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Mon, Aug

La petizione online per riaprire le RSA: basta una firma! La lettera di Martina Turri e Alessandra Carli

Pinzolo
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Una petizione online per la riapertura delle RSA: basta una firma (clicca qui per aderire)! Arriva il grido dei parenti di alcuni ospiti della RSA di Pinzolo, sono Martina Turri e Alessandra Carli. Di seguito la loro lettera che invita la popolazione ad aderire all'iniziativa. Le firme sono già più di 750.

 

 

 

Egregi Signori,

portiamo alla Vostra cortese attenzione con questa lettera il grido soffocato di molte famiglie che da più di un anno vivono la separazione dai propri famigliari ospiti di RSA.

 

Alla luce dello studio recentemente presentato dal dott. Dal Bosco in data 8 aprile 2021, rispetto all’analisi degli effetti dopo la riapertura a inizio marzo 2021 delle visite in presenza nelle quattro RSA pilota di Nomi, Povo, Avio e Cavedine, risulta inaccettabile il rapporto tra l’attuale rischio biologico di contagio verso gli effetti deleteri del perdurare della separazione tra gli ospiti delle strutture e i loro affetti.

 

Dallo studio emerge in primis che la riapertura in sicurezza si può fare e funziona. Sono evidenti i dati di un nuovo e diffuso sentimento di sollievo a seguito dell’apertura alle visite e di una drastica diminuzione delle problematiche che hanno riguardato in particolar modo la prima fase della pandemia (fase sicuramente molto difficile e con degli effettivi rischi biologici elevati), ma che si sono ripresentate anche con la frustrazione delle visite con barriere.

 

Si legge che la chiusura (o l’apertura con il medium artificiale) va a braccetto con disturbi comportamentali, dell’alimentazione, dell’umore, dell’alternanza sonno-veglia, stress, depressione, senso di abbandono, lasciarsi andare. Si capisce che se da una parte le strutture hanno fatto di tutto per garantire innanzitutto la sicurezza degli ospiti e i loro bisogni primari, e per questo va rivolto grande encomio, dall’altra l’isolamento con l’esterno ha portato ad una sterilizzazione della dimensione affettiva, relazionale e dunque umana.

 

Scrive a tal proposito lo psichiatra Carlo Andrea Robotti del “distacco da un mondo che era vita, solo perché popolato di affetti vivi e con le persone con cui hanno vissuto e con le quali devono poter continuare a vivere di emozioni e affetti condivisi”.

 

Dunque, se la stragrande maggioranza degli ospiti ha ricevuto entrambe le dosi vaccinali, se crediamo che il vaccino funzioni, se mettiamo in atto tutte le procedure quali termoscanner, igienizzazione, distanziamento e utilizzo dei dpi, se prendiamo atto del risultato del modello presentato dal dott. Dal Bosco che ci dice che le attuali possibilità di contagio rispettando le procedure di sicurezza sono pari a 2 su 1 milione, perché e cosa stiamo aspettando per aprire verso una normalità di relazione? Siamo consapevoli che tra i diritti universali dell’uomo c’è il diritto alla famiglia? Siamo consapevoli che oltre alla salute fisica è doveroso salvaguardare anche quella psichica, di soggetti peraltro già deboli?

 

Il protocollo per la riapertura alle visite in sicurezza esiste, è già stato validato sotto il profilo tecnico dall’Azienda Sanitaria Provinciale ed è stato testato dalle RSA di Nomi, Povo, Avio e Cavedine. È ora nostro dovere proporzionare la qualità della Vita alla situazione epidemiologica.

 

Ringraziandovi per l’attenzione, vi informiamo che è stata aperta sul sito change.org una raccolta firme che si unisce a questa richiesta di ripristino dell’incontro degli ospiti con i loro famigliari e di possibilità di uscita per i residenti autonomi o non autonomi se accompagnati

 

In fede

Martina Turri e Alessandra Carli

Figlie di Manuela e Venanzia, ospiti della RSA di Pinzolo