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Strembo, se ne è andato "l'Ernesto". Il ricordo di Giuseppe Ciaghi

Val Rendena
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Li chiamavano Centauri, erano uomini-cavallo: corpo equino e testa di guerriero. Insieme alle Amazzoni, il loro contrappunto femminile, con le loro gesta popolarono i miti e la fantasia dei popoli antichi , nonché i frontoni dei templi, immortalati da artisti famosi.

A Strembo invece, di questi tempi, viveva l’Uomo-trattore. Si chiamava Ernesto, Masè di casato: un personaggio fuori dal comune, originale, una figura caratteristica; per i rendenesi un po’ “stròlich” e un po’ “matemàtic”, capace di “imprese leggendarie” in sella al suo mezzo meccanico, a volte carico fino all’inverosimile di tronchi di legname, altre stracolmo di fieno, talora pieno di letame, che trasportava da Val Genova fino a Trento, in città, senza andar tanto per il sottile.

Lo usava persino quando si recava al bar. Burbero nell’aspetto e nei comportamenti, spesso agiva d’impulso, quasi per nascondere il suo istinto di persona buona e generosa. Ci ha lasciato ad appena 69 anni e ieri sera, venerdì 5, i suoi compaesani lo hanno accompagnato nel suo ultimo viaggio terreno. Ai suoi cari giungano i sensi più vivi del mio cordoglio.