STORO. Da tempo non stava bene e con frequenza sottostava a ripetute terapie al Santa Chiara che raggiungeva a giorni alterni in autobus. Gianni Grassi se n'è andato in silenzio ma lasciando un vuoto in molte realtà storesi da lui vissute e portate avanti in prima persona. Quell'omone, con casa e uffici a Spenigòl, lascia la moglie Luisa e quattro figli: Paola, Fausta, Chiara e Claudio quest'ultimo un tempo anche allenatore del Calciochiese.
Negli anni 80 Gianni Grassi, deceduto ieri all'età di 79 anni, dentro le varie istituzioni storesi c’era stato sempre da protagonista: prima consigliere di minoranza e poi vice sindaco e dentro il cda della Rurale; la sua figura era anche emersa sia nello sport che negli alpini dove era stato capo gruppo per oltre quindici anni. All’epoca vicino alla Settaurense e successivamente dentro lo stesso casato biancoverde (1968) aveva portato la pallavolo. Allora si giocava alle Piane su campi di cemento a cielo aperto e con magliette di lana a forma di canottiere. L'entusiasmo era grande (come lui) e i risultati furono subito incoraggianti tanto da portare la Pallavolo Settaurense tra le più interessanti realtà regionali.

Ma Gianni, come anticipato, non si era limitato a sport e alpini: nella vita amministrativa aveva espletato il ruolo di secondo dell'allora sindaco di Storo Fiorindo Malfer.
Quell'omone, assieme al fratello Giacomino aveva professionalmente creato la Grassi Costruzioni che, sulle orme di papà Enrico, negli anni sessanta a Madonna di Campiglio e Passo Carlo Magno aveva realizzato prima l'hotel Savoia e poi palazzine e condomini. In una di quelle stagioni il “gigante buono” era riuscito a traghettare per un giorno alle Piane di Storo anche il mitico Gianni Rivera.
Mercoledì alle 14,30 l'orazione funebre nell'area cimiteriale adiacente la cappella di Sant'Andrea.
Qui sotto le riprese fatte da Gianni grassi in occasione dell'arrivo di Gianni Rivera a Storo.
