25
Mon, Jan

L'Albergo Boniprati cambia proprietà e gestione: a Renzo e Gemma Tarolli subentra la Trentiner

Pieve di Bono Prezzo
Typography

 

 

PIEVE DI BONO – PREZZO. Originariamente era una casa da mont in parte di famiglia ma nei primi anni 70 era divenuto l'albergo Boniprati. Lo scorso 23 dicembre i coniugi e contitolari Renzo e Gemma Tarolli di Castel Condino hanno sottoscritto il preliminare di vendita: saranno comunque ancora loro a gestirlo per qualche altro mese.

 

A succedere ai Tarolli sarà ora la Trentiner & Associati, la cui realtà fa riferimento al giovane imprenditore condinese Herman Pizzini. Quest'ultimo sembra orientato a fare le cose per bene in modo da trasformarlo e rilanciarlo anche dal punto di vista d'immagine e turistico.

 

Alla nostra età e non avendo figli -avverte Renzo - la cosa da farsi era di passare la mano e così, tra gli interessati che si erano proposti a succedere, abbiamo convenuto di cederlo a gente del posto con idee chiare. L'atto vero e proprio sarà sottoscritto a giorni.”

 

Renzo Tarolli dal 1961 al 1973 assieme ad altri tre soci (tra cui il compianto ragioniere Domenico Ribaga di Tiarno di Sopra e Storo) aveva pure gestito ad Odolo nel bresciano l'Acciaieria Vittoria; l'amministratore delegato era il maggiore reggiano della Benemerita Arma Vincenzo Bottazzi da poco in pensione.

 

In quegli anni l'Altopiano di Boniprati (1200 metri di altitudine e allora catastalmente suddivisibile tra i comuni di Castello, Cimego ,Prezzo e Bersone) sembrava destinato ad assumere un'impronta turistica di alto livello. Avverte invece l'allora sindaco di Castello Dario Tarolli tra i promoter delle prospettive legate al suo eventuale sviluppo: “Per cause diverse tale prospettiva venne ridimensionata”.

 

Prima ancora un'altra struttura alberghiera (Rifugio Lupi di Toscana ) veniva realizzata sul versante di Prezzo da un certo Alcide Franceschetti che a sua volta l'aveva poi ceduta alla famiglia di Benvenuto e Settimo Scaia; l'esercizio è ora gestito dalle figlie.

 

Effettivamente – dice Tullia una di loro – la struttura risultava realizzata nel 1961 da Alcide Franceschetti, poi venne ceduta ai miei nel 1968”.

La signora aggiunge: “ Prima della pandemia anche in inverno si lavorava bene considerato che l'utenza risulta da sempre maggiormente rappresentata da gente lombarda”.