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"I tamponi si fanno ai calciatori, ma mancano per i sanitari". L'appello degli infermieri trentini: "Servono più tamponi e protezioni"

In Trentino
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"A calciatori e politici i tamponi si fanno, ai sanitari no". Nel pieno dell'emergenza da Covid-19 arriva la denuncia degli infermieri trentini.

La categoria si trova infatti in prima linea nella gestione dei pazienti e i suoi operatori sono a forte rischio come dimostrano i numeri su scala nazionale.

"I dati forniti globalmente dall'Isitituto Superiore di Sanità parlano già di oltre 2200 operatori contagiati - dichiara il coordinatore di "Nursing Up" Cesare Hoffer - vogliamo sapere anche i dati relativi alla Provincia di Trento".

L'unica soluzione sarebbe effettuare test diffusi per chi è sul campo: "Vogliamo che il personale venuto in contatto con pazienti positivi - continua il coordinatore trentino - sia sottoposto immediatamente al tampone".

C'è poi la diffusa carenza di mascherine, guanti, camici e di tutte le barriere che servono a prevenire il contagio. Un problema che non lascia indenne il Trentino: "Ci giungono continue segnalazioni dai nostri colleghi che lamentano una distribuzione razionata di materiale e sono preoccupati di non avere una idonea quantità di Dispositivi di protezione, chiediamo alla Provincia di impegnarsi nel reperire sul mercato mondiale ogni tipo di Dispositivo di protezione Individuale".

Secondo gli infermieri insomma, è necessario attivarsi fin da subito per tutelare la salute dei sanitari e scongiurare ulteriori defezioni tra chi è impegnato a combattere il virus fianco a fianco ai malati: "Non si può certo pensare di affrontare quest'emergenza globale a danno della salute degli infermieri e dei professionisti sanitari, perché in un momento come questo chi mette a rischio gli infermieri danneggia anche i cittadini".

Fonte TGR