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Fri, Dec

Ponte Caffaro, per far funzionare la "rotatoria quadrata asimmetrica" servono altri 650 mila euro

Valle del Chiese
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Servono almeno 650 mila euro per far sì che la “rotatoria quadrata asimmetrica” possa avere una speranza di funzionare nel suo complesso e per supplire alle carenze strutturali del vecchio ponte. Questo in estrema sintesi ciò che afferma il consigliere Alex Marini nell’interrogazione presentata il 20 novembre scorso sulla vicenda tragicomica del Ponte di Caffaro e della Rotatoria da 3,8 milioni di euro, realizzata ma mai messa in funzione per gli evidenti problemi riscontrati nel passaggio dei mezzi pesanti.

«Il “mistero buffo” dei ponti sul Caffaro – scrive Alex Marini - continua a far ridere e infuriare in egual misura la popolazione che si deve confrontare con un’opera pur finita nel 2017 che però non è ancora stato possibile aprire per evidenti problemi di passaggio dei mezzi pesanti, finanziata per oltre 3,8 milioni di euro dall’ente pubblico, quindi dagli stessi cittadini (per la precisione dalla Provincia di Trento tramite l’ex “Fondo ODI”, oggi “Fondo Comuni Confinanti). Grazie ad una risposta di Regione Lombardia siamo riusciti ad entrare in possesso di notizie più esaustive sulla vicenda e il quadro che ne è uscito, come si poteva immaginare, non è roseo. Semplificando al massimo, per rendere funzionale la cosiddetta “rotatoria quadrata asimmetrica” sul Caffaro servono risorse extra che si spera di ottenere dai risparmi causati dai ribassi d’asta precedenti. Il traffico fra Trentino e Lombardia continua a scorrere sul vecchio ponte del 1906 che però abbisogna con urgenza di un allargamento e soprattutto dell’adeguamento statico e sismico». 

«Fra le cose notevoli da segnalare – conferma Marini - c’è che la situazione del vecchio ponte appare grave, tanto che le verifiche effettuate hanno evidenziato “notevoli carenze strutturali e la non rispondenza alle norme vigenti” della sua capacità portante. Per consentire al meglio la circolazione e per far sì che la “rotatoria quadrata asimmetrica” possa avere una speranza di funzionare nel suo complesso serve allargarlo e metterlo a norma. Il tutto ad un prezzo salato per le casse pubbliche, cioè almeno 652.724,44 euro, cioè il costo scritto nel progetto esecutivo dell’intervento, che il Comune di Bagolino spera di ottenere dal “Fondo Comuni Confinanti” con la messa a disposizione delle risorse risparmiate col ribasso d’asta della costruzione del nuovo ponte, il quale a sua volta, per poter funzionare pare proprio aver bisogno a sua volta di modifiche le quali, non serve nemmeno dirlo, avranno dei costi. Se a tutto ciò aggiungiamo che la stampa ha dato notizia di un interessamento alla vicenda del ponte da parte della Corte dei Conti, il ginepraio sembra completo».