L'entusiasmo era grande (come lui) e i risultati furono subito incoraggianti tanto da portare la Pallavolo Settaurense tra le più interessanti realtà regionali.

Ma Gianni, come  anticipato, non  si era limitato a sport e alpini: nella vita amministrativa aveva espletato il ruolo di secondo  dell'allora sindaco di Storo Fiorindo Malfer.  

Quell'omone, assieme al fratello Giacomino aveva professionalmente creato la Grassi Costruzioni che, sulle orme di papà Enrico, negli anni sessanta a Madonna  di Campiglio e Passo Carlo Magno aveva realizzato  prima l'hotel Savoia e  poi palazzine e condomini. In  una di quelle stagioni il “gigante buono”  era riuscito a traghettare per un giorno alle Piane di  Storo anche il mitico Gianni Rivera. 

Mercoledì  alle 14,30 l'orazione funebre nell'area cimiteriale adiacente la cappella di Sant'Andrea.

 

Qui sotto le riprese fatte da Gianni grassi in occasione dell'arrivo di Gianni Rivera a Storo.

 

Lutto nel clero altoatesino e trentino per la scomparsa a 84 anni di don Salvatore Tonini, spirato ieri sera all'ospedale di Bolzano dove era ricoverato per il Covid-19 coronavirus. Don Tonini, nativo di Storo, fu prima cooperatore a Bolzano e per 19 anni parroco a Sinigo. Sarà sepolto a Storo.

"Don Salvatore - sottolinea il vescovo Ivo Muser - era una persona e un sacerdote autentico e amabile. Sempre con grande disponibilità si è fatto carico dei compiti assegnatigli nella nostra diocesi. Ancora nel nostro ultimo incontro mi aveva detto: dove c'è bisogno di me e per quanto posso, vorrei fornire il mio piccolo contributo." Monsignor Muser ricorda don Salvatore come persona permeata della spiritualità del Movimento dei focolari, "un sacerdote sempre impegnato a cercare e a vivere l'unità. Negli ultimi anni guardava con gratitudine e in pace a quella che è stata la sua vita

 

STORO. Da  qualche anno a questa parte Giovanni Monticelli non stava  bene e ieri l'altro, all'età di 80 anni, è deceduto. I suoi due figli Paolo e Adriano assieme a mamma Silvia e alla primogemita Lucia lo rimpiangono dopo essergli stati vicini con dedizione.

Un uomo dotato di grande professionalità e scrupolosità: dietro la betoniera, e con malta e forati ha fatto davvero scuola.  Tra le realizzazioni  murarie che rimarranno sicuramente nella storia di Storo la villa del compianto medico Mario Delaiti creata su una porzione di terreno che fa da terrazzo sul paese.

Per una infinità di decenni  Giovanni (in una foto di repertorio), dopo essersi formato alle Capanelle,  aveva militato  tra  i vigili del fuoco volontari di Storo come capo squadra. Erano gli anni in cui il corpo si ispirava a Domenico Malcotti e faceva riferimento ai comandanti Giovanni Parolari prima e Salvatore Stagnolli poi.

Ieri a Storo, dove si è tenuta in forma strettamente riservata la funzione funebre, l’estremo saluto.   

 

«Mi è stato segnalato che a Storo ci sono ancora imprese in piena produzione. Gli operai sono preoccupati e con loro anche molti cittadini. Mi appello alla responsabilità degli imprenditori locali. Se non si tratta di produzioni di carattere strategico e se non si è certi di avere impiegato tutte le misure sanitarie e precauzionali necessarie a garantire la salute dei dipendenti, il mio invito è di procedere senza esitazioni alla sospensione dell'attività in attesa di capire come si svilupperà l'emergenza.

Ricordo a tutti come nelle imprese storesi ci siano lavoratori di Condino, una zona dove purtroppo il coronavirus si è dimostrato molto attivo, ma anche lavoratori provenienti dalla vicina Lombardia, dove la situazione come sappiamo tutti è ormai drammatica. Tenendo aperti gli impianti a prescindere si favorisce la trasmissione del virus e si mette a rischio la salute dell'intera cittadinanza. Facciamo uno sforzo tutti insieme e chiudiamo ora per ripartire più forti di prima appena quest'emergenza sarà stata superata!». Questo il messaggio del consigliere provinciale Alex Marini

 

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