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Fri, Jun

Valle del Chiese, l'invasione di corvi e cornacchie gravano su colture e piccoli frutti

Storo
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STORO. Prima  cinghiali, poi orsi ma ora si sono messi pure i corvidi a creare problemi all'ambiente contadino di valle. Lo si deduce da una informativa che Agri 90', per conto dei suoi associati, ha trasmesso ieri alla assessora provinciale Giulia Zanotelli e al collega Mario Tonina, ai servizi Fauna e Forestale di Trento, Tione e Condino, all' Associazione provinciale  cacciatorial reggente delle Giudicarie nonché per conoscenza  al presidente nazionale di Coldiretti Ettore Prandini

Dalla sede vetrata di Via Sorino, a nord di Cà Rossa, Vigilio Giovanelli e Arturo Donati, rispettivamente presidente e direttore della coop, fanno la voce grossa considerato che nel corso di quest'ultimi giorni lungo la Piana di Storo e anche nella zona compresa tra Baitoni e Lodrone, le aree coltivate a granoturco da polenta hanno riscontrato danni riconducibili alla avifauna.  Tradotto in altre parole trattasi di corvi e cornacchie la cui presenza sta “ingombrando“ i cieli sovrastanti i campi mediante una presenza ripetitiva di quei volatili che a qualsiasi ora vanno sciamando lungo  la campagna.

“Tali danni – avvertono Giovanelli e Donati – si sono in principal modo  riscontrati  a macchia d'olio lungo il versante di Baitoni ma non solo su granoturco ma pure a ridosso di culture minori e piccoli frutti dove in alcuni areali si è dovuti intervenire anche con massicce risemine della stessa coltura e naturalmente con aggravio di costi“.

Ma le preoccupazioni di Giovanelli e Donati vanno oltre anche per il fatto che lamentele e richiami a loro arrivano   quasi a scadenza come dei mattinali. “Nel corso delle passate annate - ribattono ambedue – la nostra zona ha potuto beneficiare del consueto controllo dei corvidi lungo le particelle di proprietà contadina ma poi a causa di aggravi burocratici tale lavoro, svolto egregiamente a più livelli, è stato interrotto. Tale incombenza svolta dall'ambiente venatorio locale aveva fatto riscontrare negli anni ottimi risultati”.

Ora su la questione presidente e direttore della cooperativa  contadina di valle vanno al concreto. “La  richiesta che andiamo a fare, che è poi quella invocata  anche dai nostri  soci e conferitori, tende a ripristinare  soluzioni adeguate al problema considerato che la ripetuta presenza di corvidi e cornacchie, tiene in ansia l'intero ambiente contadino. A tale proposito auspichiamo il ritorno a quella snella ed efficace azione del passato affinché  tra agosto e settembre, in vista della maturazione delle pannocchie, vengano scongiurati irreparabili danni in modo da non compromettere la produzione di stagione”.