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Thu, Feb

L’impresa della Val di Non si è aggiudicata l’immobile produttivo messo a bando da Trentino Sviluppo. In Val del Chiese un nuovo centro avanzato per i sistemi di fissaggio

 

Nuovo lavoro a Storo, grazie alla Famiglia Ghezzi. La storica impresa Trafileria Punteria Ghezzi, con sede a Ville D’Anaunia e Predaia, in Val di Non, aprirà in Val del Chiese il quarto stabilimento produttivo dedicato alla produzione dei sistemi di fissaggio. Nello specifico verranno prodotti punti metallici per pallet ed imballaggi speciali in legno, un prodotto che tutt’ora viene importato dall’estero ma che in prospettiva, anche a seguito delle restrizioni conseguenti alla pandemia, diventa strategico per l’azienda produrre in loco. L’accordo siglato con Provincia e Trentino Sviluppo prevede significative ricadute sul piano occupazionale. Sono almeno 22, entro un anno, i lavoratori che l’azienda Ghezzi si impegna ad assumere, con priorità agli ex dipendenti di Waris e Lincoln Electric che durante il proprio percorso professionale hanno acquisito importanti competenze in questo settore. In termini di filiera si stima che saranno almeno una decina le aziende elettroniche e meccaniche della Valle del Chiese che verranno coinvolte nell’indotto. L’operazione rappresenta infine un’importante chiave di volta nello sviluppo dell’azienda Ghezzi, che di fatto aumenta i propri addetti e punta quasi a triplicare, a regime, il proprio fatturato, passando dagli attuali 20 ai 50 milioni di euro l’anno.

 

 

A pochi giorni dalla firma del protocollo d’intesa con Fonderia Marchesi, Trentino Sviluppo e la Provincia chiudono un’altra importante operazione per la salvaguardia dell’occupazione e il potenziamento della filiera metalmeccanica in Valle del Chiese.

Protagonista è questa volta Ghezzi, storica azienda della Val di Non che si prepara ad aprire una quarta unità produttiva a Storo, nel compendio industriale messo a bando da Trentino Sviluppo a fine 2020.
«Contribuire alla rimessa in circolo di un immobile produttivo dismesso – commenta Achille Spinelli, assessore allo Sviluppo economico, ricerca e lavoro della Provincia autonoma di Trento – è sempre una soddisfazione, soprattutto quando si interviene su un territorio duramente colpito dalla crisi come quello della Valle del Chiese. Sicuramente, l’arrivo di nuove aziende rafforza l’indotto e aiuta ad evitare lo spopolamento, favorendo il mantenimento del know-how locale e costruendo nuove professionalità tra i giovani della zona».

Tra i dipendenti della Lincoln ci sono infatti importanti competenze e manualità nell’ambito della trafilatura, che sono funzionali a quelle richieste dall’azienda Ghezzi. Lo stesso si può dire dei tecnici, progettisti meccanici e chimici della Waris, altra fabbrica chiusa da poco. Già alcuni degli ex addetti Lincoln sono stati assunti da Ghezzi e proprio in questi primi mesi dell’anno stanno seguendo un training formativo nello stabilimento principale a Ville D’Anaunia.
«La soluzione dell’immobile che un tempo ospitava la Lowara – spiega il titolare Ezio Ghezzi – si è delineata dopo che la Lincoln ha chiuso alla possibilità di acquisire il loro immobile completo di macchinari che potevano essere da noi riutilizzati fin da subito. Abbiamo scelto di guardare con attenzione alla Valle del Chiese perché in quel territorio c’è un bacino di professionalità interessante e per noi necessario.

«Alle preziose competenze della manodopera – aggiunge Ghezzi – si aggiunge l’ottimo stato in cui abbiamo trovato il compendio ex Lowara, già praticamente pronto all’uso».
Con lo stabilimento di Storo a regime, Ghezzi si aspetta infatti di raddoppiare il numero dei propri dipendenti e di triplicare i fatturati, passando dagli attuali 20 ai 50 milioni di euro l’anno. A giocare un ruolo importante nella ratifica dell’accordo sono stati gli effetti della pandemia. Trafileria Punteria Ghezzi, infatti, importa ogni anno dall’estero un centinaio di container di punti metallici per diverse applicazioni. L’arrivo del Covid ha però causato disguidi e ritardi nelle importazioni, tanto da convincere il board dell’azienda ad internalizzare la produzione di questo prodotto, avviando appunto una nuova unità produttiva a Storo.
Il progetto consiste nel trasformare lo storico sito produttivo in un moderno centro di ricerca, innovazione e produzione sulla trafilatura e stampaggio di punti metallici, dove sviluppare nuovi processi e macchinari.



STORO. In questi giorni il servizio gestione strade della Provincia si sta mettendo all'opera per mettere in sicurezza la SP241 nel tratto che va dall'abitato di Riccomassimo al confine regionale di Ponte Prise.

