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Sospetto uso di sostanze illecite sui trasporti scolastici della Rendena. Affrontiamo il problema ma non creiamo allarmismo. Le repliche di Freschi e Samaden alle dichiarazioni di Petrolli della Uil

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Al comunicato di Petrolli della Uil «Gli autisti delle corriere della Rendena annebbiati dai fumi dei ragazzi drogati” rispondono oggi Maurizio Freschi, Presidente della Consulta provinciale dei genitori, e il dottor Federico Samaden, Presidente Fondazione Franco Demarchi. Nei loro interventi non si vuole sminuire il problema dell’uso di sostanze stupefacenti nei giovani ma si chiede di affrontare il problema con serietà senza creare allarmismi.

 

 

«In riferimento agli articoli usciti sulla stampa, pur apprezzando che si stia ponendo attenzione su un tema molto importante per la salute dei ragazzi, spiace riscontrare approssimazione e superficialità nella modalità di trattazione e ciò ha generato più allarmismo che spunti utili ad affrontare il problema» chiarisce Maurizio Freschi che aggiunge: «Condividendo la necessità di una maggiore attenzione da parte di tutte le componenti del sistema, in primis dei genitori sui propri figli, per vigilare sulla diffusione di sostanze che possono avere effetti estremamente dannosi sul fisico e sulla vita dei ragazzi, sarebbe opportuno che questa maggiore attenzione venga però esercitata cercando di evitare di affrontare un problema sollevandone un altro, come si può evincere dall’affermazione del comunicato che sottolineando la pericolosità di una sostanza sminuendo quella di altre finisce con trasmettere un involontario messaggio di assoluzione e scarsa pericolosità di queste ultime.

Dichiarare inoltre di aver acquisito queste informazioni direttamente dai ragazzi non fa altro che creare più problemi di quelli che si vorrebbero risolvere, da un lato si rischia di scatenare tra loro una “caccia alle streghe“ nei confronti dei possibili delatori, da un altro si trasmette il messaggio di una possibile attività investigativa autonoma da parte dell’autista che avrebbe invece dovuto delegare alle autorità competenti specificatamente formate e preposte a tale compito, infine si crea allarmismo e timore nelle famiglie trasmettendo un messaggio di insicurezza nel servizio pubblico.

Su questo tema più che la sola comunicazione mediatica sarebbero forse stati maggiormente utili dei controlli da parte delle autorità competenti nelle aree di assembramento degli studenti per confermare e valutare correttamente l’entità del problema».

 

Non molto distante la replica al comunicato della Uil di Federico Samaden.

«Sono da oltre 40 anni immerso nel tema delle droghe e della povertà educativa, - esordisce il Presidente Fondazione Franco Demarchi -non ho la presunzione di avere la verità in tasca, ma almeno alcune cose reputo necessario dirle di fronte a tanta disinformazione.

 

1) quale possa essere la “nube di fumo” che avvolge l’ignaro guidatore non si capisce, visto che la eroina si fuma mettendola su una stagnola e scaldandola, per poi aspirarla senza altra combustione.

2) quale tecnica diabolica si debba mettere in campo per fare questa operazione su un autobus in movimento, e in prima fila, appare oltremodo un mistero. Chiunque comunque riesca a fare questo è un vero giocoliere.

3) che si specifichi che le presunte droghe usate “non sono erba, fumo, o droghe leggere” bensì eroina, trasmette l’ennesima truffa ai danni dei nostri figli. Come dire che se fossero state “fumo, erba o droghe leggere” il problema non sarebbe esistito….

4) che tutto questo avvenga sulla base di un “sentito dire”, senza alcuna prova, mettendo in panico molte famiglie già abbondantemente immerse nella paura, mi pare poco utile, molto avventato e socialmente pericoloso.

5) che si usi la comunicazione sulla stampa e non quella più corretta alle forze dell’ordine, lasciando poi a loro gli approfondimenti dovuti, è l’ennesimo colpevole errore.

Che un sindacato faccia una siffatta comunicazione, vero e proprio concentrato di leggerezza e disattenzione educativa, mi pare grave. Siamo messi male, ma molto molto male.

 

N.b. non intendo minimizzare il problema di fondo, cioè quello dell’uso delle sostanze da parte dei ragazzi fin dalla giovane età. Ma credo che, se lo vogliamo (e lo dobbiamo!) affrontare seriamente, tutto possiamo fare tranne continuare a permettere tali comunicazioni confuse e fuorvianti».