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Pinzolo, dopo le accuse di turbativa d'asta e peculato, il sindaco Cereghini respinge tutto e dichiara: Sono sereno perché confido nel lavoro della magistratura

Pinzolo
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Pinzolo, dopo che il primo cittadino Michele Cereghini è stato accompagnato fuori dal territorio comunale dalla Guardia di Finanza, è senza sindaco.  Il gip La Ganga ha infatti disposto il divieto di dimora su richiesta della pm Maria Colpani. Contestualmente il commissariato del governo Sandro Lombardi ne ha decretato la sospensione dalla carica di sindaco in applicazione della legge Severino. Le funzioni sono passate al vice, Albert Ballardini. 

Per ora dunque Cereghini non potrà rientrare a Pinzolo. Una misura cautelare clamorosa motivata dal pericolo di reiterazione del reato che ha destato molto stupore ed incredulità in paese. Le accuse sono di turbativa d'asta e peculato. Accuse relative alle attività di sindaco e di membro del consiglio di amministrazione dell'Azienda per la promozione turistica.

Secondo quanto ricostruito dal Giuseppe CArletti del TGR Trentino sarebbero 3 gli episodi contestati. Il primo, l'assegnazione di un appalto da 100mila euro per le luminarie natalizie. Cereghini avrebbe favorito una ditta. Stessa accusa, di turbativa d'asta, per l'assegnazione dell'incarico di addetta stampa del comune. Quanto al peculato, agli atti dell'inchiesta c'è l'uso di auto in dotazione dell'Apt per attività proprie del comune di Pinzolo. Una gestione quantomeno disinvolta, illecita secondo magistratura e Fiamme Gialle. "Respingo ogni accusa", le prime parole di Cereghini. "Pur nella drammaticità del momento - ha aggiunto - sono sereno perché confido nel lavoro della magistratura". Quattro anni fa vinse le elezioni con una lista civica trasversale. Ora lo attende una sfida tutta in salita: dimostrare di essere estraneo alle accuse.