 

Si tratta di un intervento atteso da fin troppo tempo che il M5S trentino ha sollecitato con forza negli ultimi anni, presentando un'interrogazione nell'aprile del 2019, quindi una proposta di ordine del giorno, inspiegabilmente bocciata dalla maggioranza, nel dicembre 2020 e infine un'altra interrogazione il 4 febbraio scorso. A forza di insistere e di fare presenti le tante criticità di quel tratto stradale, dotato di protezioni corrose dalla ruggine del tutto inadatte a garantire la sicurezza degli automobilisti, alla fine qualcosa si è mosso ai piani alti della Provincia ed è stato dato il via libera al servizio strade provinciale per interventi di sistemazione urgenti che andranno dal 15 al 26 febbraio.

 

Inutile dire che siamo molto soddisfatti per uno sviluppo che servirà a garantire la sicurezza dei cittadini che ogni giorno viaggiano su quella strada, sia per raggiungere Bagolino che per recarsi alle località montane appartenenti a Lodrone di Storo. La speranza è che oltre agli interventi urgenti che verranno messi in cantiere si proceda anche a valutare un allargamento dei tratti più stretti, collaborando con gli enti locali lombardi in modo da garantire una alternativa decente agli altri percorsi stradali, che come noto sono funestati da problemi, a partire dalla scabrosa situazione dei ponti sul Caffaro per finire con i tanto attesi e non ancora realizzati interventi di semplificazione stradale lungo tutta la Val Sabbia.

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Alex Marini (M5S)

Consigliere Provincia Autonoma di Trento

 

 

 

STORO. A Storo il mercato del sabato proprio non riesce ad approdare. Al massino le bancarelle sono quattro di cui due (biancheria e formaggi) provenienti della Valsabbia. Qualcuno ipotizza di traslocare il tutto nella zona di una volta – per intendersi Farmacia Fusi e oreficeria Moneghini - ma al momento non ci sono conferme. La questione è comunque al vaglio del nuovo sindaco Nicola Zontini il quale ha già intrapreso un'operazione ascolto sia tra la gente che tra gli stessi ambulanti.

 

 

 

I soli ad avere un buon seguito sono i verdurai Borghini di Ledro (Lucia & Adolfo) la cui bancarella non riscontra cedimenti. Anzi sono comunque sempre loro a fare la differenza e ad infoltire di gente la piazza. “ Noi siamo presenti il martedì a Ponte Caffaro, giovedì a Borgo Chiese e il giorno dopo a Pieve di Bono e Ledro ma Storo continua ad onorarsi” dicono i due.

 

 

 

Cosa del tutto diversa il martedì mattina sempre a Storo dove nei pressi del Ponte di Ca Rossa la Rosticceria - Gastronomia Fabrizio fa davvero il pieno tanto che è d'obbligo prenotarsi. Il giorno successivo a Storo, Fabrizio e le sue donne sono a Pinzolo, il giovedì a Mori, venerdì a Zambana e il sabato a Spiazzo mentre di lunedì si lavora su Tione.

 

Guardi – diceva proprio ieri una signora – con quanto spende mio figlio per una pizza, birra e caffè noi da Fabrizio mangiamo in quattro bene e in maniera abbondante.”

 

 

 

Appuntamento domenica 7 febbraio dalle 11 su Canale 5 dove ritornano Le Storie di Melaverde. Al centro dell'attenzione la Valle del Chiese e Storo, con la tradizione di granoturco, polenta e dolci tipici.

 

 

Edoardo Raspelli racconta di nuovo , innanzitutto, di un posto molto bello, la Valle del Chiese, una valle molto grande nel Trentino sud occidentale. Una valle dove, da un po’ di anni ormai, si è avverato un piccolo miracolo agricolo. Si è partiti dal recupero di una antica varietà nostrana di granoturco, rosso, rustico, dal quale deriva una farina eccezionale, utilizzata per tanti usi gastronomici. E lì dove l’agricoltura funziona e la terra rende, c’è lo spazio e la voglia anche di sperimentare e tentare cose nuove.

 

Ecco allora arrivare sulla scia del mais, un altro cereale che può dare ancora qualcosa di più a questo territorio: il grano. Si racconterà la storia di un luogo, dietro la quale, come sempre c’è sempre un’altra storia : quella di persone, di uomini e donne che hanno creduto in un progetto comune. Si vedrà il granoturco di Storo usato in tanti modi, dalla classica polenta alla sua trasformazione in gallette, ai diversi utilizzi che se ne possono fare anche in pasticceria. Si parlerà anche di come si coltiva e si raccoglie il granoturco e questa particolare varietà di grano locale. E poi, tante curiosità, sapori e notizie da non perdere.

 

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