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A Tione e Storo “Stracci di pace” e sit in: Emergency Giudicarie dice no alla guerra

Giudicarie
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Se vuoi la pace, prepara la pace”: sabato 26 marzo alle 16.30 Emergency sarà in tutte le piazze d'Italia per chiedere la fine del conflitto tra Russia e Ucraina. Anche i volontari del Gruppo Giudicarie lo saranno. Dalle 16.30 alle 19.00, in via della Conciliazione a Storo e in piazza Cesare Battisti a Tione, saranno presenti per distribuire “stracci di pace” e dire NO alla guerra, alle armi e alla violenza

 

TIONE – STORO. Lenzuola o pezzi di stoffa bianchi e pennarelli rossi alla mano, tutti potranno partecipare al sit in organizzato da EMERGENCY sabato 26 marzo alle ore 16.30 per manifestare contro la guerra in Ucraina e a favore della pace e dei diritti umani.

In quest’occasione, un grande lenzuolo bianco sarà diviso in tanti piccoli lembi, “stracci di pace”, siglati con il logo rosso dell’associazione che saranno distribuiti ai presenti.

 

Stracci di pace” da indossare annodati al polso o da appendere ovunque, alla borsa, al balcone, al guinzaglio del cane, all’antenna della macchina, al passeggino, alla cartella di scuola per dar voce a chi rifiuta la guerra. Questo gesto simbolico, nato nel 2001 in occasione della guerra in Afghanistan, vuole ricordare ancora una volta che la guerra non è mai giusta, necessaria e inevitabile. Un semplice pezzo di stoffa bianca per ribadire che le vittime civili sono le prime vittime di qualsiasi guerra.

 

 

In allegato il MANIFESTO

Il 24 febbraio la Russia invade l’Ucraina riportando la guerra nel cuore dell’Europa.

La risposta immediata che arriva da chi ci governa è inviare armi all’Ucraina. Noi pensiamo che inviare armi non serva a riportare la pace, ma solo ad aumentare la violenza e il numero delle vittime.

Ancora una volta, chi governa pensa che la guerra sia l’unica soluzione.

Ci dice che la guerra può essere “giusta”, “necessaria”, e “inevitabile”: non è vero, non esistono guerre giuste, la guerra appare inevitabile solo a chi non ha fatto nulla per evitarla con i negoziati e la diplomazia.

Ci dice che la guerra può essere “umanitaria”: non è vero, la guerra porta sempre morte e distruzione, è la negazione dell’umanità.

Ci dice che le spese militari sono necessarie a mantenere la sicurezza: non è vero, negli ultimi 20 anni sono più che raddoppiate ma non viviamo in un mondo più sicuro. Per poter sperare in un futuro migliore, quei soldi andrebbero investiti in ospedali, scuole, lavoro, pensioni.

Ci dice che la guerra serve a costruire la pace: non è vero, solo la pratica dei diritti umani può costruire la pace.  

Non ci dice mai, invece, che i civili sono le prime vittime della guerra, di qualsiasi guerra.

I cittadini del mondo sanno benissimo che la guerra è il problema, e non la soluzione, ma spesso non hanno voce.

Per questo motivo vogliamo dare voce a chi non ce l’ha: con un semplice pezzo di stoffa bianca, uno “straccio di pace”. Appeso allo zaino, al balcone, legato al guinzaglio del cane, all’antenna della macchina, al passeggino del bambino, alla cartella di scuola… un modo semplice e immediato per esprimere il nostro ripudio della guerra, del terrorismo, della violenza.