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Se ne è andato Edo Zagonel insignito nel 1984 con il Premio di Solidarietà Alpina. Il ricordo di Giuseppe Ciaghi

Val Rendena
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Martedì pomeriggio in Primiero si sono tenute le esequie di Edoardo (Edo per noi tutti) Zagonel, un uomo fuori dal comune, tanto generoso e capace di grandi sacrifici per aiutare il prossimo in difficoltà sulle montagne, quanto umile e modesto. Noi del Comitato del Premio Internazionale di Solidarietà Alpina gli assegnammo la Targa d’Argento nel lontano 1984 e l’allora Presidente della Repubblica Sandro Pertini volle congratularsi con lui inviandogli un telegramma. Era affezionato al Premio e ogni anno veniva a Pinzolo per la cerimonia della consegna, tranne che negli ultimi, quando l’età e le condizioni fisiche gli avevano impedito di partecipare. Ma lui, la sua umanità e il suo spirito sono sempre stati presenti qui a Pinzolo, anche se si avvertiva forte la sua mancanza. I membri del Comitato e i premiati erano diventati la sua famiglia, che si allargava di anno in anno, e si era instaurato con lui un rapporto di stima e di affetto indelebili. Stima e affetto che vogliamo testimoniargli con queste poche righe.

 

Edoardo Zagonel, guida alpina e maestro di sci, per 25 anni capo del soccorso alpino di S. Martino ha dedicato la sua vita con passione, competenza, dedizione e spirito di sacrificio a chi era bisognoso di aiuto. Per la sua generosità unitamente ad un grande amore per la montagna merita quindi il riconoscimento del Premio solidarietà alpina.“Queste persone sono un’eccezione” ha detto Angiolino Binelli “perché oggi è sempre più difficile trovare posto per sentimenti di umanità e solidarietà nei riguardi degli altri. Ecco perché questi uomini vanno ricordati e premiati”.

Nato a Siror in val di Primiero nel 1930 e discendente da una famiglia che da quasi un centinaio di anni si tramanda ininterrottamente la difficile professione della guida alpina, Edoardo Zagonel ha iniziato da giovanissimo a cercare sulle montagne dolomitiche le proprie soddisfazioni. Entrato a far parte delle leggendarie Aquile di San Martino, nel 1976 partecipò con loro alla spedizione, diventata storica, che li portò alla conquista, senza bombole di ossigeno, del Dhaulagiri. Affrontò sempre la montagna con amore e prudenza e per molti anni fu il “guardiano” delle Dolomiti guidando il soccorso alpino di San Martino di Castrozza.